Eurostat boccia Tremonti
rapporto deficit-Pil balza al 2,2%
ROMA - Un no dell'Eurostat alle operazioni di cartolarizzazione mette nei guai i conti pubblici italiani. L'ente statistico europeo ha bocciato le operazioni con le quali il ministro Giulio Tremonti voleva tenere sotto controllo il rapporto fra deficit e Pil che, è improvvisamente passato dall'1,6% certificato dall'Istat (che già lo aveva alzato dall'1,4% previsto a causa dell'andamento dei conti della sanità) a un ancora più preoccupante 2,2 per cento.
L'Eurostat ha detto no sia alla "cartolarizzazione" di Lotto e Superenalotto, operazioni che avevano la finalità di anticipare incassi futuri e per la quale il 'no' di Bruxelles era in parte atteso, sia all'operazione collegata alla vendita degli immobili pubblici, che invece riguarda l'utilizzo di uno strumento finanziario per accelerare dismissioni di cespiti patrimoniali. Il governo ha in programma un'analoga operazione di "securitisation" sugli immobili pubblici anche nel 2002 per la quale conteggiava una correzione dei conti pubblici di quest'anno. Ma l'Eurostat ha deciso che entrambe le operazioni non possono essere conteggiate per la riduzione del deficit dello Stato.
Innanzitutto, perchè la garanzia offerta dal governo alla società veicolo utilizzata per la cartolarizzazione "implica un trasferimento incompleto del rischio e prova che non c'è un effettivo passaggio di proprietà". Così come di indebitamento si deve parlare quando la differenza tra il pagamento iniziale effettuato dalla società veicolo e il valore di mercato del bene ceduto è superiore al 15%. E in ogni caso, avverte Eurostat, a essere contabilizzati devono essere gli introiti effettivamente versati dalla società veicolo, mentre gli eventuali incassi futuri potranno essere contabilizzati solo al momento del loro effettivo versamento.
Con questa decisione il governo si ritrova sulle spalle un impatto sul rapporto deficit-Pil del 2001 di 6 mila 794 milioni di euro (pari allo 0,56% del Pil) e di 5 mila 300 milioni di euro (0,44% del Pil) sul debito pubblico.
(3 luglio 2002)




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