....vescovi spagnoli
Solo qualche mese fa c’era più di un vescovo spagnolo che si sentiva soddisfatto per aver partecipato a costruire l’ampio movimento pacifista che contestava la partecipazione di José María Aznar accanto a George Bush e Tony Blair nella guerra a Saddam Hussein.
E immaginiamo che a più di un uomo di Chiesa non spiacesse sentire il particolare calore dei manifestanti intorno a sé.
Ora, probabilmente, gli stessi che hanno provato compartecipazione con i sentimenti delle larghe masse mobilitate si chiederanno come mai gli stessi socialisti che marciavano con loro, e sono arrivati al potere grazie alle bombe e alle lotte per la pace, sono indifferenti in modo quasi brutale alle avvertenze di cautela morale su temi come i matrimoni gay, i divorzi veloci, l’insegnamento religioso nelle scuole o il sostegno all’attività assistenziale della Chiesa.
E’ una vicenda che in tanti, non solo i preti pacifisti devono studiare con attenzione: per educare alla realtà serve un impegno generale e costante. Quando ci si distrae, non si pagano le conseguenze solo in un campo.
Era legittimo criticare la politica di Aznar in Iraq, ma forse andava fatto con più compostezza, valutando le pesanti ragioni che il governo aveva dalla sua parte, ragionando sulle aspre difficoltà della realtà internazionale.
Se le forze più responsabili della società sfuggono a questo dovere sui temi decisivi della sicurezza internazionale, se alimentano nella società la convinzione che i desideri prevalgono sui doveri, che l’evasione dai propri compiti la vince sempre sull’assunzione di responsabilità, la lunga deriva da questi comportamenti non si esaurirà con la questione della guerra e della pace.
Chi si sarà convinto che il nemico si fronteggia fuggendo, adotterà questo stile anche su tutti gli altri terreni: il legame matrimoniale diverrà una barzelletta, la religione una noiosa cosa del passato da emarginare il più possibile, la democrazia non sarà più un complesso sistema di difesa delle libertà definite nella storia ma diverrà la dittatura dei “desideri” della maggioranza del momento.
Come una donna è incinta o non lo è, così l’educazione alla realtà c’è o non c’è.
saluti




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