Dal n° 224 - Settembre-Avanguardia
… ad encefalogramma piatto
«Gli inquisitovi accusano "Avanguardia" di "aver propagato l’idea del boicottaggio economico nei confronti dell'entità sionista denominata Israele”. Ma che vuoi significare? Che dovevamo supportare i crimini commessi da Israele? Oppure invitare al boicottaggio dell'economia [inesistente] palestinese?»
Cosa ne pensereste d'una “stampa” in bianco, senza contenuti, grigia e sbiadita, priva di idee, ad encefalogramma piatto? All'interno del sistema liberaldemocratico, nella repubblica delle banane e delle bandane -appendice dell'oligarchia giudaico-mondialista - ciò potrebbe verificarsi per quanti non sono conformi col pensiero dominante. Tra questi il mensile "Avanguardia". E l'ingiusta condanna ad Alessandro Mereu lo dimostra.
Il dizionario neoliberista che descriveva e agognava un'Italia della ripresa economico-occupazionale, del milione di nuovi posti di lavoro-subito, dello sviluppo delle infrastrutture per i trasporti e del benessere, è miseramente naufragato in un mare di menzogne e false promesse.
È la cruda ed allarmante realtà: Alitalia e Fiat, la rovinosa crisi della Parmalat, non sono altro che la punta d'un iceberg che segnano la miserevole fine dell'economia e del modello di sviluppo capitalistico e non solo quello italiano caratterizzato da una “conduzione familiare” come Agnelli, Tanzi, Benetton, De Benedetti etc. Il sistema capitalistico è in stallo ovunque, nel mondo la produzione ristagna. Secondo i dati della struttura (giudaico)mondialista Lehman Brothers tra la fine del 2004 ed il 2005 la situazione non potrà che peggiorare: l'Europa morderà ancora il freno, mentre nord america e Giappone vedranno decrescere sensibilmente il loro tasso di crescita, seminando cesure nell'occupazione, dismissioni industriali, quindi: nuove frustrazioni popolari.
Ricordiamo ancora i 35 milioni di poveri del nordamerica, quelli che frugano nei cassonetti dell'immondizia alla ricerca di cibo..., la tristissima realtà del sudamerica, vera cavia da laboratorio per le criminali operazioni di speculazione finanziaria che le strutture mondialistiche, Fmi in testa, hanno impiantato negli anni, oppure l'ancor più desolante tristissima condizione delle nazioni dell'est europeo e dell'ex-Urss che, di fronte ad una crescita del potere finanziario e politico-mafioso -non a caso fedele alleato degli USA e di Berlusconi-bandana-man...-, vede le masse popolari ed operaie sfruttate dalla delocalizzazione industriale, con un salario che non riesce neanche a risolvere i problemi della alimentazione quotidiana. Dal 1996 nell'ex-Urss sono stati persi milioni di posti di lavoro nell'agricoltura e nell'industria. L'avanzare della “civiltà capitalistica” nei Paesi dell'ex-Patto di Varsavia ha sviluppato nuove attività quali la vendita degli organi umani, di infanti innocenti, della prostituzione a tutto spiano, d'una immigrazione inumana e d'una serie di attività illegali che hanno marcato maggiormente il persistente degrado dell'occidente europeo. Sappiamo con coscienza che la causa di tutto ciò risiede nelle pianificazioni strutturali delle istituzioni di potere transnazionali e delle strutture mondialistiche, negli interessi dell'esteso e poco conosciuto flusso degli scambi finanziari (e se circolano merci, denari e titoli con compiacenze e senza controlli politico-istituzionali perché non possono circolare liberamente gli esseri umani?), nel profitto senza scrupoli delle multinazionali, da quelle del settore farmaceutico a quello degli armamenti o del petrolio. Tutto questo rappresenta il nemico dei nemici...; ossia: il nemico... non le lacerazioni sociali, gli emarginati ed i reietti originati da questo potere: inteso “imbecillità di destra”?
Anche la ristrutturazione neoliberista del mondo del lavoro fortemente voluta dal centrosinistra prima e dal centrodestra in seguito, avallata dagli ammortizzatori sociali al soldo del Sistema che rispondono al nome di sindacati, articolata dalla riforma Biagi e fondata su precarietà, flessibilità e concertazione, riduzione dei salari, sclerotizzazione occupazionale a beneficio del capitale e della povertà è rovinosamente crollata. Ad affermare la pochezza e la inaffidabilità dei contenuti normativi liberal-riformisti diretti, a giudizio degli esecutivi oligarchici, a risanare il colasso della crisi occupazionale contenuti nel "libro bianco" steso da Marco Biagi -consulente del ministero del Lavoro- è la stessa Anna Maria Artoni, presidente nazionale dei giovani industriali. La povertà investe adesso operai e impiegati: negli ultimi tre anni i redditi netti sono scesi di quasi il 2%. Mentre la spesa annua ha salassato gli italiani: il rincaro dei prezzi al consumo è costato 1.600 euro in più ad ogni famiglia.
