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  1. #81
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 27 settembre 2003

    «L'alternativa? Il Pri prenda l'iniziativa»

    CESENA - «C'è bisogno di un cambiamento rispetto alla gestione amministrativa del centrosinistra, più concentrata sugli interessi di bottega di Ds e Margherita e sugli organigrammi che sui bisogni della città, ma purtroppo con questo centrodestra non si va da nessuna parte...». Parola di Lauro Biondi, consigliere comunale del Pri ed esponente della corrente maggioritaria a livello nazionale, quindi potenzialmente interessata ad un'alleanza locale con gli altri partiti della Casa delle libertà.
    Biondi giudica non all'altezza della sfida col centrosinistra le mosse finora effettuate dal centrodestra locale. «La candidatura di Marino Bartoletti — afferma — doveva rappresentare una novità, svincolata dai partiti e capace di attrarre altre forze nel segno del cambiamento. Invece è finita per essere etichettata troppo evidentemente dai partiti della CdL».
    In questa fase, in previsione della sfida amministrativa della prossima primavera, Biondi intende quindi suonare la sveglia al suo stesso partito affinchè aggreghi forze e consensi a un progetto di rinnovamento al di là della contrapposizione bipolare: «Il Pri deve essere il fulcro di questa azione con l'impegno delle sue figure più rappresentative. E io sono disposto a fare la mia parte».
    I temi concreti su cui Biondi auspica il confronto e il coinvolgimento di forze alternative all'attuale gestione del centrosinistra sono: lo sviluppo economico, con un rapporto forte col governo centrale per muovere investimenti e concentrare gli sforzi sulle infrastrutture e la viabilità; la sicurezza, con la richiesta di aperture di caserme dei carabinieri nei piccoli centri; la riforma della macchina amministrativa per dare risposte ai cittadini in tempo reale; stop all'incremento delle tasse comunali, anzi sgravi per ridare competitività al sistema.
    Riuscirà Biondi a convincere prima di tutti il suo stesso partito? «Nel Pri esiste questa sensibilità e invito i repubblicani a esprimersi dice Biondi In ogni caso entro metà ottobre intendo avere un confronto su questi temi coi quadri del partito».

    di Emanuele Chesi

  2. #82
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 27 settembre 2003

    Il Pri chiede riunione di maggioranza

    CESENA - Per i Repubblicani, la miglior difesa è l'attacco. L'Edera cesenate ha intuito che stanno crescendo notevolmente le possibilità di un accordo tra Ds e Rifondazione con l'ingresso di quest'ultima nella futura coalizione (cosa che automaticamente escluderebbe i repubblicani dalla alleanza) e così cerca di prendere il comando delle operazioni. Il Pri ha chiesto la convocazione di una riunione di maggioranza per martedì sera.
    «Presenteremo le nostre linee programmatiche — dice il segretario di consociazione Renato Lelli — per le amministrative del 2004 e ci confronteremo con gli alleati. Noi non crediamo che i Ds arriveranno ad accordarsi con Rifondazione, anche se captiamo che il rischio è quello che la Quercia cesenate si adegui alla normalizazzione: vale a dire, visto che l'accordo tra Ulivo e Bertinotti è ormai cosa fatta a livello nazionale, deve essere così anche a Cesena. Ma le divergenze programmatiche qui sono serissime. Il segretario di Rifondazione di Ravenna ha dichiarato che farà l'accordo con i Ds perché ci sono progetti e vedute comuni, ma a Cesena siamo agli antipodi. Rifondazione è contro il Prg, il Foro Annonario, la via Emilia bis, la costruzione dei parcheggi a ridosso del centro e tanto altro ancora. Detto questo, ribadisco che il giorno in cui ci siederemo a un tavolo con gli alleati con la percezione che sia già stato preso un accordo con Rifondazione, ci alzeremo e prenderemo altre strade».
    Intanto Rifondazione comunista cesenate ha elaborato un documento in cui afferma di essere pronta ad avviare il confronto programmatico con il centrosinistra.

    a. a.

