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  1. #11
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    Predefinito TRATTO DA il resto del carlino 15 FEBBRAIO 2003


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    L'Edera: 'Rivediamo i progetti di Area Vasta'

    CESENA - Africo Morellini, responsabile del Pri per la Sanità, non ha dubbi: «Su alcuni progetti di Area Vasta, ed in particolare sul laboratorio analisi unico a Cesena e sulla centrale operativa del 118 a Ravenna, occorre un momento di riflessione».
    Dopo le perplessità avanzate dalla Margherita, tocca ora all'Edera esprimere i propri dubbi. «Non siamo contrari ad Area vasta — spiega Africo Morellini — perché mette in rete in rete la sanità romagnola e razionalizza e distribuisce le eccellenze tra le varie città. Ma non ci convincono i progetti presentati».
    Morellini parte del laboratorio analisi unico, che dovrebbe sorgere a Pievesestina e destinato a servire tutte le Ausl romagnole.
    «Questi progetti — dichiara — hanno un senso nel momento in cui servono a migliorare la qualità del servizio e a razionalizzare i costi. In questo caso, però, la qualità del servizio è già molto alta, perché tutti gli esami vengono eseguiti con delle macchine molto avanzate tecnologicamente. Per i cittadini non cambierebbe nulla».
    Sul fronte dei costi le previsioni sono ancora più negative. «Solo per costruire le nuove strutture — continua Morellini — è stata fatto un preventivo che prevede investimenti per 14 miliardi di vecchie lire. Con gli inevitabili 'ritocchi' in corso d'opera si arriverebbe a 20-25 miliardi. Un grande laboratorio analisi consentirebbe forse di risparmiare del personale ma, visto che non è possibile licenziare i tecnici già assunti, i costi non potrebbero essere ridotti per almeno 10-15 anni. Anzi ci sarebbe il rischio di dover assumere delle persone per portare a Cesena gli esami fatti nelle altre città romagnole».
    A detta del Pri non mancano le controindicazioni anche per il 118. «Sino ad oggi non ci sono mai state lamentele per la qualità offerta — assicura Morellini — e non è detto che le cose andranno meglio unificando tutto a Ravenna. Anche con questo progetto il personale in esubero non potrà essere licenziato e bisognerà sostenere dei costi molto alti. Solo per mettere in rete il Vhf necessario alle comunicazioni radio, è stato fatto un preventivo di 6 miliardi di vecchie lire». Scontata la conclusione di Morellini: «In un momento di vacche magre per la sanità regionale è meglio destinare le poche risorse esistenti per migliorare le situazioni di reale disagio, come quelle per le liste di attesa, 'congelando' laboratorio analisi e 118 'romagnoli'»

  2. #12
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 15 febbraio 2003


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    'Oggi quella bandiera va ammainata'