L'Alitalia s'appresta a licenziare da 5.000 a 7.000 dipendenti, il sistema li definisce esuberi; la Fiat blocca la produzione di auto per due, tre settimane in tre dei suoi stabilimenti, mettendo in cassa integrazione 6.500 operai. Bisogna non dimenticare gli indotti e le centinaia di aziende che hanno dismesso l'attività.
E la politica, le istituzioni, che fanno, cosa contano? Niente! Sempre appiedati a seguito e agli ordini di banchieri, finanzieri e grande industria.
Naturalmente non si potrà mai dare delle risposte adeguate all'occupazione, alla pace sociale, all'equità dei salari, alla ridistribuzione delle ricchezze fin quanto saranno esaudite esclusivamente le richieste del grande capitale, della grande industria, dei centri delle speculazioni monetarie. Fin quanto governi ed istituzioni saranno i meri esecutori, schiavi ben ingrassati e pasciuti, delle direttive impartite dalle strutture mondialistiche non si potrà mai impiantare un tavolo serio ove discutere sulla crisi del lavoro, dell'occupazione e dell'economia. Solo uno Stato fondato su principii antimercantilistici ed antiusurocratici, che porrà al centro l'Uomo e il Sacro in una armoniosa coabitazione col mondo e l'universo, potrà dare le giuste risposte alle tante crepe, alla innumerevoli discrasie, presenti all'interno della società liberalcapitalistica e delle democrazie parlamentari borghesi.
Ma la colpa di tutto è sempre dei "fascisti"... questi maledetti bastardi...
...però adesso siamo in compagnia, dato che all'ordine dei “cattivi” sono stati sommati dal potere, dei corrotti e degli ipocriti, anche gli islamici.
Non abbiamo mai dato una grande eco su queste pagine, pur avendone il diritto dato che a nostro giudizio è stato leso il diritto alla libertà di pensiero e di espressione politica, alla perquisizione subita lo scorso 31 marzo del 2003: casa, ufficio, autovettura ... -tornavamo da una pacifica manifestazione di piazza tenuta a Civita Castellana e da un incontro-conferenza svolto a Siena, sotto le insegne della Comunità Politica di Avanguardia- ed ai tanti articoli del codice penale (... ne abbiamo contati sette) raccolti in un avviso di garanzia consegnatoci insieme al collaboratore Husseyn Ugo Lazzara dalla Digos di Trapani. A distanza di diciotto mesi il tutto è stato dato in pasto alla stampa locale e/o regionale che, come la manna piovuta dal cielo, ha colto l'occasione per riempire le pagine collassate di notizie in un “fine” estate... una “trovata” eccezionale: i soliti «fascisti violenti che attentano alla democrazia», i «collegamenti [sic!] col nord Italia» (... inizieremo, quindi, anche a “riunirci” nel Meridione, così il fatto non desterà tanto clamore né allarmerà le strutture repressive... o no?), con l'estero (ri-sic!), persino col "Medio Oriente", le «brillanti indagini di polizia», i «convertiti all'Islam» (... ma chi li ha visti?), un nuovo «partito fascista ricostituito»..., l'indignazione (da parte di chi?) per aver invitato al «boicottaggio economico dell'entità sionista», etc. etc. Ci chiediamo: perché adesso tanto frastuono? Per quale motivo?
Vogliono imbavagliarci? Vogliono criminalizzarci? Vogliono infliggerci qualche condanna per placare l'ira satanica dei nostri “veri” accusatori? Non crediamo affatto che tali indagini siano state avanzate solo per dovere, per qualche promozione, per qualche encomio, per la carriera, e via dicendo, di qualche zelante investigatore.
Quanto è stato a noi imputato non sta né in cielo né in terra. Tanto da avere anche la solidarietà del segretario trapanese del partito della rifondazione comunista...
E se si leggono attentamente le pagine della rivista se ne hanno i riscontri, così come afferma un nostro lettore che ci ha espresso solidarietà.
A scanso di equivoci (per noi la politica è un impegno molto serio) ribadiamo che non abbiamo mai voluto, né ci hanno mai interessato, rapporti di qualsiasi tipo con gruppi (ma quali?) dell'estrema destra europea. Ciò anche di riflesso, attraverso la netta cesura tra la Comunità Politica di Avanguardia e gli “altri” avvenuta sin dal 1992 a Pacentro quando denunciando la «imbecillità di destra» incapace di intraprendere un progetto politico autenticamente anti-mondialista, concludemmo che con coloro che sbavavano campagne denigratorie contro immigrati e islam, drogati (… però spacciano droga nelle curve degli stadi, all’ombra degli striscioni con celtiche e caratteri runici) e gentil signore, comunisti e froci, sbandati e diseredati non c’era assolutamente alcun filo conduttore da tenere in vita. Stesso discorso vale in Europa, ove tra la miriade di gruppetti stagnanti nelle estenuazioni “razzistiche” di matrice illuminista, biologica ed anglosassone, persiste solo la cieca cadenza degli slogans anti-immigratori e del "no" al divorzio e all'aborto... avessero abortito semplicemente le loro madri...
