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  1. #21
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Parafrasando il vangelo verrebbe da dire alle cd Comunita' cristiane di base .."Poveri stolti".....perche' solo degli stolti possono pensare che il simbolo della croce possa offendere qualcuno o costituire un ostacolo alla "laicita ". Vangelo e Croce sono un tutt'uno.La scuola italiana soffre di ben altri problemi strutturali che la presenza "scandalosa" della figura del CRISTO simbolo di sacrificio, amore, misericordia e non è un caso che non sia stato ne' un islamico, ne' un ebreo comunque non un credente a chiderne la rimozione ma un'atea sicuramente spalleggiata da qualcuno piu' "potente" di lei..

    Quanto all'Unione Europea quest' accozzaglia repellente fatta di merci e capitali, senza un 'anima che non sia il commercio, aggiunge solo un altra pietra al nichilismo imperante.Togliere il crocifisso non è come ho letto da qualche parte un problema culturale o di una fede particolare ma è togliere la speranza dell'Uomo.Tolta quella credetemi, nessun cambiamento neppure il piu' corretto teoricamente sara' possibile..una massa di abbrutiti in senso spirituale mai osera' contrastare il Potere .Cmq ora aspetto dagli "emeriti giuristi" della Corte di Giustizia la richiesta di abbattimento di croci, edicole , chiese con campanili e croci svettanti verso l'alto..perche' magari qualche ateo passeggiando per le strade potrebbe offendersi ....

    Ma per favore...
    Concordo:giagia:
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  2. #22
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da _Riccardo_ Visualizza Messaggio
    Comunità Cristiane di base italiane

    Riteniamo un traguardo di civiltà, laicità, tolleranza, libertà e pacificazione religiosa la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo che ha detto "no" all’esibizione del crocifisso nelle scuole pubbliche, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana. Finalmente una buona notizia dagli Organismi della Unione Europea che restituisce, in parte, quella realtà istituzionale alla democrazia ed ai diritti di cittadinanza.
    Questa nostra valutazione è coerente con tutta la storia delle comunità di base che si sono sempre impegnate per l’affermazione di una laicità positiva in ogni ambito di vita, "nella società, nello stato, nella chiesa" come recita il titolo di un importante Convegno che le stesse comunità base tennero a Firenze già nel 1987.
    Sappiamo di essere controcorrente perché la maturazione della società, della realtà religiosa e della politica sul tema della laicità è un percorso lungo e conflittuale. Ma non siamo affatto soli.
    "Meno croce e più Vangelo" valeva nella scuola di Barbiana da dove don Milani aveva tolto il crocifisso. Meno croce e più Vangelo valeva per un cattolico come Mario Gozzini, il senatore della legge sulla umanizzazione del carcere, il quale nel 1988 scrisse sull’Unità due forti articoli di critica verso i difensori dell’ostensione pubblica della croce. Egli da fine politico e da buon legislatore fa la proposta di "uno strumento che impegni il presidente del Consiglio a studiare e compiere i passi opportuni per ottenere, dalla Conferenza episcopale, l’assenso a togliere di mezzo un segno diventato, quantomeno, equivoco … Ci vorrà tempo e pazienza – conclude Gozzini – ma ho speranza che alla fine la ragione e l’autentica coscienza cristiana, quella che bada a Cristo più che ai patrimoni storici, avranno la meglio".
    La speranza di Gozzini è sempre più la speranza nostra, di tanti laici ma anche di tante realtà cattoliche.

    Le comunità cristiane di base italiane

    Roma 4 novembre 2009
    vecchi avanzi del '68, come raniero la valle. perso il pelo, c'è rimasto solo il vizio.

