Caro Traquandi, capisco e condivido molte delle tue perplessità (anche se io toglierei la UIL dall'elenco delle sigle con le quali non dovremmo avere nulla a che fare). Non ho nessuna intenzione di giustificare gli amici di Ravenna, ammesso che tale giustificazione sia dovuta saranno loro a darcela. Tuttavia non credo utile, per la sopravvivenza del Partito, cullarsi sul fatto che una parte politica, per molti aspetti lontanissima dalla nostra tradizione, ci abbia consentito di mantenere una rappresentanza parlamentare, peraltro esigua e, con tutto l'affetto per Nucara e La Malfa, un po' datata. Oggi più che mai sono convinto della necessità di una "rivoluzione" che investa l'universo repubblicano e riporti in prima linea i valori e i programmi di una tradizione che, altrimenti, rischia di esaurirsi definitivamente. Ancora di più sono convinto che una "rivoluzione repubblicana" possa risollevare le sorti del nostro Paese. Ne riparleremo perchè dobbiamo prepararla e, soprattutto, dobbiamo crederci.
Un saluto fraterno.




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