  3. #83
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 28 settembre 2003

    «Le nuove alleanze vanno decise
    da chi ha governato fino a oggi»

    RAVENNA - Responsabili di consociazione 'bacchettati' da un assessore provinciale che ripone la propria fiducia solo sul segretario provinciale. Questo mentre il partito celebra la propria festa tradizionale. Cosa succede nell'Edera ravennate? L'unico che può rispondere è Paolo Gambi.
    «Il Pri è un partito ricco di personalità e sensibilità diverse, come ogni forza politica. Naturalmente questo crea una discussione, ma non significa che esistano correnti o malessere».
    E le dichiarazioni, polemiche, di Eugenio Fusignani?
    «Non condivido la perentorietà dell'amico Fusignani, perché questo partito ha una linea politica che si evolve a seconda delle situazioni. Non a caso per aggiornarla terremo entro ottobre una convention politico programmatica sui temi nazionali e locali. Eugenio Fusignani si assumerà la responsabilità di quello che ha detto, ma questo non cambia il quadro».
    Solleva, però, temi di cui si parla da mesi, a partire dai rapporti nel centro sinistra. Come vanno?
    «Il Pri è una parte importante del centrosinistra, governiamo insieme in Provincia, a Ravenna, Bagnacavallo, Cervia, Fusignano e Russi. Giunte di cui diamo un giudizio positivo e dalle quali vogliamo partire per il prossimo dibattito. Il primo problema politico che poniamo al centrosinistra è cosa intenda sul ruolo strategico del Pri, specie dopo la vicenda dell'Autorità portuale. Prendiamo atto di come i segretari dei Ds e della Margherita abbiano ribadito il concetto. Attendiamo di comprendere come intenda svilupparsi».
    Il clima del dibattito con le altre forze del centrosinistra si sta raffreddando?
    «Poniamo un altro problema: dal momento che le maggioranze di centrosinistra non coincidono con l'Ulivo, per noi deve essere chiaro che la discussione nei diversi Comuni rispetto all'allargamento delle alleanze deve avvenire prima di tutto fra le forze che compongono appunto le maggioranze. Non può essere l'Ulivo che discute se e come allargare a Pri e Rifondazione».
    I rapporti con l'Ulivo non sono, dunque, così pacifici e tranquilli?
    «Sono di assoluta disponibilità, ma non accettiamo documenti come quelli usciti a Russi dove si dice: 'Allarghiamo il confronto al Pri', quando noi siamo già al governo. Sono i partiti presenti nella giunta a dover avviare il confronto, non il contrario. Solo così il tavolo politico può funzionare. In ogni caso nei Comuni sopra i quindicimila abitanti non faremo parte di alcuna lista unica: presenteremo l'Edera».
    Largo ai partiti, quindi?
    «Certo, che devono recuperare il proprio ruolo di orientamento per coinvolgere di più i cittadini nelle scelte delle comunità locali. Che tutto sia demandato in modo predominante ai vertici delle istuituzioni restringe la discussione».
    Un esempio?
    «La sanità, che è sostanzialmente sottratta al controllo democratico: decide solo il direttore generale e questo non può continuare».
    E il dibattito nazionale, dopo l'intervista di Giorgio La Malfa?
    «I repubblicani di Ravenna sono fortemente contrari al governo di centro destra e riteniamo che il presidente del Consiglio abbia superato ogni decenza di etica politica. La nostra impressione è che anche nel partito nazionale stia emergendo un senso di intollerabilità nella prosecuzione della collaborazione. La stessa che ha evidenziato al consiglio nazionale Mauro Mazzotti e a cui ha riposto lo stesso La Malfa, dandogli ragione. Se il Pri nazionale intendesse avviare un confronto su questa base con noi che la pensiamo così fin dall'inizio, offriamo tutta la nostra disponibilità. Sarebbe utile ad esempio che La Malfa partecipasse alla nostra convention di fine ottobre. La prima occasione per una discussione potrebbero poi essere le europee, per verificare una concordanza di posizioni sulla terza via liberal democratica, che è la nostra prospettiva strategica».

    di Nevio Galeati

  4. #84
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 28 settembre 2003

    'Fusignani ha sbagliato'

