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  1. #311
    Araldo
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    NON NON E' COSI' MA GLI ASSOMIGLIA MOLTO

    Due votano contro, la minoranza si astiene come..più o meno "deciso" in riunione di corrente...con le motivazioni. il metodo, il merito poco chiaro ecc ecc bla bla bla...e i ravennati che hanno sostenuto il voto contrario in sede di minoranza...che se ne vanno per non decretare la fine della minoranza...però con i due "segretari" comunale e portavoce provinciale...... che restano ad astenersi, e i due contrari di cui già detto....

    Poi a quanto mi dicono, perchè ero uno degli usciti, la maggioranza assume ad integrazione anche l'Odg della minoranza, perchè ...scritto meglio, più argomentato, più bello...
    Savoldi, mi dicono , protesta con la signorilità e il garbo per i quali continueremo sempre a volergli bene ...
    Ieri presentazione lista e stamani il resto del Carlino che titola chMingozzi si candida, (come uno di Forl e uno di Cesena). per quanto riguarda Mingozzi c'è la riserva naturalmente del parere della direzione ravennate.

    Il merito: Nucara ha svolto una sobria e stringata relazione molto allineata su Cdl, e La Malfa ha spiegato la lista anche nell'ottica di tenere Sgarbi, corteggiato a sinistra, nell'area della Cdl.

    La minoranza come vedi continua ad esistere e a riporre tutte le sue speranze su Morgan dei Bluvendrigo che pare essere mancino ed avere un ascendente di secondo grado che si dice militasse in formazioni partigiane con i monarchici lealisti e un trisnonno che abitava a Quarto e vide partire i Mille dal balcone di casa.

    Però chi non c'era ha come sempre torto
    saluti caro

  2. #312
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    Predefinito io non c'ero

    ma non faccio parte del CN.
    Pipa lo imparo stasera se c'era.
    Quindi torto dovreste averlo voi che siete usciti?
    Comunque ho letto che la compagnia dello spettacolo si è allargata.
    Potremmo fare anche noi un format tipo l'isola dei famosi (o dei belli).
    Tex Willer

  3. #313
    Araldo
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    Originally posted by trifoglio52
    Debbo dire che questo consiglio nazionale finalmente ci ha ridato un dibattito sereno come non se ne vedevano da tempo.
    La lista con Sgarbi, che io approvo convintamente,ha il merito di mettere d'accordo in fondo tutto il partito.
    Voglio rimarcare l'intervento di grande responsabilità dell'amico Savoldi che a nome della minoranza ha dato la disponibilità di piena collaborazione in questa battaglia per le europee con la partecipazione di candidature della minoranza stessa.
    Per quanto riguarda il traguardo della terza forza auspicato da riscossa, credo sia questo un obiettivo di tutti noi, ma i tempi, a mio avviso, non possono che non essere quelli detti dal Presidente La Malfa.
    Ci sono state comunque a mio avviso anche alcune incongruenze, per esempio non erano chiare le motivazioni addotte dall'amico Mazzotti ed altri per cui sono usciti al momento del voto,segnando in questo modo alcune loro incoerenze.

    Caro Trifoglio tu hai ricavato soddisfazione dalle conclusioni del CN tenutosi l’altro dì a Roma, io al contrario ne ritorno fortemente deluso. D’altronde essendo ormai una partita a somma zero qualcuno che …pagasse il conto della tua soddisfazione ci doveva ben essere; tocca me e quindi devo accontentarmi di essere utile alla felicità di qualcuno. Non è molto, ma di questi tempi è sempre meglio di niente.

    In realtà poi non è neppure così, perché giustamente noti che in fondo in fondo la somma zero non c’è stata e la maggioranza ghermisce anche un po’ di consenso della minoranza, poi, dovendosi accontentare anch’essa cerca addirittura di trasformare l’evento in un successo. Come: assorbendo, ad integrazione del proprio documento, il documento della minoranza con la straordinaria motivazione che in effetti il documento di minoranza (che si era ufficialmente astenuta su quello della maggioranza) era più bello più articolato più –incredibile dictu – motivato…D’altro canto nel partito della bellezza l’estetica deve forzatamente avere un suo spazio…e se i chierici della maggioranza non possono, o non sanno, provvedere …la minoranza non è lì apposta? A non far fare brutte figure. E sarebbero i ravennati i Bizantini??

