sarebbe auspicabile che widmer ci dica di più di quanto comunica questa ansa ...


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«Sì alle casse di espansione»
CESENA - La questione canale Leonardo è giunta alla stretta finale. La Regione dovrebbe decidere entro la fine del mese quali interventi effettuare per mettere al riparo dagli allagamenti le campagne di Montaletto, Villa Inferno, della Madonnina ed il centro di Cesenatico. Domani all'hotel Miramare di Cesenatico ci sarà un incontro con l'assessore regionale al territorio, Mario Luigi Bruschini. I progettisti del Consorzio bonifica hanno rilevato che se non si trovano aree per la realizzazione di casse d'espansione il Leonardo è l'unica soluzione attuabile che però potrebbe provocare inquinamento del mare. «Il canale — afferma Alessandro Carli, capogruppo consigliare del Pri — non è una soluzione efficace. Ci vuole un'azione di buon senso fra i comuni di Cervia, Cesenatico e Cesena volta al reperimento di aree per la realizzazione delle casse di espansione».


«Quante promesse mancate»
FORLIMPOPOLI (Forli') - Non è amore il sentimento che passa tra il sindaco di Bertinoro, Arianna Bocchini, e Giuseppe Ballani , repubblicano all'opposizione con domicilio a Forlimpopoli. Si beccano, spesso.
Qualche tempo fa, sul problema antenne, la sindachessa bollò come uno scolaretto il suo sparring partner: «Dovrebbe pensare, prima di parlare». Oggi, meditata, arriva la replica al peperoncino. «Caro Sindaco, purtroppo il signor Ballani pensa anche troppo — dice lo stesso —. Mi vedo costretto a ricordarle che quando lei mi accusò di non conoscere le carte, io proponevo di fare accordi di programma con gli altri comuni interessati al problema dei tralicci fuori legge. Adesso guarda caso veniamo a sapere che il sindaco ha fissato una conferenza dei capigruppo proprio per avanzare questa linea. Forse noi repubblicani eravamo un filino più avanti già allora ?».
Intanto Ballani mette altra carne sul braciere; riprende in mano il programma elettorale del centrosinistra e chiede: «La conferenza dei giovani? I vigili di quartiere? E ancora, il day hospital? Non vado oltre perché potrei stare qui tre giorni interi».
Riccardo Fantini


Cesena: un accordo che escluda le forze massimaliste/Le alleanze locali sono parte integrante della politica complessiva del Pri
Un'intesa per le scelte da compiere
Pubblichiamo, con un nostro commento, il documento politico della Consociazione del Pri di Cesena che accompagna il Programma approvato, che per motivi di spazio pubblicheremo appena possibile.
CESENA - "L'Assemblea dei rappresentanti della Consociazione Repubblicana Cesena riunitasi giovedì 24 Ottobre 2003 udita la relazione del Segretario l'approva.
Nello specifico valuta positivamente l'operato delle Amministrazioni Comunali nelle quali il Pri è parte integrante, in particolare per Cesena, considera necessario che la continuità amministrativa sia un caposaldo politico da cui non si può prescindere.
Considera altresì positivamente il documento politico approvato dalla Direzione della Consociazione Pri di Cesena.
Obbligo della dirigenza è quello di mantenere fermi i principi politici del documento succitato anche e soprattutto nell'ambito degli incontri che si svolgeranno tra le forze politiche.
Ribadendo che base di ogni alleanza è il confronto programmatico non possiamo sottacere che eventuali forzature che snaturino la logica amministrativa sulla quale hanno convenuto tutte le forze dell'attuale maggioranza (Margherita-Ds-Sdi-Pri-Pdci) vedrebbe il Pri su posizioni negative.
Considera dunque auspicabile il rinnovo dell'attuale maggioranza che è autosufficiente sotto il profilo politico e numerico".
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commento
L'Assemblea dei rappresentanti della Consociazione di Cesena ha approvato le proposte programmatiche del Pri, sulle quali aprirà il confronto con le altre forze politiche per costruire le prossime alleanze elettorali per il Comune. Il Programma, che contiene l'agenda delle priorità per lo sviluppo di Cesena, è preceduto da una breve premessa politica nella quale è ribadita la continuità della maggioranza, (costituita da Margherita, Ds, Pri, Sdi, Pcdi) che ha amministrato, bene dicono i repubblicani, il Comune di Cesena. La premessa contiene, inoltre, l'avvertenza agli alleati ad evitare possibili forzature che porterebbero allo snaturamento della coalizione uscente. In sostanza i repubblicani cesenati ( avevamo già pubblicato sullo stesso tema la decisione favorevole di tre sezioni) chiudono la porta della coalizione uscente ad eventuali aperture a Rifondazione e Verdi, ai repubblicani europei, ai dipietrini e girotondini e a quanti altri costituiscono il variegato e variopinto arcipelago della sinistra e dei movimenti.
Non vogliamo entrare nel merito specifico della proposta repubblicana, vogliamo soltanto dire che in Emilia Romagna con l'incontro organizzato dalla segreteria regionale con la responsabile di F.I, con l'elaborazione di proposte, come questa della Consociazione di Cesena, per la costruzione di alleanze senza quelle forze che si richiamano alle posizioni più radicali e massimaliste della sinistra, qualcosa si è mosso. C'è stato, inoltre, un cambiamento anche nel linguaggio, che in politica è importante e il tono con cui si è discusso nella riunione della Direzione regionale con il segretario nazionale Nucara a Forlì ne è la prova. Ma c'è un altro punto, meno formale e più di sostanza politica: la caduta della pregiudiziale , ripetutamente avanzata dalla minoranza, per cui sulle alleanze locali la segreteria nazionale non avrebbe dovuto interferire, anche per non violare quella, che a nostro avviso era soltanto un distorto criterio di autonomia. Ormai è acquisito che le scelte delle alleanze locali fanno parte integrante della politica complessiva del partito e che in un sistema maggioritario come l'attuale ogni fattore, anche il più periferico, influisce sull'immagine nazionale rappresentata dall'Edera. La linea di Cesena non ci sembra né statica né di corto respiro: porre il problema di non allargare l'alleanza uscente a forze che potrebbero alterarne la fisionomia originaria, vuol dire porre un problema che ha una sicura valenza politica e che supera i limiti locali. Va anche detto che quella linea, con la chiusura netta a Rifondazione e ai Verdi e agli altri movimenti, fissa alla coalizione dei confini politici chiari e definiti e nel caso che gli attuali alleati non ne dovessero tenere conto, il Pri non potrà che trarne le dovute conseguenze.
Il cammino è lungo e i problemi sono ancora aperti, compreso quello per le elezioni di Cesena. Nel frattempo si è affermato il principio che la scelta delle alleanze locali deve essere fatta d'intesa con la direzione nazionale e su questa base si è cominciato a discutere, guardando principalmente all'interesse generale del Pri.
p. v


