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  1. #621
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 22 marzo 2006

    Stravolgimento del Prg Il Pri critica le scelte fatte

    CESENATICO - Stravolgimento urbanistico nel mirino del Pri. La variante approvata di recente dal Consiglio comunale - attaccano i consiglieri comunali dell’Edera di Cesenatico - “cambia per tre quarti il Piano regolatore generale del 2000”. A questo punto - aggiungono - tanto valeva affidare alla futura amministrazione la redazione di un nuovo Prg.Entrando nel merito delle decisioni prese, sono diversi i nodi segnalati da Giancarlo Andrini e Primo Sasselli. Il primo riguarda le regole fissate per l’ampliamento degli hotel, ritenute non sufficientemente flessibili. “Per quel che riguarda gli hotel, dopo l’adozione dell’ultimo Prg, non ci sono stati interventi perché non ci sono i bonus. La variante concede qualcosa in più, portando da 1,3 a 1,53 l’indice di edificabilità, ma concede incentivi per il piano terra e non per il primo piano. Inoltre, se ci sono condomini di oltre sei piani, anche gli hotel dovrebbero elevarsi visto che sono trainanti per l’intero comparto economico”.Un secondo argomento caldo è quello della metamorfosi delle strutture in disuso: “Anche le pensioni dismesse, a monte della vena Mazzarini, si potevano trasformare in appartamenti, cedendone la metà in convenzione con il Comune per destinarle alle famiglie con basso reddito. Ora si è deciso l’aumento dell’indice e la possibilità di traslare la parte convenzionata. Noi - affermano gli esponenti del Pri - riteniamo che si debba concedere di più, togliendo il convenzionamento perché non ha dato risultati. In merito alla modifica delle aree residenziali, dalla ferrovia al mare, di fatto si penalizzano i proprietari, che prima avevano un indice di 0,65, ora sceso a 0,50. Inoltre nel lotto non si possono ricavare più di tre appartamenti. Di fatto si blocca la città, con questi indici non costruisce più nessuno. Sarebbe stato meglio puntare su un residenziale di qualità, con premi e bonus per scantinati e posti auto da non conteggiare, incentivando le nuove costruzioni, con palazzine al centro dei lotti e almeno cinque metri di verde attorno. Sul forese siamo preoccupati. Si deve rivedere l’indice dello 0,65 con gli scantinati a parte. Non si possono fare altri danni nelle campagne, ma non si deve neppure ingessare tutto. Sarebbe stato sufficiente abbassare gli indici per ottenere uno sviluppo più armonico. Purtroppo ci hanno detto no”.Critiche dure anche contro la strategia adottata per le porcilaie. “E’ stato previsto un trasferimento volumetrico - evidenziano Sasselli e Andrini - Ma è un provvedimento tardivo, visto che non ce ne sono più. Non serve la norma introdotta, perché tutto è stato già trasferito e trasformato in insediamenti residenziali all’interno di zone agricole, compromettendo così le unità poderali. Sui lotti sparsi i costruttori in questi anni hanno fatto man bassa. Eppure adesso si propone una norma troppo restrittiva. Per risolvere il problema della casa devono tornare a lavorare le cooperative, per realizzare alloggi popolari per i giovani e i meno abbienti. Basta con le specuulazioni”.

  2. #622
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Intervista a Franco Cellini, un candidato per l'Edera in Emilia Romagna/A Ravenna i repubblicani non si sono più sentiti rappresentati dagli ideali nei quali essi hanno creduto
    Garantiamo all'Italia il contributo delle nostre idee

    Un candidato del Pri al Senato per l'Emilia Romagna. E' Franco Cellini, ravennate, 58 anni, giornalista pubblicista, già funzionario al Genio Civile, due figli: Fabrizio, 33 anni, architetto che vive e lavora a Londra e Giorgia, 22 anni, studentessa universitaria.

    Come è nata la sua candidatura nelle liste elettorali del Pri?

    Risale al febbraio scorso quando partecipai ad una riunione presso la Casa del Popolo e nell'occasione venne comunicata la decisione presa a livello nazionale di far sì che il Pri col suo simbolo dell'Edera partecipasse in Emilia Romagna con una propria lista per il Senato.