    Beh si in effetti loro lo sono: due, segretario comunale e portavoce provinciale che si astengono, due che votano contro, gli altri che prendono la porta, e il povero Mazzotti che con una arrampicata di sesto grado sugli specchi tenta, nel suo intervento, di dare una lettura unitaria al comportamento dei suoi concittadini, e alla fine dichiara la non partecipazione al voto. Però non mi è parso che abbia detto cose incoerenti; soprattutto ha detto quello che si era deciso a Ravenna e cioè:

    1) valutazione contraria sul metodo

    2) Nel merito:l’interesse per l’apertura del terzo fronte va sostanziato di politiche e di comportamenti terzisti coerenti e continuativi; non può avvenire confinato all’interno della Cdl.
    Poi aggiunge che oggi può e deve immediatamente sostanziarsi, se l’operazione è “sincera” nell’immediata vigorosa presa di distanza dalla Cdl sul tema della Costituzione (non si può sostenere la proposta avanzata in Senato, e quello l’han detto anche La Malfa e Del Pennino, con La Malfa che aggiunge che è da cambiare in toto perché mette a rischio la credibilità democratica del sistema e la divisione classica dei poteri; ma non si può neanche sostenere una maggioranza che su un tale tema si è permessa di approvare una tale riforma al solo fine di rimangiarsela…così solo per accontentare temporaneamente la Lega!) e poi l’occupazione leghista del Parlamento…

    Siccome la linea politica sottesa alla lista non è chiara, anzi l’intervento del segretario, e quello del presidente (che a un certo punto dice che la lista serve anche a trattenere Sgarbi nell’area della Cdl) sembrano sciogliere ogni dubbio residuo, annuncia la sua contrarietà con la non partecipazione al voto e sua e di altri amici ravennati e “recupera” la astensione dei due segretari come un puro tentativo di mantenere un rapporto istituzionale con la DN…


    Il voto poi va come va, ma il più bello viene dopo quando, registrata l’astensione della minoranza, il segretario assorbe anche il documento di questa ad “integrazione” del testo di maggioranza….
    A pensar male si fa peccato, però , a cose fatte se uno si va a rileggere il testo della minoranza col senno del poi e beh…si accorge che….No non voglio attribuire a nessuno disegni obliqui, dico solo che se io avessi avuto in mente di farmi assorbire ed integrare..forse l’avrei scritto così…
    Allora tutti quelli che si sono astenuti erano d’accordo con il seguito, o sono stati coglionati?

    Boh…è certo che le parole assumono un valore anche in relazione al contesto: le stesse parole, ma sottolineate da un voto contrario espresso con molta chiarezza, avrebbero marcato una posizione di minoranza che esprime il suo dissenso ma offre la propria collaborazione…l’astensione necessita invece di parole che non si possano assorbire ed integrare…cioè masticare, digerire e…

    Insomma finchè la maggioranza non accetta di confrontarsi con la minoranza sui tempi e modi dell’uscita dalla Cdl deve incontrare una opposizione, corretta, ma nettamente espressa. Perché è sulla opposizione alla Cdl che ci siamo costituiti.
    Nonostante tutto mantengo fiducia negli amici, e annovero l’episodio nella concitazione di sperare che il grimaldello per l’uscita sia Sgarbi (che non è molto lusinghiero, voglio notare, per la DN). E mi auguro che la minoranza voglia esercitare una severa riflessione sull’accaduto. Mi fermo qui senza ipotecare il futuro…

  4. #314
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    chissà se barney ha bevuto il cacchione...

  5. #315
    Araldo
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    INTANTO SPECIFICA

    che il "cacchione" è un vino delle tue parti, che tu mi hai generosamente regalato, e non un qualificativo di Barney come qualcuno potrebbe maliziosamente ritenere...

    ....no non l'ho ancora bevuto, se no sicuramente mi esercitavo anche a ipotecare il futuro!

    Grazie di nuovo.

    barney furioso

  6. #316
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 6 aprile 2004

    Alfonsine, il Pri candida Pasquali

    ALFONSINE (Ravenna) - Ormai è certo, il Pri correrà da solo alle Amministrative di Alfonsine. I repubblicani schiereranno Silvano Aldino Pasquali, attuale capogruppo dell’Edera e da anni uomo di punta del Pri locale.