  3. #23
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Intervengo solo ora in questa ricca disussione. Mi scuserete ma in questo periodo riesco a partecipare poco.
    A mio avviso si tratta della solita questione superflua la cui proposizione proviene da una mentalità laicista (non laica) che vorrebbe desimbolizzare (passatemi il termine) ogni cosa esistente per conferirle una falsa neutralità.
    Io, invece, direi proprio il contrario: aggiungiamo simboli, anzichè toglierne di consolidati ed accettati. Se poi in una determinata classe o scuola si pone il problema concreto di qualcuno che si sente offeso (non so come, ma tant'è) dal crocifisso, si provvederà alla rimozione dello stesso. Non vedo alcuna necessità di proclamare leggi generali che impongano di non affiggere un crocifisso. Si tratta di una mania, tutta francese, di voler a tutti i costi spogliare di identità ogni spazio pubblico.

    Ovviamente il discorso non va banalizzato, poiché è chiaro che il fondamento di un'identità nazionale, per lo meno qui in Italia, non può essere univocamente trovato nel fattore religioso, poiché esso, per propria stessa natura non presenta quell'universalità che include ogni cittadino. Su questo principio ci deve essere chiarezza! Ad esempio, personalmente, non sono favorevole allo studio della religione cattolica nella scuola pubblica dal momento che viene intesa come uno pseudocatechismo.

    Tuttavia, ben altro discorso la foga di desimbolizzare lo spazio pubblico ad ogni costo. Su questo non mi trovo affatto d'accordo.

  4. #24
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Crocifisso nelle scuole: ricorso contro sentenza CEDU


    Presentazione

    Il crocifisso è uno dei simboli della nostra storia e della nostra identità. La cristianità rappresenta le radici della nostra cultura, quello che oggi siamo. L’esposizione del crocifisso nelle scuole non deve essere vista tanto per il significato religioso quanto in riferimento alla storia e alla tradizione dell’Italia. La presenza del crocifisso in classe rimanda dunque ad un messaggio morale che trascende i valori laici e non lede la libertà di aderire o non aderire ad alcuna religione.
    Cultura, tradizione, storia, identità sono queste le parole chiave per spiegare e reinterpretare la sentenza della Corte europea dei diritti dell’Uomo che chiama in causa il governo italiano per l’esposizione del crocifisso nelle scuole.
    Contro la sentenza del 3 novembre scorso, il Governo - dopo la decisione presa nel Consiglio dei ministri del 6 novembre - ha ufficialmente chiesto il riesame del caso.
    Secondo la Corte che ha emesso la sentenza la Convenzione riconosce il diritto di credere in una religione, ma anche di non credere in alcuna religione. Per la Corte, queste considerazioni comportano l'obbligo dello Stato di astenersi da imporre anche indirettamente, credenze, nei luoghi in cui le persone sono a suo carico o nei luoghi in cui queste persone sono particolarmente vulnerabili. Nel parere della Corte, il simbolo del crocifisso ha una pluralità di significati tra cui il senso religioso è predominante.
    Il caso e le motivazioni della sentenza. (Ricorso LAUTSI c/ITALIA n. 30814/06)