    Un invito a partecipare per una candidatura di bandiera che giunse inaspettata e un'accettazione altrettanto immediata da parte mia.

    Cosa è avvenuto in seguito?

    Il conforto che la decisione fosse giusta, quella cioè di rivedere l'Edera sulla scheda elettorale, nel Polo delle libertà, è avvenuta nelle giornate successive quando nel raccogliere le firme necessarie ho incontrato tanti amici. Gente, per intenderci, da sempre repubblicana. Gente nelle cui facciate delle case è ancora dipinta la foglia di edera. Gente che, se non loro, i loro padri o i loro nonni, ha costruito nel nostro forese le Case del Popolo Repubblicane. Gente che rappresenta la maggioranza dei repubblicani, che si è sentita tradita dalla recente politica locale del Partito perché più non li rappresentava, più non rappresentava gli ideali repubblicani per i quali hanno creduto e credono tuttora. Gente che un tempo vedeva nel Pri un partito attento al rigore amministrativo, attento a favorire lo sviluppo attraverso la libera iniziativa nel commercio e nelle attività artigiane, un partito in lotta per snellire la burocrazia e contro lo statalismo e il collettivismo che permeava la sinistra .

    Cosa fa pensare che la lista dell'Edera al Senato possa esercitare in Romagna il suo vecchio fascino?

    Innanzitutto, e questo vale per tutti, favorevoli o no al polo di centrodestra, il solo modo di garantire la presenza in Parlamento di esponenti repubblicani è quella di votare per Forza Italia alla Camera e Pri per il Senato. Solo votando così, stante la nuova legge elettorale, avremo eletti del più antico partito italiano, esponenti che garantiranno un contributo sul piano delle idee e delle cose da fare, come sempre i nostri rappresentanti si sono contraddistinti. E così sarà, col voto a Forza Italia alla Camera e col voto all'Edera al Senato, anche nel prossimo Parlamento.

    Poi c'è da considerare che tutta la gente di cui parlavo prima, in ogni caso è contraria alla lista di Prodi perché è chiaro a loro che il programma dell'Unione è in antitesi alle loro convinzioni, legato come è alle idee e mentalità della sinistra più radicale.

    In secondo luogo ritengo che anche la maggioranza degli iscritti di oggi al Pri favorevoli allo schieramento locale del centrosinistra, debba essere ben disposta a questa scelta di scendere in campo e favorire la presenza repubblicana in Parlamento.

    Ma per fare ciò i dirigenti locali dovrebbero fare un passo indietro sulla politica finora svolta e dare sostegno e visibilità alla linea adottata dal Pri nazionale alle prossime elezioni politiche; solo così, è mia opinione, potrà esserci un ritorno nelle prossime elezioni amministrative.

    Come si configurerà poi la scelta fatta nelle prossime elezioni amministrative di schierarsi con il centrosinistra?

    Non vedo differenze di sostanza tra le posizioni del Pri nazionale e del Pri locale nelle due prossime elezioni. Nelle politiche i rappresentanti repubblicani eletti nelle liste del Polo della Libertà continueranno come sempre a sostenere gli ideali repubblicani con il solito contributo sul piano delle idee e delle cose da fare sui temi a loro cari: puntare sul nucleare pulito per un'indipendenza energetica, in politica estera continuare nella scelta di campo europeistica e di alleanza atlantica, favorire lo sviluppo delle infrastrutture e del libero mercato, operare per lo snellimento burocratico e così via.

    Nelle prossime elezioni amministrative sarà la medesima cosa perché i punti indicati nel programma presentato, sono certamente condivisibili da tutti i repubblicani, anche da quelli che da tempo, qui a Ravenna, non votano più l'Edera.

    La lettura che personalmente ho fatto del programma repubblicano per le amministrative, con il richiamo iniziale alle responsabilità e alle capacità di governo dei sindaci repubblicani Cicognani, Benelli e Bini, è un segnale forte anche oggi. Ho letto in questo programma pure la volontà di segnare la discontinuità con la politica attuata a livello locale o per lo meno il disagio nei confronti di una maggioranza di sinistra che invece di favorire lo sviluppo ha dato l'impressione ai più di aver governato all'insegna dello spreco e del clientelismo più sfacciato.