  7. #317
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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 6 aprile 2004

    Sgarbi e La Malfa presentano il partito della bellezza

    RAVENNA - Mentre la direzione provinciale dell’Edera in programma per domani sera dovrà esprimere il suo parere sulla candidatura alle Europee del vicesindaco Giannantonio Mingozzi nelle fila del Partito della bellezza e della ragione, quest’oggi i due promoter dell’“alleanza”, Vittorio Sgarbi e Giorgio La Malfa saranno a Ravenna per una doppia presentazione.Il critico d’arte e il presidente nazionale del Partito repubblicano saranno prima a Ravenna, al motel Romea, dove, alle 18, in anteprima romagnola, si svolgerà la seconda convention - dopo quella di domenica scorsa nella capitale - del nuovo soggetto politico.Alle 20,30 la “strana coppia” si sposterà al Club Madame de Roumbuillet di Milano Marittima per una replica.Si concretizza così l’idea di mettere insieme liberal e repubblicani. Un’idea maldigerita dalla maggioranza dei vertici del Pri ravennate, che dal congresso di Bari in poi ha scelto la strada dell’opposizione interna. Proprio dell’Edera ravennate è stata l’opposizione più decisa al progetto del nuovo partito votato sabato scorso a Roma nell’ultima seduta del consiglio nazionale. Solo il portavoce provinciale Giannantonio Mingozzi e il segretario comunale Giancarlo Cimatti hanno infatti scelto, in linea con la minoranza interna, di astenersi sulla proposta di adesione del Pri alla lista. Il resto della delegazione locale ha preferito uscire dall’aula al momento del voto, in polemica con i vertici nazionali, mentre l’assessore provinciale Eugenio Fusignani e la consigliera regionale Luisa Babini hanno invece votato contro. Se il Pri ravennate fatica a digerire l’alleanza con un personaggio come Sgarbi, quello cervese al contrario sembra essersene fatto una ragione. Ma lo si capirà appunto questa sera, quando, nell’esclusivo club della “città giardino”, verrà illustrato il progetto elettorale in chiave europea.Il nuovo partito però, sorto per difendere i monumenti e l’ambiente dagli scempi, non potrà esimersi dall’affrontare un tema “scottante” come quello del magazzeno Darsena. Il critico d’arte Sgarbi approverà l’introduzione, nella struttura settecentesca, di un centro commerciale? La Malfa sarà d’accordo con lui o si allineerà alle scelte dell’Edera cervese? Si preannuncia dunque, dopo un pomeriggio animato, una serata altrettanto vivace; il “Roumbuillet” però, con il suo clima ovattato, dovrebbe favorire il confronto “soft”.

    ro. em m.p.

  8. #318
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    Predefinito tratto da SESTO POTERE 6 aprile 2004

    ELEZIONI 2004, L'INTERVENTO DI NUCARA (PRI) A BOLOGNA

    (sesto Potere) - Bologna - 6 aperile 2004 - Pubblichiamo l'intervento del segretario nazionale del Pri, questa volta nelle vesti di sottosegretario all'Ambiente, on. Francesco Nucara, al convegno di Bologna su "La legge obiettivo. Le opere pubbliche, gli interventi programmati e finanziati per Bologna".
    "La Legge Obiettivo - ha detto Nucara, nella foto -, una delle leggi più lungimiranti di questi ultimi anni che molti paesi europei stanno prendendo ad esempio, aveva due scopi, il primo innescare un meccanismo virtuoso per l'economia nazionale, l'altro consentire a questo paese di dotarsi di quelle infrastrutture che lo proiettino al centro dell'Europa piuttosto che relegarlo al Sud America, come diceva Ugo la Malfa, e consentirgli di perseguire politiche di sviluppo sostenibile. Occorre anche ispirarsi ad una idea di ambiente come motore di sviluppo e non vincolo, un ambiente inteso come una delle qualità indispensabili ad uno sviluppo sostenibile che si deve basare non sulle visioni retrospettive di un passato da rimpiangere ma che deve utilizzare il progresso tecnico al servizio di uno sviluppo sostenibile".