L'Edera chiama a rapporto i propri eletti nei Comuni
RAVENNA - L'esecutivo provinciale del Partito repubblicano ha deciso di convocare una riunione di tutti i dirigenti e gli eletti nel territorio ravennate. Sarà l'occasione per fare il punto sulla politica nazionale dell'Edera e sulle elezioni amministrative di primavera. Tenendo ferma l'ipotesi della creazione di una 'terza forza', i repubblicani ravennati, come gran parte di quelli romagnoli, partono da una certezza: la loro ferma contrarietà alla politica portata avanti dal governo Berlusconi e la loro collocazione nel centro sinistra. Questo in base al giudizio complessivamente positivo rispetto al lavoro svolto dalle amministrazioni che li vedono al governo.


Dove si 'arrampicherà' l'Edera?
FORLIMPOPOLI (Forli') - Milletrecentocinquanta voti nel bagaglio. Un corredo pesante, quasi il 18 per cento dei votanti alle elezioni amministrative di Forlimpopoli del 1999. Un corredo che ingolosisce gli uni e mette sul chi va là gli altri. Quella del Pri è la classica posizione 'anomala'. In un Comune sono amici degli uni, in un altro, magari a pochi chilometri di distanza, siedono dall'altra parte dello schieramento. Tanto per fare un esempio: a Forlì sono in maggioranza, a Forlimpopoli da soli all'opposizione, a Bertinoro alleati con la Casa delle libertà. Per non parlare dei quadri provinciali, regionali e nazionali.
A Forlimpopoli i cinque anni vissuti in solitudine dai banchi dell'opposizione hanno spaccato l'Edera. Nell'ultimo anno il capogruppo Antonio Zoli, che alle consultazioni del '99 raccolse come candidato sindaco oltre il 17 per cento dei consensi, ha abbandonato la baracca sbattendo la porta. Gli ex compagni per tutto il 2003 hanno fatto l'occhiolino al centrosinistra. Lui non gradiva e se n'è andato non risparmiando frecciate agli ex compagni di partito. Tanto da far sospettare addirittura a qualcuno una sua possibile candidatura a sindaco nelle elezioni della primavera prossima per conto di una ipotetica lista con la Casa delle libertà. Fantapolitica? Mica tanto. Incontri ce ne sono stati, lo confermano esponenti del centrodestra. L'esito delle consultazioni, per ora, resta segreto. Così come il nome sul quale l'attuale opposizione giocherà la propria difficilissima partita.
Intanto, a pochi mesi dalle consultazioni amministrative, la posizione ufficiale del Pri artusiano è ancora in stallo. «Siamo in piedi. Aspettiamo» fa sapere Roberto Santolini, segretario forlimpopolese. «Dipende tutto — aggiunge — dalla trattativa globale provinciale. Direi che al momento le possibilità sono tutte ferme al 50 per cento, se proprio dovessi sbilanciarmi darei un punto in più alla eventualità che il Partito repubblicano si presenti da solo. Non ci sono ancora le condizioni per dire rosso, giallo o blu. Di certo — aggiunge — noi una nostra lista la possiamo fare tutte le mattine».
Nel frattempo i Ds hanno lanciato in orbita il loro candidato, l'attuale assessore ai servizi sociali Paolo Zoffoli.
«Resto dell'idea — commenta Santolini — che non siano tanto gli uomini, quanto i programmi a fare la differenza. Personalmente non ho niente contro Paolo Zoffoli. Ma il ragionamento, ripeto, va fatto sin dall'inizio sui progetti concreti». Idem per il centrodestra? «Certo. Non chiudiamo la porta in faccia a nessuno. Ci incontreremo e vedremo se ci sono posizioni comuni. Aggiungo però che le nostre idee saranno difficilmente compatibili con le loro».
Riccardo Fantini