    RAVENNA - C'è più di qualche frizione all'ombra della bandiera della pace che da ieri pomeriggio sventola dal balcone di Palazzo Merlato. E schierati, a rimbeccarsi, uno di fronte all'altro, ci sono sindaco e vicesindaco.
    Al repubblicano Giannantonio Mingozzi ieri pomeriggio non è andata proprio giù l'atteggiamento del sindaco Mercatali che aveva praticamente fatto finta di non vedere mentre una quindicina di Giovani Comunisti appendevano il vessillo arcobaleno, simbolo del 'no' alla guerra all'Iraq, accanto alla bandiera italiana, a quella della Comunità Europea e al gonfalone di Ravenna.
    Ma il sindaco — spiegava un comunicato di Palazzo Merlato — aveva «invitato i Giovani Comunisti, dopo il gesto simbolico, a rimuovere la bandiera». «Subito, quella bandiera deve essere tolta subito», tuonava invece Mingozzi dopo avere visto il drappo sventolare. «Appendere quel drappo — spiegava il vicesindaco — è stato un atto irrispettoso nei confronti del Municipio».I Giovani Comunisti, appoggiati nel 'blitz' a sorpresa alla residenza comunale anche da alcuni 'Studenti in lotta', sono soddisfatti del proprio gesto: «Abbiamo incatenato — spiegano Tania Pavirani e Giovanni Paglia — la bandiera della pace al balcone del Comune, perchè vogliamo che lì rimanga a simboleggiare il 'no' alla guerra dei ravennati. Abbiamo consegnato al sindaco la chiave del lucchetto, ma lui non l'ha voluta. Per questo l'abbiamo portata via con noi». «Ho rifiutato quella chiave — afferma il sindaco nella nota di Palazzo Merlato — perchè il tema dell'esposizione della bandiera è già stato discusso dalla Giunta che ha ritenuto inopportuno appenderla nella sede di rappresentanza della comunità ravennate. Il vessillo è esposto già da tempo in sede istituzionale all'assessorato alla Pace e il gonfalone della città sfilerà alla manifestazione di Roma».
    «In Giunta, una settimana fa — ribatte Mingozzi — mi ero opposto, insieme all'assessore Enrico Laghi, alla proposta di appendere il drappo arcobaleno in Comune. E altri assessori avevano condiviso la nostra opinione. Non capisco perchè, adesso, si sia permesso di farla sventolare dopo un atto provocatorio, come quello dei Giovani Comunisti. Il Municipio va rispettato, non lo si può scalare come una montagna per appenderci una bandiera in cima». Ma nella sua critica all'esposizione dei vessilli arcobaleno, oltre che con il sindaco, Giannantonio Mingozzi deve fare i conti anche con il suo partito. Il 12 dicembre, a Palazzo Merlato, infatti, è stato presentato un ordine del giorno con la richiesta di esporre «permanentemente negli uffici pubblici la bandiera della pace», firmato non solo da Ds, Margherita, Verdi e a titolo personale dal consigliere di Forza Italia Cesare Sama, ma anche dal capogruppo del Pri in Consiglio Silvia Lameri. «Silvia Lameri — conclude Mingozzi — ha cambiato idea. Adesso concorda con le idee degli altri repubblicani e vuole, come noi, che oggi sia chiesto al sindaco di togliere quella bandiera della pace dal balcone del Comune».

    Matteo Naccari


  3. #13
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    Predefinito riceviamo da Roberta Brunazzi uff. stampa del PRI Regione Emilia e Romagna

    Bandiera della pace con svastica,
    un'immagine indegna e vergognosa

    Sul sito internet dei repubblicani lombardi è apparsa in questi giorni l'immagine di una bandiera della pace sovrastata da una svastica.

    Al di là della condivisione o meno delle posizioni strumentali che alcuni pacifisti hanno portato avanti, non è accettabile che anche il P.R.I., che ha tradizione di grande moderazione e responsabilità, si abbassi a queste manifestazioni di vero e proprio "estremismo islamico".

    I repubblicani emiliano-romagnoli, nel ribadire un posizione di fedeltà ai valori occidentali, di rilancio della politica unitaria europea e di rispetto delle deliberazioni dell'Onu, invitano il nostro paese a riportare le proprie iniziative all'interno di una politica europea ed atlantica, e chiedono ai repubblicani lombardi a togliere dal loro sito quella immagine di intolleranza e di provocazione, non certo compatibile con il livello di civiltà che tradizionalmente hanno espresso nella loro storia, prima con Carlo Cattaneo e poi con Giovanni Spadolini.

    Widmer Valbonesi

    Segretario regionale P.R.I. Emilia - Romagna

  4. #14
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    Bagnacavallo/"Flop" della maggioranza in consiglio comunale