    "Lo sviluppo territoriale e l'integrazione di città e regioni dell'Unione per una maggiore competitività territoriale - aggiunge Nucara - può essere favorito da uno sviluppo policentrico del territorio europeo, lo stesso modello che mostra questa regione ove assieme a Bologna, vera metropoli regionale di equilibrio, è presente una trama urbana basata su città medie dotate di una autonomia funzionale conferita anche dalla sua struttura produttiva basata sulle piccole e medie industrie. In quest'ottica la competitività globale presuppone la competitività regionale e locale dei sistemi territoriali. Le componenti del valore aggiunto territoriale di un opera pubblica sono di due tipi:
    le cosiddette relazioni territoriali "orizzontali" e cioè l'interconnessione non solo nel senso tecnico di collegamento intermodale o tra reti di trasporto di diversa portata territoriale, ma anche di collegamento tra le reti tecniche e le reti immateriali operanti in un certo nodo: per esempio reti commerciali e di servizi, reti logistiche, reti d'imprese, ecc... ed il rapporto delle grandi opere infrastrutturali con quell'insieme di caratteri naturali e culturali dei luoghi che i soggetti che operano localmente vedono come possibili risorse. Per quanto riguarda le trasformazioni territoriali ritengo, come Ministero dell'Ambiente, sia superata la logica di ragionare in termini semplicemente di impatti ed effetti. In proposito forse è utile dare impulso alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica). Bisognerà cominciare a ragionare su "distretti" e non su singole opere".

    "Lo studio degli effetti territoriali delle infrastrutture di trasporto - continua Nucara - si concentra, nella maggior parte dei casi, sulle conseguenze degli interventi a breve e medio termine, trascurando il fatto che essi si manifestano nella loro interezza dopo periodi di tempo relativamente lunghi. Occorre invece centrare l'attenzione sulle modificazioni complessive del sistema territoriale in cui si inserisce l'infrastruttura, si immette così un riferimento temporale di lungo periodo e si consente una valutazione nel corso del tempo dei ritmi di diffusione degli effetti. Questo metodo viene definito dai tecnici, studio degli effetti strutturanti, adatto ad individuare il ruolo delle infrastrutture nella crescita economica.
    Se c'è una caratteristica comune alle nostre città e ai nostri territori che emerge prepotentemente in questi anni è la estrema complessità dei problemi connessi con il loro governo. Estrema interconnessione ed estrema variabilità. Nel governo del traffico e nel rapporto di questo con l'urbanistica e con l'ambiente è ancora più vero che in altri campi della pubblica amministrazione.
    Alcuni dei rapporti tra urbanistica e sistemi di trasporto pubblico di massa dipendono in larga parte dalle dimensioni degli insediamenti. Per quanto si sia cercato di ragionare e di studiare è risultato poco efficace ricercare le dimensioni minime degli insediamenti che rendono una metropolitana economicamente attuabile. Ciò è dovuto soprattutto alla difficoltà a definire il concetto di dimensione giusta; certo la popolazione può essere un indicatore attendibile, ma anche molte altre caratteristiche assumono una influenza rilevante in ciò".

    "Ma non basta - continua Nucara -, sono convinto che se anche questi sono i criteri in base ai quali economia del trasporto pubblico e sviluppo urbano vengono messi in relazione, tuttavia la scelta delle infrastrutture per i trasporti è influenzata perlomeno in eguale misura da scelte di tipo politico. Non si spiegano certamente solo con le diversità fisiche e di dimensione degli insediamenti le differenze fondamentali che esistono tra i paesi europei in tema di politiche sulle metropolitane. Le metropolitane hanno avuto certamente un ruolo importante nel quadro generale, ma se alcuni sostengono che senza di loro le altre misure non sarebbero state efficaci è anche vero che senza misure a sistema le metropolitane sarebbero cattedrali nel deserto. Le metropolitane da sole non possono salvare un centro morente, mentre unitamente ad altri mezzi pubblici di trasporto e a interventi di carattere ambientale possono rianimare un centro in declino e possono certamente sostenere e potenziare l'ambiente di un centro già fiorente. Gli obiettivi del trasporto pubblico possono essere classificati in tre categorie: sociali, economici e ambientali. I trasporti pubblici, ovunque siano, offrono sempre dei vantaggi di tipo sociale, economico e ambientale; ciò che invece varia da luogo a luogo è il diverso peso assegnato alle tre categorie di obiettivi in ogni caso considerato. I trasporti pubblici comunque, permettono ad un maggior numero di persone di accedere ai centri urbani e lo consentono a molti che altrimenti non potrebbero raggiungerlo".