    La signora Lautsi di origine finlandese ha sostenuto dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo che il simbolo del crocifisso è un affronto alle sue convinzioni e viola il diritto dei suoi figli che non professano la religione cattolica. L'interessato vede nell’esibizione del crocifisso il segno che lo Stato è dalla parte della religione cattolica. Questo significato è ufficialmente accettato nella Chiesa cattolica, che attribuisce al crocifisso un messaggio fondamentale. Pertanto, la preoccupazione del richiedente, secondo la Corte, non è arbitraria.
    La presenza del crocifisso può essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, e si sentono educati in un ambiente scolastico caratterizzato da una particolare religione. Ciò che può essere incoraggiante per alcuni studenti di una religione può essere emotivamente inquietante per gli studenti di altre religioni o di coloro che non professano alcuna religione. Questo rischio è particolarmente presente tra gli studenti appartenenti a minoranze religiose.
    La Corte non vede come l'esposizione nelle aule delle scuole pubbliche di un simbolo - che è ragionevole associare con il cattolicesimo (la religione di maggioranza in Italia) - potrebbe servire al pluralismo educativo, essenziale per la conservazione di una "società democratica", come concepito dalla Convenzione europea per i diritti dell'uomo.
    La sentenza della Corte europea si basa sull’interpretazione dell’art.9 della Convenzione (libertà di religione) con l’art. 2 del Protocollo 1 (diritto all’istruzione).
    Secondo la Corte è sul diritto fondamentale all'istruzione, che si innesta il diritto dei genitori nel veder rispettate le proprie credenze religiose e filosofiche.
    L’articolo 2 del Protocollo n.1 per la Corte mira a salvaguardare la possibilità di pluralismo in materia di istruzione, essenziale per la conservazione della "società democratica", com’è intesa dalla Convenzione. A causa del potere dello Stato moderno, è soprattutto l'educazione pubblica che ha bisogno di raggiungere questo obiettivo.
    Nell'ordinamento italiano l'esposizione del crocifisso è regolamentata dal decreto legislativo 297/1994 (Testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado). In particolare, gli articoli 159 e 190 lo includono tra gli arredi delle aule. Queste norme si incanalano nel cuneo della tradizione del nostro Paese e sono retaggio di altre più antiche: R.D. 26-4-1928 n. 1297 - Approvazione del regolamento generale sui servizi dell'istruzione elementare e R.D. 30-4-1924 n. 965 - Ordinamento interno delle Giunte e dei Regi istituti di istruzione media.


    Governo Italiano - Dossier


    Dossier del 9 novembre 2009




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  5. #25
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Premetto che non sono credente, però a casa mia il crocefisso è ben visibile, perchè io lo considero aldilà di un mero fatto religioso. Lo considero un simbolo comunitario e storico. Chiunque venga a casa mia e avanzi pretese sarebbe cacciato a calci nel c...lo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

  6. #26
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Premetto che non sono credente, però a casa mia il crocefisso è ben visibile, perchè io lo considero aldilà di un mero fatto religioso. Lo considero un simbolo comunitario e storico. Chiunque venga a casa mia e avanzi pretese sarebbe cacciato a calci nel c...lo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
    Occhio a non porgere la mano a chi vuole strumentalizzare politicamente il crocefisso. Sinceramente se non sei credente non capisco per quale motivo tieni esposto il crocefisso in casa tua. Il crocefisso è un simbolo religioso e solo dopo, ma molto dopo un simbolo comunitario e storico

  7. #27
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Premetto che non sono credente, però a casa mia il crocefisso è ben visibile, perchè io lo considero aldilà di un mero fatto religioso. Lo considero un simbolo comunitario e storico. Chiunque venga a casa mia e avanzi pretese sarebbe cacciato a calci nel c...lo. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
    Il valore che dai tu al simbolo è veramente relativo, perché rappresenta solo un'abitudine, a questo punto. Ad ogni modo, ognuno scelga per se, all'interno della propria casa...

  8. #28
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Santanché, Maometto e l'ignoranza religiosa
    Santanché, Maometto e l'ignoranza religiosa
    10/11/2009 083
    In merito al programma Domenica 5, andato in onda domenica, e riguardo alle dichiarazioni o per meglio dire accuse ed offese di Daniela Santanchè verso il nostro Profeta, come donne musulmane ci sentiamo ancora una volta particolarmente offese e indignate da tale comportamento. Le accuse fatte domenica al nostro Profeta sono da parte nostra inaccettabili e vergognose a dir poco, mirate per scatenare reazioni e polemiche a catena cercando così di far cadere nella provocazione i credenti di fede islamica, portandoli ad offendere Gesù o Mosè. Forse proprio perché da parte musulmana è stato difeso il crocifisso, personaggi come la Santanchè cercano di creare un ambiente ancora più ostile e difficile per il dialogo tra le religioni, sperando forse con ignoranza che qualcuno cada nella provocazione. Vorrei inoltre ricordare come per noi musulmani invece tutti i profeti e tutti i simboli religiosi vadano rispettati. Sempre di rispetto parlando, inviterei le persone come la Santanchè a non offendere e infangare il nome di una religione, di cui non si è a conoscenza dimostrando cosi al mondo la propria ignoranza storica e religiosa. Invitiamo pertanto qualsiasi altro esponente religioso a dissociarsi immediatamente dalle affermazioni della signora.