    Quale appello sente di dover rivolgere agli elettori?

    Solamente con il voto per Forza Italia alla Camera e per l'Edera al Senato si garantirà la presenza in Parlamento di esponenti repubblicani.

    No quindi a votare per la lista Prodi, e poi su quale simbolo? Le 281 pagine del programma dell'Unione sembrano fatte proprio per depistare, sui temi fondamentali, la gente comune che è contraria a nuove e maggiori tassazioni, dalla patrimoniale a quella di successione e delle rendite finanziarie. Un programma intriso in una sorta di regressione conservatrice soprattutto sui temi dello sviluppo quando si tratta delle infrastrutture, delle risorse energetiche, del lavoro e della scuola. Programma concepito ovviamente per far coesistere ideali contrapposti, e che non può indicare con chiarezza la direzione da prendere una volta al governo del Paese.

    Sì invece a quello del Polo delle libertà nelle elezioni politiche. 23 pagine complessive con ben indicato cosa si è fatto nei 5 anni precedenti e con 10 punti da sviluppare nella prossima legislatura. Si dovrà insistere a far pagare meno tasse, avere meno burocrazia e meno sperperi di denaro pubblico per poi sostenere lo sviluppo e nello stesso tempo aiutare i più disagiati, ed in più una politica estera chiara con richiami alla nostra identità, un rafforzamento delle nostre tradizioni a contrasto di ogni fondamentalismo e l'impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra.

    Sono questi i punti essenziali condivisibili e coerenti con gli ideali repubblicani e che quindi io approvo pienamente, e che mi auguro che tutti i repubblicani sostengano col voto ai candidati repubblicani inseriti in Forza Italia alla Camera e nella lista dell'Edera nella scheda per il Senato.

  3. #623
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  4. #624
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  5. #625
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 31 marzo 2006