    "Per quanto riguarda gli aspetti ambientali - aggiunge Nucara - , occorre partire dal presupposto che la qualità ambientale è un fattore rilevante ai fini della prosperità economica dei centri urbani. Occorre considerare che nella grande maggioranza dei casi la pedonalizzazione coincide con un incremento del giro di affari dei negozi. Addirittura si sta dimostrando che le aree pedonalizzate influiscono positivamente perfino sulle vie circostanti lasciate aperte al traffico, favorendo l'accesso della clientela nella zona. Il trasporto pubblico (le metropolitane sotterranee in particolar modo) causa meno danni ambientali per persona trasportata rispetto alle auto private o alle motociclette. Le metropolitane sotterranee hanno inoltre favorito la pedonalizzazione delle strade soprastanti in molte città medie europee, consentendo un accesso che non provoca traffico in superficie. Vale la pena chiarire questo punto. Non sto cercando di dimostrare surrettiziamente che i trasporti pubblici su rotaie siano essenziali alla pedonalizzazione, ma sono sicuramente utili per ridurre le spiacevoli conseguenze della congestione che si crea nelle zone periferiche alle isole pedonali dove gli autobus terminano le loro corse e i passeggeri scendono, e possono inoltre offrire un accesso immediato a un vastissimo numero di persone con interventi ambientali ridottissimi, soprattutto se la loro rete è sotterranea.
    Occorre creare le condizioni per far rioccupare la città dai cittadini; il miglior presidio per una città è il sereno svolgimento delle relazioni politiche, economiche e sociali che la caratterizzano".

    "La comunicazione, gli scambi, lo svolgersi delle relazioni, lo svolgersi del ruolo di "cuore pulsante" del centro - continua il segretario dell'Edera - sono la medicina per questa malattia. I componenti sono tutte le misure che favoriscono l'accessibilità. Accessibilità da altri paesi, da altre regioni, provincie, città e quartieri verso il cuore o i nodi di eccellenza della città considerata. Per Bologna, mi sembra poi che occorra considerare che è un punto cruciale dei traffici nord- sud del paese e dei traffici sud europei, che ha una delle fiere più importanti d'Europa e che sta sviluppando la sua vocazione di nodo logistico strutturato e di dimensione europea, per non parlare dell'università la cui influenza travalica l'Unione Europea e alla quale il Prof. Roversi Monaco ha lavorato con alacrità, efficacia e con successo.
    Bologna ha fatto la scelta di far coincidere la stazione dell'Alta Velocità con la stazione ottocentesca posta a ridosso del Centro Storico, una zona densamente edificata abitata ed utilizzata. Ritengo che debba adottare come soluzione conseguente e logica, il far divenire il nodo della stazione una piastra di interscambio tra le diverse modalità di traffico e tra le diverse gerarchie di trasporto su rotaia (Alta Velocità, linee ferroviarie nazionali, sistema ferroviario regionale e sistema ferroviario metropolitano). Per il ruolo che vuole assumere la città di Bologna, per le economie di agglomerazione e di urbanizzazione che già fornisce e dovrà continuare a fornire in maniera sempre più qualificata ad un sistema regionale, nazionale ed europeo, ritengo che la scelta del metrò, all'interno di una logica di integrazione tra diverse modalità di trasporto, sia quella migliore e che meglio può sposare le esigenze combinate di servizio efficiente ed efficace, con forti valenze di marketing urbano e quindi di promozione di Bologna in Europa e perché non nel mondo".

    "Naturalmente - continua Nucara - la città è anche indice di relazione tra pubblico e privato. E' difficile rimanere anonimi. Tuttavia nel reticolo di interscambi con le aziende commerciali, gli enti pubblici, le visite museali ecc. è possibile conservare la propria privacy. Le città, come gli individui, hanno un carattere particolare, degli elementi particolari caratteristici e identificabili frutto di stratificazioni a volte secolari o frutto di modernità come le new towns. Essere città non significa quindi essere un grande agglomerato urbano, ma significa avere una propria strutturazione, significa avere delle funzioni che integrandosi tra di loro formano la struttura della città stessa e non si tratta quindi di una sommatoria di funzioni studiate a tavolino ma di tutte quelle correlazioni che in un gioco di equilibrio dinamico si intersecano tra di loro tanto da divenire inseparabili. "La città è la più grande invenzione dell'uomo: un centro di forze intellettuali, un magazzino di cultura e delle più diverse energie. Città e civiltà sono sinonimi. Niente può sostituire la funzione civilizzante dei contatti individuali e di gruppo, gli incontri faccia a faccia, l'intrecciarsi di gruppi, le società e le associazioni che costituiscono la parte più nobile della vita di ogni individuo. Solamente la città (in quanto fornisce ad ognuno una vasta panoramica di società) può offrire ad ognuno la possibilità di trovare un amico.
    In breve mentre in un villaggio o in un sobborgo conosciamo tutti, le persone che "vorremmo" conoscere le troviamo solo in città. La città è il grande palcoscenico, i cittadini sono gli attori: ognuno ha un ruolo da interpretare nel dramma della vita quotidiana". (Sesto Potere)