    Elena Verna capogruppo del Pri si astiene sull'odg per la crisi irachena

    "Flop" della maggioranza in consiglio comunale su uno dei temi più dibattuti del momento: quello di un eventuale attacco all'Iraq. Nel corso della seduta tenutasi giovedì scorso, infatti, il capogruppo del Pri Elena Verna si è astenuto nel corso della votazione di un ordine del giorno presentato in materia dal capogruppo di Rifondazione Comunista Paolo Baruzzi e successivamente modificato durante la seduta da alcuni emendamenti presentati dai Democratici di sinistra. Così l'odg è stato approvato al termine della seduta con undici voti favorevoli (Ds, Rifondazione comunista, Margherita), due voti contrari - quelli di Francesco Zannoni, capogruppo del Polo della Libertà, e dell'azzurro Paolo Casadio - ed una sola astensione, quella appunto della Verna. Quindi anche a Bagnacavallo, così come stava accadendo in contemporanea nel consiglio comunale di Ravenna - dove la capogruppo repubblicana Silvia Lameri si asteneva dalla votazione di un odg sull'esposizione della bandiera della pace - la coalizione di maggioranza ha messo a nudo alcune divergenze sul tema guerra. La seduta si è aperta proprio con la lettura da parte di Piergiorgio Costa, presidente del consiglio comunale, del testo dell'odg presentato da Baruzzi. Dopo l'intervento di Zannoni, che ha invitato i colleghi a "mantenere la linea della politica governativa", la palla è passata alla Verna, che ha espresso la posizione del Pri in materia dando il via ad un'accesa discussione con lo stesso Baruzzi. Poi Eleonora Proni, capogruppo dei Democratici di sinistra, ha proposto le modifiche dei Ds all'ordine del giorno in questione. Non pervenuti ad un compromesso dopo circa quaranta minuti di dibattito, i rappresentanti di Ds e Prc si sono ritirati per riscrivere il testo dell'odg in modo tale da soddisfare i vari punti emersi in corso di dibattito, mentre il consiglio proseguiva con la discussione degli altri odg. Alle 20 è arrivato finalmente il momento della votazione, conclusasi con l'astensione di Elena Verna.
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    tratto dal sito

  5. #15
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    Domenica 2 marzo h. 9.30 Bagnacavallo (Ra)
    Sala Palazzo Vecchio
    Congresso della Consociazione Pri di Lugo

    h. 9.30 Saluto di Mario Mazzotti Sindaco di Bagnacavallo

    Relazione
    Silvano Aldino Pasquali Coordinatore della Consociazione Pri Lugo

    Parteciperanno:
    Elena Verna Segretario Pri Bagnacavallo

    Luisa Babini
    Consigliere regionale Pri

    On. Italico Santoro Capo Segreteria Politica Pri



  6. #16
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 3 marzo 2003

    Il Pri ha voglia di centrosinistra

    BAGNACAVALLO (Ravenna) - Aldino Pasquali sarà con ogni probabilità confermato segretario della consociazione lughese del Partito repubblicano. L'indicazione è emersa nel corso del congresso di zona che si è svolto ieri a Bagnacavallo, che ha elaborato strategie e alleanze in vista delle amministrative del prossimo anno e ha eletto gli organismi dirigenti. Erano presenti tra gli altri il segretario regionale Valbonesi e il segretario provinciale Gambi. Entro una quindicina di giorni si riunirà la direzione per scegliere il segretario: e sembra appunto scontata la rilezione dell'alfonsinese Aldino Pasquali. I repubblicani del comprensorio lughese si riconoscono nella linea della minoranza che a livello nazionale rifiuta la scelta del segretario Nucara di sostenere il governo di centrodestra. A livello locale l'edera esprime posizioni estremamente eterogena: in alcuni casi è in giunta con il centrosinistra, in altri è all'opposizione, ma con una linea autonoma e ben distinta dal centrodestra. Per il futuro, il congresso si è espresso in modo unitario con una mozione che invita i vertici ad aprire un confronto con il centrosinistra sui programmi. «Se ci saranno convergenze — spiega Luisa Babini — si potranno stabilire nuove alleanze. Altrimenti continuereno a stare all'opposizione». Sono già partiti i primi contatti a Lugo e Cotignola, e presto si aprirà il confronto anche ad Alfonsine. «La discussione sui programmi — spiegano i repubblicani lughesi — sarà preliminare alla scelta dei candidati sindaci». I temi centrali dell'azione del Pri sono la sanità, la sicurezza, i servizi ai cittadini. «Al primo punto — dice ancora la Babini, che è consigliere regionale — la difesa dell'ospedale di Lugo, che va anzi potenziato». Il Pri ritiene poi necessario che si riservi poi una maggior attenzione a contrastare quei fenomeni di criminalità che stanno compromettendo la tradizionale tranquillità di molti centri del comprensorio. Terzo punto la riorganizzazione della rete dei servizi che con la nascita di Hera, che ha raccolto l'eredità delle aziende municipalizzate, deve fornire maggiore qualità ai cittadini utenti e tariffe più convenienti. Dopo il dibattito si sono aperte le urne.La nuova direzione è formata da Luisa Babini, Giordano Tabanelli, Germano Bragliani, Afro Benedetti, Ivo Pasquali, Elena Verna, Giuseppe Cortesi, Aldino Pasquali, Enrico Golfieri, Roberto Drei, Adriano Savorani, Girolamo Geminiani, Mario Giacometti, Carlo Gulminelli, Luigi Montaletti, Mario Cortesi, Vittorio Giorgioni, Pietro Foschini, Marcella Casnicci, Stefano Guerrini, Stelio Fabbri, Luciano Circassia, Lorenzo Costa, Gianluigi Gambi, Alceo Monti, Bruno Pelloni, Mattia Berti.
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  7. #17
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    "Regione Romagna debolezze e convenienze" - ll convegno del Pri