    LUGO DI ROMAGNA (Ravenna) - «Non abbiamo certo derogato dalla linea del partito. Anzi, se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i, credo sia stato Fusignani, con le sue dichiarazioni fatte senza consultare i dirigenti del Pri, ad andare controtendenza rispetto alla linea dell'Edera». Non usa certo la diplomazia Aldino Silvano Pasquali, segretario della consociazione lughese del Pri, nel controbattere all'assessore provinciale Fusignani che aveva criticato l'Edera lughese. «Da anni — sottolinea Pasquali — lavoriamo per valorizzare il ruolo dei repubblicani nel comprensorio lughese. Anche se non facciamo parte di alcune maggioranze, abbiamo pari dignità rispetto agli altri partiti. Tra l'altro vorrei sottolineare che abbiamo sempre mantenuto gli impegni presi con le altre forze del centrosinistra. Ecco perchè — spiega Aldino Pasquali — abbiamo rivendicato una 'fetta di visibilità' chiedendo un sindaco di estrazione repubblicana nel Lughese. Una richiesta che non inficia la linea del partito».

  5. #85
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 29 settembre 2003


    «Fiori sulla tomba di Gobetti,
    un gesto da repubblicano vero»

    RAVENNA - Libero è repubblicano da quarantadue anni: quando è nato suo padre era a Port'Aurea, imprigionato dal regime fascista per motivi politici. «Vado ancora a portare i fiori sulla tomba di Gobetti, nel cimitero di Parigi», spiega, alzandosi per un attimo dal suo tavolo alla festa dell'Uva di San Pietro in Vincoli. Sono molti i militanti dell'Edera che, come lui, popolano questa sagra che è la più antica fra quelle che ancora si organizzano: risale infatti al 1929.
    Piadina, cappelletti e, ovviamente, vino, citati nel menu col termine dialettale, sono gli elementi insostituibili di un appuntamento che viene ancora sostenuto dal lavoro dei volontari, a cominciare dalle 'zdore' che 'tirano' la sfoglia, mentre gli uomini si occupano di girare sul fuoco braciole e salsicce. Pardon, brasul e zuzezi.
    Il cibo rigidamente di tradizione romagnola si accompagna bene con l'anima repubblicana; che qui, più che altrove, affonda le prorprie radici nel tempo, «in un mondo contadino, dove i mezzadri erano repubblicani mentre i braccianti comunisti», ricorda Claudio, iscritto al Pri da sempre. Per questo i mazziniani doc non si fanno pregare quando si chiede loro un commento su una stagione del partito che mostra due anime, una affiliata al centrodestra e l'altra che sta con il centrosinistra, con la novità del presidente Giorgio la Malfa che ha manifestato qualche stanchezza per la scelta di stare dentro al governo Berlusconi & Co. «Più passa il tempo — commenta sempre Claudio — e quelli che hanno scelto al via di la Malfa stanno tornando a casa».
    Mentre il ristorante sforna 'sbrofaberba' e tagliatelle, dalla tenda dei concerti arrivano le note di un clarinetto: è il gruppo di musica romagnola che sta scaldandosi di fronte a qualche appassionato che si è seduto in anticipo per avere i posti migliori. «Se ce ne andiamo dal governo — è il parere di Enzo, che per un attimo ha lasciato i fornelli — dobbiamo costruire una terza via laica e centrista, mentre non credo che dobbiamo entrare nel partito riformista europeo».
    Questa è l'opinione dominante dei militanti: almeno alle europee andare con la bandiera dell'Edera, rivendicando con orgoglio un ruolo che con il bipolarismo attuale sembra relegato in secondo piano. Ma c'è anche chi crede che la ricetta migliore per 'contare' sia quella di partecipare alla costruzione di una nuova formazione di centrosinistra. «Il presidente La Malfa si è giocato la faccia — spiega Clara — e adesso la scelta che dobbiamo fare è di stare dentro al centrosinistra».
    La politica, i travagli del Pri restano in sottofondo alla festa dell'uva. Dei destini dell'Edera si parla a parte, nel bar dall'altra parte della strada dove si riunisce il comitato provinciale. La festa è un momento per ritrovare persone che si incontrano di rado. Per raccontarsi le ultime novità: gli anziani fanno gruppo e si scambiano ricordi in dialetto, mentre i giovani provano i divertimenti del luna park. Libero stempera i ricordi in un presente in cui lui vorrebbe il Pri di nuovo unito e indipendente. Come al tempo di suo padre Cesare, di Guerrini, di Rossi, Orioli e Bondi, «incarcerati nelle celle 27 e 28, quelle che erano chiamate le celle della repubblica». Non ci sta, Libero, a vedere la divisione fra persone che hanno condiviso battaglie nel segno di Mazzini e del laicismo: «I repubblicani nella difficoltà sanno ricompattarsi». Gli dispiace solo che non siano in molti ad andare a Parigi per portare fiori freschi sulla tomba di Gobetti. Anche questo, a suo parere, è un gesto da vero repubblicano.

