Arriva un portatile con riconoscimento delle impronte incorporato
Basta password, i siti si aprono con un dito
Ibm punta su uno scanner «a sfioramento»: sarà possibile accedere a siti e reti aziendali dimenticandosi le parole chiavi
MILANO - «Inserire username e password»: una richiesta che chiunque navigatore ben conosce, ma che per i nostri nipoti potrebbe sembrare legata a un'epoca tecnologica tramontata. Il futuro è nella biometria: l'utilizzo di tratti distintivi del corpo umano (voce, retina, impronte digitali, etc) utilizzato come «chiave» di accesso. Le tecnologie non sono certo una novità, ma gli «scanner» si vanno man mano facendo meno ingombranti e i software diventano più precisi e sicuri. Tanto da sbarcare in forze anche sul mercato dei consumatori. Se negli aeroporti, per motivi di sicurezza, sono già in funzione «occhi» elettronici che memorizzano l'immagine della nostra retina, anche in casa e al lavoro potremmo presto avere a che fare presto con tecnologie simili. Ibm ha infatti messo in commercio un pc portatile che ha integrato uno scanner di impronte.
Un'immagine dell'Ibm T42 che integra lo scanner biometrico accanto alla tastiera
COME FUNZIONA - Si tratta di un piccolo sensore collocato vicino alla tastiera: passando la punta del dito davanti allo scanner, entra in azione un software che verifica l'impronta digitale e permette l'autenticazione dell'utente. Una tecnica che secondo Ibm è più sicura di quella dei tradizionali lettori a pressione, in cui bisogna appoggiare il dito sullo scanner per qualche istante. Quel che conta, però, sono gli scenari aperti dal sistema: se il notebook dovesse avere successo, questo tipo di lettore promette di portare nelle applicazioni di tutti i giorni il riconoscimento in punta di dito. Ad affiancare il sensore, infatti, c'è un programma (il Client Security Software) che l'utente può usare per gestire le proprie password e le proprie immagini biometriche. Sarà insomma possibile, se arriveranno gli opportuni accordi commerciali, accedere a siti che necessitano registrazione (come quelli di molti giornali americani) con l'impronta digitale. Oppure entrare in reti aziendali o servizi online come la posta elettronica.
DUBBI - La rapidità e la facilità del sistema, confrontata con quelle dell'accopiata classica username-password, potrebbero convicere tutti. Resta il problema sicurezza, tant'è che per ora non si parla di utilizzare questo tipo di lettori per operazioni più delicate quali Home Banking, pagamenti o transazioni finanziarie. E anche sul fronte della privacy, la questione è spinosa. Non è del tutto fantascientifica l'ipotesi di furti di impronte digitali con conseguenti chirurgie plastiche per avere dita «magiche» che permettano di simulare identità altrui. Ibm però potrebbe aver aperto una strada, finora battuta senza troppo successo commerciale da produttori di scanner esterni, da collegare al pc attraverso la porta Usb.
p. ott.
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