    Deborah Callegari Hasanagic Associazione Shahrazad

    L'ignoranza di molti pseudodifensori d'accatto della religione cristiana, che parlano di cose che non sanno e che nemmeno lontanamente capiscono, è confermata dalle uscite della signora Daniela Santanché, sedicente esponente politica, domenica scorsa dagli schermi di Canale 5. Alla ricerca di qualche minuto di celebrità televisiva, come i frequentanti delle trasmissioni della De Filippi che giocano a chi grida di più per farsi notare, la signora si è dilettata a offendere il sentimento religioso di milioni di italiani credenti di fede musulmana, avventurandosi in affermazioni che, fuori dal loro contesto storico, suonano blasfeme.
    Definendo infatti Maometto «poligamo e pedofilo» perché la cultura e i tempi in cui il profeta è vissuto prevedevano in Medio Oriente la poligamia, anche in giovane età, la signora Santanché ha creduto di sfoggiare una presunta superiorità culturale e religiosa. In realtà, per chi non coltiva una fede cristiana posticcia e raffazzonata all'ultima ora, dovrebbe essere ben presente che la fede cristiana si fonda appunto su Cristo, nato da una donna che al momento del parto aveva poco più di 14 anni, come le Sacre Scritture tramandano. Maria, infatti, fu data in sposa a Giuseppe, quando - secondo le usanze ebraiche del tempo - aveva raggiunto la pubertà. Secondo gli schemi della signora Santanché, pertanto, anche Giuseppe, definito dalle Scritture «uomo giusto» e riconosciuto santo dalla Chiesa, avrebbe avuto abitudini pedofile. È evidente la portata blasfema di affermazioni del genere, capaci solo di accendere odi e seminare violenza, scatenando guerre religiose di cui il nostro Paese non ha alcun bisogno.
    Il rispetto dei sentimenti religiosi è strettamente intrecciato alla libertà religiosa, diritto imprescindibile di ogni uomo. Chi lo calpesta non si rende conto che legittima la violazione del proprio sentimento religioso.
    Purtroppo, sparate come quelle della signora Santanché, ingenerano l'idea che gli italiani siano tutti così ignoranti dal punto di vista religioso, da non conoscere nemmeno la propria religione. Nella tradizione giudaico-cristiana, tanto per citare un altro esempio, era abitudine comune dei patriarchi praticare la poligamia (prima della proibizione ad opera del Talmud). Aprir bocca senza collocare gli eventi nel contesto storico, antropologico, demografico e sociale di cui si parla, denota la fragilità culturale in cui si muovono molti dei «coraggiosi» paladini della fede, che riempiono l'Italia di oggi. Il vero atto di coraggio sarebbe quello di chiedere scusa alla Comunità islamica.

    p.giovanetti@ladige.it

  9. #29
    Cancellato
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    L'edonismo e il consumismo sono fenomeni sociali strutturali e dunque declinate dal sistema economico-politico capitalista, l'ateismo no. Quindi non capisco come rientri nel discorso. Eventualmente avrebbe più senso un discorso sul laicismo ideologico.
    Non ho niente contro gli atei,ovviamente non condivido
    la loro scelta.
    Ho solo fatto notare che tra questi difensori della fede
    ci sono appunto degli atei.

  10. #30
    Con la guardia en alto
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    Predefinito Rif: Sul crocifisso in classe...

    da ateo la rimozione dei crocifissi dagli edifici scolastici mi trova d'accordo per il fatto che non ritengo la scuola pubblica un luogo attinente le questioni spirituali. In parole povere ritengo il crocifisso fuori luogo all'interno di una scuola

 

 
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