    Paolo Pingani

  6. #86
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 29 settembre 2003

    Stasera vertice del Pri col mondo del lavoro

    RAVENNA - Chiusura politica importante per la Festa dell'Uva di S.Pietro in Vincoli. Alle 19.30 di oggi, al cinema Farini, segretari comunale e provinciale, Giancarlo Cimatti e Paolo Gambi, vicesindaco Giannantonio Mingozzi, il consigliere regionale Luisa Babini, incontreranno i rappresentanti di industriali, cooperazione, piccola e media impresa, per un dibattito sul Prg, il porto, il rapporto fra università e mondo del lavoro. «Un occasione di confronto importante — commenta Mingozzi— dopo l'esecutivo provinciale dell'altra sera. Rispetto al dibattito politico, credo sia poi opportuno, a metà legislatura, fare il punto sugli impegni che ci siamo assunti con il nostro elettorato rispetto al nostro lavoro al governo della città».

  7. #87

  8. #88
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 2 ottobre 2003

    Il flirt fra Ds e Rifondazione fa ingelosire i repubblicani

    CESENA - La riunione di maggioranza chiesta dai republicani agli alleati di giunta ha messo ancor più in allarme l'edera, resasi conto di come Ds e Rifondazione siano in effetti a un passo dall'accordo. Al confronto, chiesto dal Pri che ha presentato un proprio documento politico in preparazione al programma elettorale nel quale si ribadisce fermamente la necessità che la prossima coalizione si ponga in stretta continuità con quella attuale, erano presenti martedì sera i rappresentanti di Ds, Margherita, Socialisti democratici, Pdc, Italia dei Valori, oltre i repubblicani. Per l'edera, insieme a Renato Lelli, Mario Guidazzi, Nazario Sintini, Africo Morellini, è intervenuto anche Piero Gallina.
    Il vicesindaco Guidazzi non nasconde la sua contrarietà. «Sono pessimista, perché vedo che i Ds risentono di spinte interne per accordarsi con Rifondazione. Se così sarà, l'abbiamo già detto: il Pri correrà da solo». Ma se la coalizione di centrosinistra vincerà al primo turno, senza ballottaggio, il Pri sarebbe tagliato fuori.
    «Ci sono dignità e coerenza da difendere. Nessuno creda che i repubblicani usciranno dalla porta per rientrare dalla finestra. Se strappo sarà, strappo sarà totale: non si torna indietro. Sarebbe però uno strappo scriteriato, anche per i Ds: prenderebbero a bordo chi ha avversato i principali progetti e interventi del programma che il sindaco riproporrà alla città, per completarlo. Con quali garanzie di condurli in porto?».
    «Su queste obiezioni — Guidazzi ne ha per tutti — mi aspettavo che intervenisse la Margherita, appoggiandoci. Spiace dirlo, ma confrontato alla Margherita, Amleto passerebbe per decisionista. Durante la riunione ho sentito dire dagli amici di Aprile del correntone dei Ds, che vanno prese in considerazione spinte dal basso, che bisogna fare il bilancio partecipato, ma io non capisco, né intendo adeguarmi». Nella prossima riunione di maggioranza i diessini presenteranno un loro documento politico. Poi partirà il confrotno con Rifondazione. Si terrà a giorni un incontro dei repubblicani cesenati con quelli forlivesi per fare il punto sulla situazione in vista delle amministrative.

    di Andrea Alessandrini

  9. #89
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    Predefinito tratto da IL RESTO DEL CARLINO 3 ottobre 2003