  9. #319
    Araldo
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    DIALOGO FRA BARNEY E MAZZOTTI
    (quanto segue è il resoconto quasi stenografico di una discussione tenutasi con l’amico Mazzotti al ritorno da Roma; mi ha autorizzato a renderla di comune partecipazione)
    MAzzotti …e allora?
    Barney… allora abbiamo fatto una figura del piffero! Come: partiamo da Ravenna per andare a malmenarli tutti… Linea, contrari al metodo , cauti sul merito ma solo se significa inizio sul serio della terza forza…per cui voto contrario alla lista ma corretta disponibilità alla campagna elettorale….estremissima ratio, ci fosse una apertura dei vertici nazionali….ci lasciassero intravedere un percorso d’uscita dalla Cdl…la ricerca d’uno spazio fuori da quei confini…invece chiusura netta…Tu che vai a parlare e che dici cose da voto contrario e poi non partecipi al voto…Mingozzi che dice cose…beh insomma non molto oppositrici…però condite con un po’ di scena… dice testuale che bisogna tirar fuori i coglioni… e alla fine si astiene con il segretario comunale e il resto della minoranza…due dei nostri che votano contro…noi che andiamo fuori per mostrare una contrarietà…ma collaborativi, mi raccomando, e non rompere con la minoranza…ah si si: li abbiamo proprio messi fuori… i coglioni: anche più di due! E poi la maggioranza che assorbe il documento della minoranza…che a rileggerlo sembra essere fatto apposta per farsi assorbire…siamo una bella ditta!
    M…non essere sarcastico…il voto sai com’è andata ed è inutile che ti rifaccia la storia…il pane si fa con la farina che hai…Il documento aveva un senso nella logica di un voto contrario ma aperto ad una corretta ma distinta collaborazione…in fondo c’è mezzo simbolo nostro in quella lista…Certo che astenersi con un documento “morbido” …apre a questi equivoci…ma non voglio pensare che fosse concordato….
    B…sempre ingenuo eh!? Quand’è che ti fai grande?