    La Malfa tra stoccate e aperture

    CESENA - “Un errore puntare sul taglio del cuneo fiscale”. Giorgio La Malfa, ministro delle Politiche europee, cassa senza mezzi termini la proposta di Romano Prodi (e anche della Cdl che prevede la diminuzione di tre punti percentuali). Il leader repubblicano ieri era a Cesena dove ha incontrato gli imprenditori della Provincia e ha parlato a 360 gradi. Si è concentrato sulle elezioni, ha spiegato la sua visione dello Stato, ha evidenziato quelle che ritiene le grosse incongruenze dell’Unione di centro sinistra. Ma non ha svicolato sulle sofferenze che ci sono all’interno del partito repubblicano, non risparmiando stoccate velenose a chi guarda a sinistra. Si è anche occupato delle alleanze locali dell’Edera.Tutto sommato un incontro ricco di contenuti, peccato abbia svicolato solo su una domanda: “Dopo 14 anni l’Edera torna sulla scheda delle politiche, ma lei è candidato in un’altra lista (Forza Italia), perché?”.Ha detto che in futuro la lista sarà presente sia al Senato che alla Camera, facendo capire che in quella occasione potrebbe candidarsi.Per il resto, le sue risposte sono state puntuali. Ha esplicitato il “La Malfa pensiero” partendo dal ruolo del Pri. “Abbiamo difeso caparbiamente la nostra identità e adesso siamo di nuovo presenti. E’ chiaro che col proporzionale ci sentiamo più a nostro agio”.Non ha nascosto che Mario Guidazzi, ex vice sindaco di Cesena e capolista in Regione, non ha moltissime possibilità di essere eletto, però non pone limiti alla provvidenza. “Dipenderà dal risultato elettorale”. Tutti i candidati, a partire dallo stesso Guidazzi, però hanno sottolineato che il loro comportamento è dettato solo dallo spirito di servizio. “Quando il partito chiama - ha detto Africo Morellini - è giusto rispondere. Questo non vuol dire - ha aggiunto - che abbiamo abbandonato la nostra battaglia. E’ chiaro a tutti che noi abbiamo una linea diversa da quella della segreteria nazionale. Eravamo e resteremo per l’autonomia. Da dopo le elezioni riprenderemo la nostra battaglia”.A quel punto, inevitabili sono stati i riferimenti alle lacerazioni che ci sono all’interno del Pri. La Malfa e Guidazzi non sono stati teneri. “Non nascondo le difficoltà, ma vorrei ricordare - ha esordito il ministro - che ci sono tanti amici che ritornano. In zona penso, ad esempio, a Ugolini, a Di Placido o De Carolis. Il nostro è un partito nel quale si è sempre dialogato. Ognuno ha le sue idee. Poi bisogna arrivare a sintesi. Ci può stare che qualcuno non sia d’accordo. Ognuno ragiona come vuole. C’è chi preferisce andarsene, chi invece rimane nel partito e fa la sua battaglia in minoranza. L’importante è la chiarezza”.Su questo gli ha fatto eco Mario Guidazzi che, per la verità, ha usato toni più duri: “Chi aderisce ad una struttura politica deve rispettare certe regole. Non si può restare all’interno di un partito e fare appelli per altre forze politiche. E’ una disonestà vergognosa”.Nello stesso tempo però La Malfa ha autorizzato alleanze locali con il centro sinistra: “Se le federazioni lo riterranno opportuno e ce lo chiederanno potremmo concedere l’autorizzazione”. Insomma, se Cesenatico decidesse di stare con Panzavolta, non ci sarebbero controindicazioni.Quindi il discorso è scivolato sulle elezioni. La Malfa ha ribadito con forza la bontà dell’alleanza con il centro destra. “Sia a livello economico che di politica estera, le nostre idee sono in contrasto con l’Unione”. Critica soprattutto le alleanze con Rifondazione e Pdci: “In Germania i socialdemocratici piuttosto che allearsi con gli ex comunisti hanno puntato sulla grande coalizione. Dovrebbero fare così anche in Italia”. Secondo La Malfa, Bertinotti, Diliberto e soci sono una zavorra per Prodi e creeranno dei grossi problemi sul fronte di quelle scelte (liberalizzazioni soprattutto) necessarie per creare uno Stato moderno e più leggero. “Alle elezioni si dovrà scegliere fra un o Stato tradizionale, quello dell’Unione o uno più moderno proposto dalla Casa delle Libertà”, ha aggiunto.Poi ha snocciolato una serie di ricette. Per quanto riguarda gli incentivi alle imprese (da anni si parla della riforma della 488), ha detto senza mezzi termini che preferisce il conto capitale al fondo perduto. Poi ha aggiunto che vorrebbe che innanzitutto fossero riservati agli investimenti nella tecnologia. Quindi ha criticato il taglio del cuneo fiscale: “Non serve a niente, sono soldi buttati. Non è altro che il rilancio della scala mobile Questa idea comincia anche a incunearsi in importanti analisti del centro sinistra”.Ha quindi rilanciato un suo vecchio cavallo di battaglia: “Per rivitalizzare l’economia la strada è quello del taglio alle tasse”. Su come trovare i fondi qualche idea ce l’ha. Non gli dispiace l’idea avanzata da Gianfranco Fini di continuare sulla strada del taglio di trasferimenti agli enti locali. La Malfa però la articola di più: “Andiamo verso una grande regionalizzazione, quindi dobbiamo passare al federalismo fiscale. Dovranno essere le Regioni a farsi carico delle proprie spese”. Il leader dell’Edera parte però dal presupposto che la macchina burocratica vada snellita: “Ci sono troppi apparati”.Pressato sulla Regione Romagna, ha girato la palla a Guidazzi. L’ex vicesindaco all’inizio è stato tentato di fare il classico discorso politicamente corretto, che la campagna elettorale consiglia. Ma alla fine non ce l’ha fatta. E’ andato dove lo portava il cuore, ribadendo il suo no alla creazione della nuova Regione: “Non abbiamo prevenzioni ideologiche - ha detto - ma ci sembra inutile aggiungere un nuovo apparato. Fra l’altro sarebbe l’ennesima regione rossa. Se viene governata male quella di adesso, avremmo solo raddoppiato il problema. Piuttosto che pensare ad un’altra Regione, dobbiamo ottenere scelte strategiche che aiutino il nostro territorio”.