I “convertiti”? Anche in tal direzione sono state diffuse accuse e notizie non corrispondenti alla realtà e prive di alcun fondamento. Forse frutto della polvere che risiede nei cassetti e negli scaffali di questure e caserme.
Husseyn Ugo Lazzara s'è convertito nel 1988, attraverso la lettura e l'approfondimento delle opere di Rene Guénon e Julius Evola, la metafisica sciita e l'alchimia e non attraverso la "collaborazione" con il mensile "Avanguardia". Altri quattro tra collaboratori e militanti, caratterialmente ed umanamente incapaci di “fare” sia i neofascisti che i mussulmani, sono andati via da "Avanguardia" tra il 1995 e il 1999, dopo la conversione all'Islàm sciita; anzi: uno di costoro lo abbiamo cacciato via noi.
Che dire ancora? Che qualcuno che ha ricevuto l'avviso di garanzia con la Comunità Politica di Avanguardia non c'entra proprio nulla, essendosene allontanato già nel maggio del 1997? O che qualcuno è stato incriminato per aver scritto quattro articoli in tre anni? Miracoli della democrazia.
Ma che cavolo vorrebbero propagandare i giornali? Rotoli di carta igienica, di carta straccia, incapaci finanche di pubblicare con esattezza una classifica della seconda categoria di calcio o un referto del pronto soccorso. Su un
quotidiano è riportato anche che esisterebbero «canali che portano in medio Oriente». Lì l'unico canale di nostra conoscenza è quello di Suez!
Solidarizzare con la battaglia di autodeterminazione per la libertà, d'un popolo è legittimo e doveroso ed anche se ci fossero dei legami politici, fraterni e di rispetto comune, non riteniamo che possano nuocere ad alcuno. Gli inquisitori accusano "Avanguardia" di «aver propagato l'idea del boicottaggio economico nei confronti dell'entità sionista denominata Israele». Ma che vuoi significare? Che dovevamo supportare i crimini commessi da Israele? Oppure invitare al boicottaggio dell'economia (inesistente) palestinese?
"Avanguardia" a giudizio degli investigatori «esalterebbe la violenza, quale strumento di lotta politica» etc. etc. La miglior risposta la da sicuramente il responsabile dell'ufficio politico della questura di Viterbo, provincia nella quale la Comunità Politica di Avanguardia ha tenuto parecchie attività politico-militanti pubbliche. Non avremmo neanche la necessità di giustificarci, ovunque: da Genova a Siena, da Lucca a Torino, dalle Marche a Livorno, in Sardegna, nelle attività militanti "Avanguardia" ha espresso unicamente compostezza e disciplina.
La violenza ipotizzata dalle strutture repressive della colonia italiota ha l'unico scopo di criminalizzarci, poiché al Sistema da fastidio -oltre ai nostri postulati dottrinari, alla nostra ortodossia- la nostra critica ed opposizione ad Israele, al giudaismo internazionale, alla massoneria ed agli USA. Anche perché, sicuramente, chiediamo, ad anni di distanza, giustizia e verità per tutte le stragi di stato ed i crimini a conduzione statunitense, con l'ammiccamento dei servizi segreti italiani. Non a caso più tutori dello stato democratico sono stati condannati per colpevolezze, depistaggi ed altro accertati dai tribunali.
Comunque, al di là di tutto, ai di là di critici e sodali (anche i giovani palermitani di alleanza nazionale ci hanno espresso la loro solidarietà... ma il loro kapò non s'è messa la kippah sul capo, ripudiando e rinnegando più di Giuda?) il mensile "Avanguardia" ha portato Trapani sulla prima pagina di tanti quotidiani e non è “impresa” da poco, dando anche credibilità e mostrando l'efficienza degli organi di "intelligence"... si dice così? ... dello Stato; titolisti poco affidabili però quelli del "Corriere di Viterbo" che nell'edizione del 29 agosto hanno scritto Trani, anziché Trapani. Ma non finisce qui, forza dell'informazione: leggiamo, in una fotocopia partorita da un manicomio di Modena-city e riportiamo integralmente, che «... -in coincidenza con il procedimento penale avviato dalla procura trapanese- i carabinieri di Popoli sono stati “costretti” al fermo di Maurizio Lattanzio dopo un inseguimento stradale con conseguente ritiro della patente e iniziale sequestro della vettura (...) Comunque Lattanzio, soldato politico nazionalsocialista, ha “risposto” a dovere e (...) ha mandato affanculo l'ebete psichiatra che i “militi” dell'Arma avevano chiamato durante il fermo di 4 ore al fine di ...».
In conclusione, chiediamo: in democrazia su cosa si dovrebbe pensare o scrivere? Di Lorella Cuccarini e Del Piero? Degli scandali del calcio o delle trasmissioni per ebeti irradiate dal tubo catodico al servizio della telecrazia filostatunitense italiota? Se votare, alla “fiera” dell'imbecillità edulcorata per "espressione popolare", per Bertinotti o Casini o se affidare ai sindacati la vertenza contro il padre-padrone che ti impone di lavorare per 12 ore al giorno, senza ferie, straordinari, né tredicesima riconosciuti... come accade a Trapani?
Leonardo Fonte




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