La Malfa onora il padre e «blinda» su Silvio il simbolo dell'Edera
BOLOGNA — Non sarà solo un convegno celebrativo. Giorgio La Malfa torna nell'Emilia-Romagna dell'antico e forte cuore repubblicano per presentare l'incontro con cui dopodomani verrà onorato il centenario della nascita del padre Ugo, e il presente si incrocia subito col passato. Le questioni politiche di oggi con la memoria di uno dei grandi padri della Repubblica. A domanda, dopo gli interventi ufficiali — con La Malfa c'erano, nella Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio, il sindaco Guazzaloca e il presidente della Fondazione Carisbo — il presidente del partito repubblicano spiega: «Anche alle prossime amministrative la linea a livello nazionale è quella delle alleanze col centrodestra. Dove non ci saranno le condizioni, si potrà fare diversamente. Ma il simbolo va lì, sulle posizioni della Casa della Libertà. alle europee, invece, ci presenteremo per contro nostro».
L'edera, insomma, resta avvinta al polo a cui l'hanno legata, nell'ultimo triennio, i congressi di Bari e di Fiuggi. Ma resta. anche, con una fibra scoperta. Ed è una fibra che conta, quella dei repubblicani emiliano-romagnoli che non solo, in Regione, sono alleati con il centrosinistra (Rifondazione inclusa), ma che con l'Ulivo sono al governo a Ravenna, a Forlì e a Cesena, solo per citare le città principali.
Spiega Luisa Babini, consigliere regionale, che ha assistito in prima fila alla presentazione del convegno: «Gliel'ho detto chiaro, a Giorgio, è una posizione che non condivido. Quattro anni fa abbiamo firmato l'alleanza col centrosinistra, e i risultati sono decisamente positivi. Credo che per amministrare bene in queste realtà locali incidano di più le cose che si fanno della maggiore o minore adesione al programma di governo. Del resto — aggiunge la Babini — essere alleata con il centrosinistra non mi ha impedito di assumere, in politica estera, posizioni uguali a quelle di La Malfa».
Ma la battaglia, se battaglia come pare prevedibile sarà, dovrà essere tutta dentro il partito (il cui simbolo è nelle mani del segretario Nucara): «Noi non rinunciamo alle nostre posizioni — conclude la Babini —, e ne vogliamo discutere a fondo stando all'interno dell'Edera».
E ancora passato e presente si intrecciano, alla vigilia della giornata che celebrerà Ugo La Malfa.
Dietro al nodo “centrodestra o centrosinistra” vi è anche la storia. Racconta con passione La Malfa: «Ricordo ancora la folla che assistette a Ravenna, nel '63, a un dibattito tra mio padre e Ingrao. E anni dopo, a Bologna, verso la fine degli anni '60, un altro pienone, con Malagodi e Spadolini, allora direttore del Carlino. Si discuteva di regioni, mio padre era favorevole, ma voleva che, per evitare nuovi mostri burocratici, si eliminassero le province. Siccome fu impossibile, si astenne nel voto sul decentramento».
Viene fuori, così, l'immagine di un uomo che, dagli inizi nel Partito d'Azione, concepì il confronto con gli altri solo nella fermezza. «Che delusione per lui — ricorda ancora La Malfa junior — quando nel '78 il Pci votò contro la moneta unica europea». L'edera che punta a destra è fatta, anche, di vicende come queste.
di Cesare Sughi