    S.ZACCARIA (Ravenna) - "Regione Romagna, debolezze e convenienze"
    è il tema dell'incontro promosso dal Pri, che si svolgerà domani alle 20.30, nella sezione dell'edera di S.Zaccaria. Al confronto, presieduto dal segretario comunale repubblicano, Giancarlo Cimatti, parteciperanno il docente universitario Roberto Balzani, il vicesindaco di Ravenna, Giannantonio Mingozzi, e quello di Cesena, Mario Guidazzi. L'incontro, che prende spunto anche dallo studio del Censis sull'identità sociale ed economica di Ravenna e della Romagna, verterà in particolare sui temati delle infrastrutture, sulle caratteristiche economiche delle province romagnole e sulle problematiche istituzionali.
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  8. #18
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    Predefinito ... riceviamo da ROBERTA BRUNAZZI ...

    [color=dark blue]È nata nei giorni scorsi l''Associazione Res Pubblica, con sede a Forlì in corso della Repubblica 92.

    Scopo dell' Associazione è promuovere e diffondere la cultura del repubblicanesimo in campo storico, politico, filosofico, scientifico e ricreativo, per contribuire alla crescita dei valori di libertà, di giustizia e civili con spirito laico, nella realtà forlivese e in quella nazionale.

    L¹Associazione, presieduta da Mariaconcetta Schitinelli, si presenta ufficialmente alla città di Forlì con un omaggio alla figura di Aldo Spallicci nel 30° Anniversario della sua scomparsa, in programma Giovedì 13 Marzo (ore 21) alla Sala Santa Caterina di Forlì.

    Questo il programma della serata:
    • Mariaconcetta Schitinelli
      - Presentazione dell'Associazione "Res Publica
    • Widmer Valbonesi
      - Introduzione
    • Elio Santarelli
      - Il sodalizio tra Aldo Spallicci e Benito Mussolini (1908 - 1923), il distacco e la rottura nel Ventennio
    • Vittorio Mezzomonaco
      - Marzo 1933: il fascismo sopprime La Piê
    • Roberto Balzani
      - Aldo Spallicci e il regionalismo romagnolo

    coordina
    Roberta Brunazzi
    [/color]

  9. #19
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 22 marzo 2003


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    Il Pri: «Il centrosinistra dica no a Rifondazione»

