Stravolgimento del Prg Il Pri critica le scelte fatte
CESENATICO - Stravolgimento urbanistico nel mirino del Pri. La variante approvata di recente dal Consiglio comunale - attaccano i consiglieri comunali dell’Edera di Cesenatico - “cambia per tre quarti il Piano regolatore generale del 2000”. A questo punto - aggiungono - tanto valeva affidare alla futura amministrazione la redazione di un nuovo Prg.Entrando nel merito delle decisioni prese, sono diversi i nodi segnalati da Giancarlo Andrini e Primo Sasselli. Il primo riguarda le regole fissate per l’ampliamento degli hotel, ritenute non sufficientemente flessibili. “Per quel che riguarda gli hotel, dopo l’adozione dell’ultimo Prg, non ci sono stati interventi perché non ci sono i bonus. La variante concede qualcosa in più, portando da 1,3 a 1,53 l’indice di edificabilità, ma concede incentivi per il piano terra e non per il primo piano. Inoltre, se ci sono condomini di oltre sei piani, anche gli hotel dovrebbero elevarsi visto che sono trainanti per l’intero comparto economico”.Un secondo argomento caldo è quello della metamorfosi delle strutture in disuso: “Anche le pensioni dismesse, a monte della vena Mazzarini, si potevano trasformare in appartamenti, cedendone la metà in convenzione con il Comune per destinarle alle famiglie con basso reddito. Ora si è deciso l’aumento dell’indice e la possibilità di traslare la parte convenzionata. Noi - affermano gli esponenti del Pri - riteniamo che si debba concedere di più, togliendo il convenzionamento perché non ha dato risultati. In merito alla modifica delle aree residenziali, dalla ferrovia al mare, di fatto si penalizzano i proprietari, che prima avevano un indice di 0,65, ora sceso a 0,50. Inoltre nel lotto non si possono ricavare più di tre appartamenti. Di fatto si blocca la città, con questi indici non costruisce più nessuno. Sarebbe stato meglio puntare su un residenziale di qualità, con premi e bonus per scantinati e posti auto da non conteggiare, incentivando le nuove costruzioni, con palazzine al centro dei lotti e almeno cinque metri di verde attorno. Sul forese siamo preoccupati. Si deve rivedere l’indice dello 0,65 con gli scantinati a parte. Non si possono fare altri danni nelle campagne, ma non si deve neppure ingessare tutto. Sarebbe stato sufficiente abbassare gli indici per ottenere uno sviluppo più armonico. Purtroppo ci hanno detto no”.Critiche dure anche contro la strategia adottata per le porcilaie. “E’ stato previsto un trasferimento volumetrico - evidenziano Sasselli e Andrini - Ma è un provvedimento tardivo, visto che non ce ne sono più. Non serve la norma introdotta, perché tutto è stato già trasferito e trasformato in insediamenti residenziali all’interno di zone agricole, compromettendo così le unità poderali. Sui lotti sparsi i costruttori in questi anni hanno fatto man bassa. Eppure adesso si propone una norma troppo restrittiva. Per risolvere il problema della casa devono tornare a lavorare le cooperative, per realizzare alloggi popolari per i giovani e i meno abbienti. Basta con le specuulazioni”.




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