    Davide Buratti

  6. #626
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    Predefinito tratto da http://www.pri.it

    Nucara in Emilia Romagna

    1° aprile, Modena, incontro con un gruppo di professionisti calabresi, ore 13,00, ristorante "L'altro Novecento". Nella mattinata visita ad alcune imprese e stabilimenti. Con Nucara il segretario regionale Valbonesi, il capolista al Senato Guidazzi e i candidati Bonetti e Mangiafico.

  7. #627
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 1 aprile 2006

    L’Edera verso le urne decide sul doppio binario

    CESENATICO - Centrosinistra: la decisione finale sulle alleanza è ancora in lista d’attesa. A questo punto, forse, l’ufficializzazione avverrà solo dopo le elezioni politiche. L’Ulivo (Ds-Margherita) a Cesenatico ha concluso il secondo giro di consultazioni con i partiti che si richiamano all’Unione più l’Edera (secondo giro dedicato al programma). Una delle incognite, forse la maggiore di queste ore, è proprio cosa farà il Partito Repubblicano. A Roma organico alla coalizione di centrodestra, a sostengo di Silvio Berlusconi, a Cesenatico, dove a maggio si vota per le amministrative, potrebbe anche diventare un possibile alleato “programmatico” dell'Ulivo. Lunedì sera, al temine dell’Unione comunale del Pri, retto da una segreteria a quattro (composta da Giancarlo Andrini, Primo Sasselli, Bruna Righi, Mauro Gasperini), si saprà probabilmente quali saranno le decisioni dell’Edera per Cesenatico. Intanto, nell’attesa, è rispettata la rigida consegna del silenzio. Alcuni esponenti locali del partito lasciano tuttavia intendere che nulla c’è di deciso, salvo il punto fermo: che, a livello nazionale, il partito resta schierato con il centrodestra. Come dire che, se l’accordo con l’Ulivo a Cesenatico si farà, sarà solo sul programma per amministrare la cittadina, attesa alla prova del vota, al pari di Ravenna, Rimini Sogliano e Gatteo, il 28 e 29 maggio.Intanto a Cesena, Giorgio La Malfa apre uno spiraglio a possibili accordi locali del Pri con il centrosinistra, laddove si vota per le amministrative. “Questo almeno se le Federazioni locali lo riterranno opportuno”, dichiara e puntualizza Giorgio La Malfa, in una intervista rilasciata al Corriere Romagna: “Se ce lo chiederanno, potremmo concedere l’autorizzazione", precisa.Negli ambienti vicini al centrosinistra viceversa si farebbe pesare in capo ai repubblicani di La Malfa proprio questo doppio binario: a Roma con la Casa delle Libertà, a Cesenatico possibili compagni di cordata, a sostento del candidato sindaco dell’Ulivo, Nivardo Panzavolta. Per il resto delle possibili alleanze, nulla ancora di certo e di deciso, oltre all’oramai acclarata lista e simbolo unico tra Ds e Margherita-Lista Zoffoli. L’ufficializzazione della coalizione di centrosinistra potrebbe a questo punto arrivare dopo le elezioni politiche di domenica 8 e lunedì 9 aprile. In questa fase, c’è da registrare uno strappo nei confronti del partito di Rifondazione Comunista, mentre i Comunisti Italiani di Walter Rocchi e la Lista civica “Moderati e Riformisti per Cesenatico” di Giancarlo Urbini e Terziano Savioli dovrebbero, con proprie liste e candidati, concorrere al fianco dell’Ulivo a sostegno di Nivardo Panzavolta sindaco. Più in divenire, invece la forma e l’architettura politica della partecipazione organica all’Ulivo dell’“Unione Socialista per Cesenatico” di Mario Drudi e della “Giovane Europa” di chiara matrice repubblicana.