    CESENA - Il vento della guerra soffia anche sui fragili equilibri della politica cesenate. Così, mentre a Roma centrosinistra e Rifondazione non sono mai stati così vicini, a Palazzo Albornoz i repubblicani faticano a condividere le posizioni della maggioranza a cui appartengono.
    «Sulle grandi scelte — spiega Renato Lelli , segretario circondariale del Pri — ci riavviciniamo sempre a Roma e alle posizioni storiche del nostro partito. Siamo a fianco degli Stati Uniti nella guerra contro l'Iraq. Ma siamo anche contrari al referendum sull'articolo 18».
    Come fate, allora, a governare a Cesena con un centrosinistra che su questi temi la pensa in maniera diversa?
    «Sono piani diversi. Quando in consiglio comunale si parla, a mio avviso impropriamente, delle grandi questioni internazionali, noi repubblicani ci distinguiamo sempre dalla maggioranza. Sui problemi locali, invece, con il centrosinistra è stato fatto un buon lavoro».
    Secondo lei il giudizio sulla giunta Conti è positivo?
    «Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti in questa legislatura. Gran parte dei punti contenuti nel nostro programma sono stati realizzati».
    Quali?
    «L'addizionale Irpef è rimasta invariata, abbiamo privatizzato le farmacie, con Hera abbiamo iniziato il processo di privatizzazione e liberalizziazione di acqua e gas, sono state sbloccate le aree produttive che chiedevamo da tempo, è partito il nuovo piano regolatore».
    La conclusione sembra scontata: vi presenterete alle prossime elezioni ancora con il centrosinistra.
    «Il nostro obiettivo principale è di continuare questa alleanza, con Giordano Conti come sindaco. Entro l'estate prepareremo il programma, poi inizieremo il confronto con le altre forze politiche».
    Anche con Rifondazione?
    «Non abbiamo preclusioni ideologiche nei confronti di nessuno. Ma, a meno che il Prc non si rimangi tutte le posizioni che ha assunto negli ultimi anni, non vediamo le condizioni per un'intesa».
    Per quale motivo?
    «Faccio qualche esempio. Ci sono tre progetti in corso ai quali vorremmo assicurare continuità anche nella prossima legislatura: il bando per la valorizzazione di Piazza della Libertà, il Foro Annonario ed Hera. Ebbene su questi tre punti, tutti molto importanti per noi, Rifondazione ha sempre votato contro».
    A Cesena, però, una parte importante dei Ds chiede un accordo con Prc. Anche a livello nazionale e regionale ci sono spinte in questa direzione. Senza contare, poi, che Monica Donini, segretario regionale di Rifondazione, è cesenate...
    «Il rischio di uno spostamento a sinistra della coalizione esiste. Noi faremo il possibile per evitarlo».
    E nel caso in cui fosse impossibile?
    «Scatterebbe la prima subordinata: quella di correre da soli».
    Una scelta difficile.
    «Al contrario, è quella più facile. Ci permetterebbe di recuperare il rapporto con Roma e di tenere unito il partito. Il repubblicano, da sempre, si sente diverso dagli altri. Con il maggioritario, però, chi è solo conta sempre meno. E dobbiamo tenerlo presente. Ma anche la coalizione deve rendersi conto dei problemi provocati da uno scivolamento a sinistra».
    Quali sarebbero?
    «Senza di noi si aprirebbe un buco al centro, nell'elettorato moderato. Ed è per questo che chiediamo soprattutto alla Margherita di dire su Rifondazione qualcosa di più di quello che ha detto sino ad oggi».
    Al centrosinistra chiederete 'primarie responsabilità di governo'?
    «Ne abbiamo una, la presidenza della Provincia, e non vogliamo perderla»

  10. #20
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO.It 26 marzo 2003


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    Panaino parla della crisi irachena

    RAVENNA - Una serata per riflettere sul conflitto iracheno e il nuovo scenario internazionale. È quanto propone l'unione comunale del Partito repubblicano che ha organizzato per domani un incontro al circolo 'Doveri e diritti' in via Monfalcone 8. All'appuntamento, in programma alle 20.30, saranno presenti Antonio Panaino, orientalista e preside della facoltà di conservazione dei beni culturali di Ravenna; Paolo Gambi, segretario della federazione provinciale del Pri; Giancarlo Cimatti, segretario dell'unione comunale del Pri. Nel dibattito si cercherà di capire quale Europa e quale 'ordine' mondiale ci saranno in futuro. Infatti, sottolinea il Pri, «appare evidente che, con la nuova crisi irachena, l'ordine mondiale non sarà più lo stesso e questo tema, noi repubblicani di Ravenna, lo abbiamo iniziato ad affrontare mesi fa: prima con un documento in cui auspicavamo una nuova dottrina del ruolo e delle responsabilità dell'Occidente; poi con un documento specifico sulla crisi irachena, la divisione dell'Europa e l'indebolimento dell'Onu».

 

 
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