Tre incontri con Nucara
RAVENNA - Giornata ravennate per il sottosegretario all'ambiente Francesco Nucara , segretario nazionale del Pri.
Alle 16 incontrerà l'imprenditoria locale, nella sede dell'Associazione industriali; il confronto sarà aperto da una relazione del vice sindaco Giannantonio Mingozzi.
Alle 18 Nucara riceverà una delegazione dei gestori di stabilimenti balneari e alle 19, in Municipio sindaco, presidente della Provincia e assessori.


dei bagnini sugli affitti dei beni del demanio è oltraggiosa nei riguardi dei loro clienti e dei cittadini italiani.
difendere i bagnini che per decenni hanno guadagnato quello che hanno voluto, senza fatture, con investimenti minimi, con sovvenzioni regionali, con dipendenti fasulli, giovani che pur di fare un lavoro estivo si accontentano di quello che gli danno, delle bassisime cifre d'affitto, cosa che non hanno neanche i negozi nelle lontane periferie, difendere ripeto, questa categoria di operatori è quanto di più bieco, ripeto bieco, possa esistere.
Siccome sono quasi tutti iscritti alla confesercenti o giù di lì, ora questa organizzazione li mobilita ocntro la finanziaria.
beh! I privilegiati in Italia sono tanti , ora aggiungiamo anche i bagnini.
A proposito smetteranno le loro proteste appena possibile, perchè d'inverno si ritirano alle canarie, ai caraibi, e in Florida.


Tutti uniti nel far vivere il partito
RAVENNA - «Non distinguo repubblicani di sinistra o di destra, non so fare divisioni in modo colorato. Vedo tutti uniti nel far vivere il partito, anche se vi sono visioni diverse rispetto alle strategie da usare per raggiungere questo obiettivo, che resta prioritario».
Francesco Nucara, segretario nazionale dell'Edera, è a Ravenna nella sua veste di sottosegretario al ministero dell'Ambiente, per una serie di incontri con imprenditori e amministratori (nella sede degli Industriali e in Municipio). Accompagnato dai principali esponenti locali del Pri, a partire dal vicesindaco Giannantonio Mingozzi e dal segretario comunale Giancarlo Cimatti, batte molto sul tasto dell'unità del partito, 'a prescindere dalle alleanze'.
Segretario, come vede i repubblicani romagnoli che fanno parte di giunte di centro sinistra, diversamente dalla linea nazionale, dove l'alleanza è con il centro destra?
«I nostri amministratori in Romagna e qui a Ravenna hanno lavorato bene e sono encomiabili. Si sono sempre impegnati per gli interessi pubblici, più che per il partito, come d'altra parte ha sempre fatto il Pri nel suo complesso. Per questo, forse, il consenso elettorale è andato scemando. Non ce ne facciamo un cruccio, perché si rispetta lo spirito del nostro partito. Poi qui hanno governato bene anche perché l'humus sociale della Romagna rende le cose più facili che altrove».
Amministrano bene, ma non vengono scelti dalle coalizioni come candidati sindaco. Come mai?
«Mi rendo conto di come questo possa avvenire proprio per la posizione nazionale del partito e nonostante la loro qualità politica. Con il centro destra, nonostante tutto, possiamo fare 'la voce grossa', far pesare la nostra forza nazionale. Se per questo ci sono problemi, me ne dispiaccio. Però se in questa fase siamo nel centro destra, non è detto che sia sempre così. Non abbiamo fatto alcuna professione di fede».
Quindi ci possono essere casi 'particolari'?
«Ci possono essere e ci sono stati. Dipende dai contenuti programmatici alla base delle alleanze e dalla qualità personale dei politici. Quando si sono proposti candidati che non ci 'piacevano', siamo usciti anche dal centro destra. Offrendo un contributo al centro sinistra, che ha così vinto. È necessario però che gli amici che, per ragioni obiettive, entrano in liste di centro sinistra, sappiano che il primo colloquio deve essere con Forza Italia».
Le amministrative sono alle porte. Cosa succederà con il 'problema' del simbolo, soprattutto qui?
«Abbiamo fatto un anno di lotte rispetto al concetto di autonomia. La maggioranza è stata chiara: autonomia 'nel' partito, non 'dal' partito. Ogni scelta, dunque, va coordinata con la segreteria nazionale; e devono farci capire le condizioni per le quali si intende stringere un'allenza diversa da quella indicato dalla maggioranza del partito. La questione del simbolo quindi è tutta lì: decide la segreteria nazionale, ma di fronte a proposte motivate da fatti oggettivi».
di Nevio Galeati