    Dalla segreteria diessina un siluro contro i repubblicani

    CESENA - Continua a Longiano la ormai infinita telenovela fra i Ds che sostengono il sindaco Giuseppe Raggini e quelli a fianco del segretario Paride Savini: il risultato è un partito lacerato. La segreteria Ds ha commissionato un sodaggio per conoscere il gradimento dei longianesi su sindaco e assessori. Savini ha annunciato il silenzio stampa, ma ogni giorno ci sono comunicati degli altri componenti i vertici della Quercia. L'ultimo è di Denis Pistocchi, responsabile della «comunicazione» della segreteria Ds di Longiano, che critica aspramente Giorgio Gasperini, segretario del Pri, e l'assessore repubblicano Seraceni per essersi scagliati contro Savini.
    «Vorrei ricordare a Gasperini – scrive Pistocchi – che un amministratore consapevole di avere ben operato non ha nulla da temere dai sondaggi e non ha bisogno di farsi candidare per le prossime elezioni, prima ancora di avere chiarito alleanze e programmi. Quanto al Pri, se Seraceni è tanto curioso di conoscere l'opinione dei longianesi sul suo partito, perché non pensate di commissionare un sondaggio a vostre spese, senza pretendere che siano altri a farlo per voi?».

  10. #90
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    Predefinito tratto dal sito we: http://www.pri.it

    Faenza: i repubblicani sulla sanità

    Reperire risorse è una priorità di natura etica

    FAENZA (Ravenna) - "Attendiamo risposte concrete": questa la sfida lanciata dai Repubblicani in campo sanitario. E la sfida non manca di destare interesse a Faenza, a un giorno dall'annuncio pubblico dell'Ausl sui positivi risultati raggiunti nel giro di un solo mese dall'unità operativa faentina di Radiologia. Al centro della discussione avviata dal Pri locale, sono ora le azioni di riorganizzazione attuate dall'Ausl ravennate e il piano strategico 2003-2007.Interventi che non mancano di sollevare il problema delle risorse, problema che, secondo i Repubblicani, dev'essere legato a una scelta di priorità, "di natura etica più che politica". "La vita e la salute - dichiarano i responsabili del Pri - rappresentano una valenza di carattere etico, che difficilmente potrà consentire una gestione solo in base a considerazioni di carattere economico. In questi ultimi decenni, inoltre, si è verificato uno straordinario cambiamento sulla popolazione: in provincia di Ravenna, gli ultrasessantacinquenni sono passati dal 16 al 20%. Ecco perché nell'adottare i Piani della salute, riteniamo opportuno valutare il ruolo che ogni funzione e ogni struttura esistente è in grado di compiere per dare risposte in tempo reale alle esigenze del territorio".

    Proposta del Pri sarebbe dunque quella di fornire un assetto qualitativo o, se necessario, di procedere alla loro razionalizzazione per avviare un processo di pianificazione dell'intero territorio provinciale. "Alcune fasi di programmazione tendenti a raggiungere obiettivi di questo tipo - prosegue il Pri -, sono state avviate, ma occorre rilevare che le scelte operate non sempre sono state in linea con le richieste provenienti dal territorio e con lo sviluppo strutturale in atto. Spesso questi processi, che sono andati avanti con il nome di 'riorganizzazione', altro non erano che concentrazioni di funzioni in strutture di area vasta, ed in alcuni casi hanno compresso ed allungato i tempi della richiesta di salute". Aspettative particolari riguardano proprio il presidio ospedaliero di Faenza, "dotato di strutture in grado di fornire risposte di qualità e di operatori che dimostrano elevata professionalità". "La struttura faentina - spiegano gli esponenti del partito -, se opportunamente integrata con l'area vasta della sanità romagnola, è in grado di giocare un ruolo importante nella riorganizzazione degli interventi ad ogni livello, sia in termini di promozione, sia in quelli di tutela e cura della salute. In questo senso - concludono i Repubblicani - attendiamo risposte sul ruolo che l'ospedale di Faenza è in grado di svolgere, in una logica distribuzione sul territorio di un servizio specialistico di alta qualità".

 

 
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