    M…com’era? Il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà?… No motivo di ottimismo ce n’è veramente pochino….ma la buona volontà necessita ancora…E se no chiudiamo il libro e ci andiamo a casa…la maggioranza non ci va bene, la minoranza ci pare troppo appastata…o ci si va a casa…o si va da un’altra parte…
    B…ecco appunto l’Mre…
    M…ma…non credere che non c’abbia pensato… ma in quella compagnia in cui si sono messi? Guarda io ho rispetto della loro scelta…e li considero “repubblicani” a tutti gli effetti…meno uno: la tessera del Pri…ma hanno il mio stesso Dna , la mia storia…meno l’ultima scelta…E non rompo con loro, ne sul piano dell’amicizia ne sul piano della riflessione politica…Del resto non ho rotto con amici andati in Forza Italia fin dalla prima ora…e continuo a discutere…e riconosco anche a loro gran parte del mio Dna…magari speso peggio…
    B…non è che sei troppo buonista?
    M….no vedi, per noi che non abbiamo la fede…almeno quella con la targa…il Pri, meglio il repubblicanesimo, è sempre stata anche una sorta di religione laica, una religione civile…a Ravenna è del resto il genius loci…non una immagine a cui accendere lumini…ma qualcosa che ti porti dentro…E’ molto ingiusto pensare che negli altri questo modo di essere scompaia solo per una scelta di schieramento…magari temporanea…mi parrebbe una grossa presunzione…
    B…non fare il furbo, non cercare di abbindolarmi con la filosofia….qui si parla di politica: il Pri è nel centro-destra e non dice di volerne uscire…neanche a questo Consiglio Nazionale dove la minoranza fa profferte di collaborazione gratuite…neanche in occasione di una campagna sulle europee fatta con una lista mista che vagheggia schieramenti di terza forza…neppure di fronte al rischio di un regime che vuole occupare le istituzioni con una riforma Costituzionale indecente …mentre gli alleati occupano il parlamento…e occupa tutto lo spazio mediatico giocando sui privilegi di un conflitto di interessi del premier…di cui non si intravede la soluzione…anzi si manifesta ogni giorno di più il consolidamento….Cosa dicono i liberaldemocratici europei…o americani di un premier che rifiuta costantemente il confronto con l’opposizione e impone quotidianamente il suo volto, le sue idee senza possibilità di dibattito?
    M…in effetti questi mi parrebbero ottimi argomenti da campagna elettorale…no da azione politica….già dibattuti da tempo…resi “nostri”…qui dovevamo lavorare…cercare per tempo aggregazioni non puramente elettorali….sui contenuti liberali di uno stato di diritto…sui diritti civili…sulle regole che valgono per tutti in qualunque collocazione…questo il tessuto che si sta lacerando in questo paese….più tutto il resto…anche la “bellezza” certo non mi fa schifo…c’è una costante di attenzione, di più di concreta attività nel lavoro del nostro partito che ci ha reso partecipi, protagonisti della difesa dei valori culturali…del nostro patrimonio artistico…delle nostre bellezze naturali…Spadolini, Galasso, Ferrara …Anche a Ravennna, lo sai bene ci siamo fortemente caratterizzati su queste tematiche…qualcosa mi concederai ho fatto anch’io…Guarda sotto questo profilo Sgarbi non mi disturba….e non mi disturba neppure quando dice certe cose sul berlusca sulla CDL…che i “nostri” nazionali ci sussurrano solo nelle orecchie…in camera caritatis…lasciando intravedere scenari in movimento…buttando lì frasi da interpretare: “ibis redibis non…se raggiungiamo l’1,5 % chissà…” frasi buttate lì, per nulla impegnative …gocce d’acqua….ma per uno che muore di sete nel deserto…
    B…adesso non mi venire a dire che c’è un “piano d’uscita” per il dopo elezioni!! Ma ci sei o ci fai? Non vedi che paradossalmente siamo ridotti a puntare su Sgarbi per dire qualcosa….di centro-sinistra!! E i nostri danno invece al CN una lettura della lista per trattenere Sgarbi in area centro-destra…
    M…anche quello non mi sfugge…lo metto detto il computer della testa e clicco…il pessismo della ragione non mi fa sperare…l’ottimismo della volontà mi fa credere che siano altre frasi buttate lì per tranquillizzare i nostri destri…dunque se c’è bisogno di tranquillizzare allora il piano c’è! Come vedi…bisogna fare tanta dietrologia per aprire il cuore alla speranza…
    B…troppa per i miei gusti: ma non è più semplice dire: “Ragazzi a Bari è andata come è andata…naturalmente avevamo ragione noi maggioranza (noi diremo: no non è vero) avevamo il dovere di provarci…però adesso è così…questa maggioranza di governo, che per noi aveva potenzialità che non ha voluto o saputo esprimere ogni giorno di più tocca il fondo…anzi sembra scavarsi buchi per scendere ancora più in basso…ragazzi: riprendiamo la nostra libertà d’azione…i doveri di lealtà si arrestano quando la maggioranza di cui fai parte prepara riforme costituzionali pericolose per un sistema liberale…Noi quindi siamo liberi. Riprendiamo la nostra libertà d’azione…certo che accasarci sarà gara dura perché l’atteggiamento del centro-sinistra sul quadro internazionale ecc ecc ecc Occorre aprire nuove strade come quando nel 1953 uscimmo da governi di centro destra, d’impronta degasperiana (quindi ben altra cosa di questa parodia raccogliticcia) e lavorammo sette otto anni per aprire nuovi sbocchi alla politica italiana…nel quadro di solide alleanze atlantiche ed europee…coniugando alle politiche di mercato le esigenze di una economia strutturalmente pensata per la crescita equilibrata del paese, la giustizia sociale, la tutela del lavoro…l’apertura al nuovo che viene dalla globalizzazione ecc ecc ecc Scontate amici che molto dovremo andar da soli, che dovremo raccogliere, a destra come a sinistra settori di società scontenta …intellettualmente vispa ma molto imprevedibile…dovremo anche avere la capacità di scegliere fior da fiore anche nel mondo dei girotondi…che non sono pericolosi criminali….cercare di discuter anche con chi si oppone in politica estera….spiegare le nostre ragioni…diminuire con gli anatemi…provare a convincere…..Insomma: i rischi della politica….ma fatta alla grande…”
    Ecco questi sono i discorsi che vorrei sentire….
    M….e magari non ti andrebbero bene tutti…ma ti tornerebbe un po’ di entusiasmo per riprendere a lavorare…per mostrarti convincente, in quanto convinto….per uscire da una palude che ci impantana tutti e ci rende diffidenti, sofistici, poco generosi, esasperatamente litigiosi…Ti dirò piacerebbe anche a me…Vedi che poi non siamo tanto differenti….Si abbiamo veramente bisogno di scuoterci: fermati che ci prendiamo un caffè…