    Antonio Lombardi

  8. #628
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna

    “Sono politicamente confusi La rottura è irresponsabile”

    FORLI’ - Vidmer Valbonesi, segretario regionale Pri, commenta la manifestazione i venerdì 31 marzo promossa da Balzani e Sansavini a Forlì. “La presenza di 127 persone, 100 sedute e 27 in piedi, di cui una trentina dei repubblicani europei , alcuni provenienti da Ravenna e critici rispetto al pasticcio Sansavini-Balzani, gli entourage degli assessori e dell’Ami, una decina di diessini e alcuni margheritini, qualche curioso e alcuni in buonafede, riducono a ben poca cosa la manifestazione apparentemente contro la collocazione a destra del partito nazionale, ma nella sostanza contro l’Edera”. “Quali siano i veri repubblicani’ - secondo Valbonesi - lo dice la storia cioè quelli che votano il partito repubblicano e l’Edera. Qualcuno potrà dire che anche la versione sbarbatiana è repubblicana, ma invitare a votare Pinza, cioè Margherita, o Manzella, cioè Ds, significa non essere i veri repubblicani bensì qualcosa che sa di partito unico o di interessato omaggio ai notabili dorotei”. “Roberto Balzani di sinistra? - illustra Valbonesi - In un giornale di Napoli dove periodicamente scrive è per una forza liberal-democratica di tipo europeo, nè coi socialisti nè coi cattolici popolari; a Ravenna ha portato avanti con gli uomini del partito repubblicano una manovra contro chi era collocato a sinistra e alle amministrative di Forlì era per una collocazione autonoma con candidato a sindaco e ipercritico degli assessori in particolare quelli del Pri forlivese. Dodici anni fa, l’ultima volta che è stato iscritto al Pri, era su posizioni centriste e bollava di guastatori al soldo del Pds i dirigenti che erano finiti in Alleanza Democratica. L’unica cosa certa è che è politicamente confuso”. “Balzani e Sansavini credibili come costruttori di democrazia? Se si predica la democrazia occorre accettarla anche quando l’esito del confronto democratico non collima con le proprie visioni, non mettere in atto azioni di rottura irresponsabili”.

  9. #629
    Da una grotta tra i monti...
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    Wid, il noto teorico della "centralità del centro del centrosinistra" (testuale - da un intervento in CN PRI...), attacca a testa bassa uno dei più eminenti giovani storici del Paese, nonché Presidente - meritatamente - dell'AMI (che fino a prova contraria non dipende dal PRI, né ne è collaterale...). Reato di lesa maestà repubblicana: da Corso Mazzini, da Roma e dalla Calabria nubi nere si addensano sul capo del buon Roberto...

    La mattina in cui a scuola distribuivano la decenza, Wid era a casa con la febbre.

  10. #630
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    Predefinito tratto da Corriere Romagna 4 aprile 2006

    Flavio Giunchi (Fi) Interviene sul Pri

    FORLI’ - Sulla crisi interna al Pri interviene Flavio Giunchi, consigliere comunale di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio comunale di Forlì. “La vicenda politica del Pri forlivese - secondo Flavio Giunchi - è un caso unico in Italia. Alcuni dirigenti locali, che ricoprono importanti e ben pagati incarichi istituzionali si ‘ribellano’ alle scelte politiche della maggioranza congressuale nazionale e del segretario Francesco Nucara. In tutti i partiti che si rispettano la maggioranza e la minoranza interna si confrontano, coesistono, a volte collaborano, in altri casi - per Giunchi - si affrontano duramente, purtuttavia operano per il successo della propria parte politica. Nel Pri forlivese questo non avviene e proprio ora che una nuova legge proporzionale consente loro di partecipare alla competizione elettorale. A questo punto - suggerisce Giunchi - dopo il commissariamento della Consociazione forlivese questi dirigenti dovrebbero, coerentemente, dare le dimissioni dal Pri, poiché non è tollerabile che facciano propaganda elettorale per i candidati ex-comunisti dei De o quelli della Margherita...Infine una risposta è d’obbligo: ‘è innaturale un’alleanza strategica con la Cdl, o con i Ds, la Rosa nel Pugno, Rifondazione e i Comunisti Italia, i no global e i disobbedienti di Caruso?”.

 

 
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