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    Predefinito tratto da CORRIERE ROMAGNA 7 aprile 2004

    “Una lista che guarda avanti”

    RAVENNA - Al Motel Romea erano poco più di cinquanta. Certo: “Si è trattato di un incontro organizzato in tre ore”, come ha precisato Giorgio La Malfa. Ma una parte del Pri ieri, alla presentazione del Partito della ragione e della bellezza (lista liberal-radicale nata dall’intesa della “strana coppia” La Malfa-Sgarbi in vista delle Europee), non si è presentata, con larga defaillance della parte più a “gauche” del partito. Giannantonio Mingozzi - vicesindaco di Ravenna, portavoce provinciale “ad interim” del Pri e, si vocifera, prossimo candidato a Strasburgo - ha comunque presenziato all’avvenimento. Ha presentato prima il “figlio di Ugo”, poi ha pazientemente atteso che arrivasse il vulcanico onorevole Vittorio, in consueto ritardo, per porsi alla sinistra di Sgarbi (dove alla destra era La Malfa) ascoltando la chiusura del comizio.Ma è necessario andare con ordine. Prima del dibattito con la base dell’Edera è lo stesso vicesindaco a coordinare un incontro fra La Malfa, presidente della Commissione finanze e tesoro, assieme ai gestori degli stabilimenti balneari ravennati. In prospettiva: la convocazione di un’udienza conoscitiva in Parlamento sulla gravosa questione dei canoni demaniali della spiaggia. Mingozzi, nel commentare, è laconico: “Si smuoverà qualcosa”. Poi - in attesa di uno Sgarbi che giungerà un’ora e mezza in ritardo in compagnia dell’amico Giorgio Corbelli (ex presidente del Napoli) e di due avvenenti amiche - è lo stesso vicesindaco a sottolineare il proprio “compiacimento per la decisione di La Malfa di venire qui, a Ravenna. So come i repubblicani siano renitenti ad accorpamenti con altre forze politiche - apre la sua ‘captatio benevolentiae’ in un clima non semplice, Giannantonio Mingozzi -. Mi piace l’idea del terzo polo: liberale, laico, adatto ad attrarre chi non vede negli altri due schieramenti la nostra chiarezza ideologica. Perché con questa alleanza non dovremo, e ci tengo a sottolinearlo, svendere nulla della nostra tradizione politica. L’Edera è ben in vista nel nuovo simbolo. La mia - prosegue con tono grave - è un’adesione nell’interesse di tutti i nostri iscritti. Una spinta verso il terzo polo europeo, una formula che può piacere ai giovani”. E conclude con una frase che è il senso del discorso: “Per una volta facciamo una campagna elettorale guardando avanti, non indietro”. Ottiene l’effetto sperato: l’applauso è convinto dopo che, “in anticamera”, si era visto qualche cartello di protesta. Quindi è la volta di La Malfa. Apre con una battuta: “Io e Sgarbi? Non litigheremo mai. Io mi sveglio alle 8 e alle 20 sono a letto. Lui è in piedi nelle altre dodici ore. La nostra è una riaffermazione tenace di un’alternativa terza. Ad ogni modo io non mi candiderò per le Europee, resterò in Commissione tesoro e finanze”. A Mingozzi fischiano le orecchie. Sgarbi si divide fra pregiatezza retorica e colore: “Torno agguerrito, dopo essermi abbattuto. Non potrei stare con i ‘soviet’, con i mezzi democristiani, con gli ex-fascisti. Allora ho fatto un partito. E come tale lo definisco. Non è un’ alleanza o, peggio, un Triciclo. Non a caso a cavalcarlo, il Triciclo, è la Sbarbati. E soprattutto aderisco certo di avere un’identità anche in Europa. Dove finirà la Sbarbati se eletta? Fra i Popolari, con Berlusconi?”.

 

 
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