Risultati da 1 a 7 di 7

Discussione: Pietà l'è morta

  1. #1
    Superpol
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    Predefinito Pietà l'è morta

    Milano, 101
    Cadavere sul ciglio della strada, forse investito da pirata


    Il cadavere di un uomo di 58 anni, italiano, è stato trovato questa mattina dopo le 5 sulla strada provinciale che da Monza porta verso Brugherio, in provincia di Milano. Il corpo si trovava sul ciglio della strada e aveva evidenti ferite. E' stato il personale del 118 ad arrivare per primo sul luogo dell'incidente, ma per il 58enne non c'era piu' nulla di fare. Sul caso indagano i carabinieri del nucleo operativo di Monza. (A)

    La strage del lavoro nero: un altro morto abbandonato
    di Anna Tarquini


    Ancora un operaio morto e altri tre feriti gravi, la strage bianca non si ferma. L’ultima tragedia arriva a poco più di 48 ore dalla scomparsa di Francesco Iacomino, l’operaio abbandonato come un rifiuto in mezzo a una strada di Ercolano dopo la caduta da un’impalcatura, con le caviglie fratturate e l’impossibilità di muoversi e chiedere aiuto.

    Il nuovo incidente è avvenuto in un cantiere napoletano, in pieno centro della città. Anche questa volta non è stato possibile rintracciare i colleghi e il capocantiere che sono fuggiti via facendo perdere le proprie tracce; anche questa volta la vittima, Nicola Tricarico appena 26 anni, era un lavoratore in nero. Nicola è stato abbandonato da solo, come Francesco, quasi l’omissione di soccorso fosse diventata una consuetudine tra le imprese che sfruttano i lavoratori in nero.

    Era successo anche mesi fa per un lavoratore straniero lasciato in mezzo a un campo, nel casertano. Chi gli aveva procacciato quel posto sottopagato e in nero se ne era sbarazzato credendolo morto. Per il capoluogo partenopeo dove il fenomeno del lavoro nero è fuori controllo (la Campania è al primo posto nella statistica Istat), quello di ieri è il nono infortunio mortale dall’inizio dell’anno.

    C’è grande rabbia tra gli operai costretti a lavorare senza le minime condizioni di sicurezza: oggi i cantieri della provincia rimarranno chiusi. Lo sciopero è stato indetto dai sindacati edili di Cgil, Cisl e Uil che hanno organizzato anche un presidio davanti alla prefettura. Duro il leader della Cgil Epifani: «Ancora una volta un lavoratore viene trattato peggio di un animale - ha denunciato - . Nell’ultimo periodo sono stati cinque i casi di lavoratori edili caduti da una impalcatura che sono stati abbandonati vicino ad un cassonetto o sul ciglio di una strada».

    Nella fossa. Come nel caso di Francesco Iacomino, anche per l’operaio di trent’anni morto ieri mattina la polizia lavora al buio. Pochi i particolari. Si sa che il ragazzo viveva nel quartiere di Piscinola a Napoli lavorava alla ristrutturazione di un negozio in via Brindisi, vicino alla stazione centrale. Sarebbe stato colpito da una fortissima scarica elettrica ed è stato trovato dalla polizia in una fossa di circa tre metri: non si sa se vi stesse lavorando o se è precipitato. Gli agenti hanno rintracciato il titolare del negozio e sperano cosi di risalire all’impresa edile impegnata nel cantiere. Sembra che i locali fossero stati dati in appalto a una ditta che aveva poi ceduto i lavori, ma anche il geometra che aveva la responsabilità del cantiere, prospiciente alla strada, all' interno di un palazzo, si è reso irreperibile.

    Gravissimo, ricoverato in rianimazione con un trauma cerebrale, è invece un operaio di 46 anni, P.T., caduto da una scala a pioli mentre stava lavorando alla costruzione della terza corsia del Raccordo Anulare a Roma. L’incidente è avvenuto nel tratto tra via Selva Candida e via Casorezzo. L'uomo lavorava per una ditta che aveva subappaltato i lavori dall’azienda che aveva vinto l’appalto. Meno gravi, ma sempre serie sono le condizioni sono Dante Malatesta, un operaio di 49 anni scivolato nella tromba delle scale a Martinsicuro in provincia di Teramo; così il carpentiere Josef Folie caduto da un ponteggio a Malles Venosta (Bolzano) che ha l’addome perforato.

    Ieri la squadra mobile di Napoli ha finalmente individuato l’impresa edile che stava eseguendo i lavori nel cantiere di Ercolano posto sotto sequestro dove si presume lavorasse Francesco Iacomino e dove sarebbe avvenuto l’incidente. I titolari sono stati interrogati, insieme ai compagni di lavoro, ma nulla ancora si è potuto chiarire. Su tutta la vicenda resta ancora un alone di mistero: l’impresa ha infatti negato che Iacomino fosse un suo dipendente. Non solo, hanno anche sostenuto di non conoscerlo affatto e che i lavori in quel cantiere erano già terminati una settimana prima che si verificasse l’incidente.

    Tutte le dichiarazioni sono ovviamente al vaglio degli inquirenti i quali però continuano a denunciare il clima di assoluta omertà nel quale sono costretti a lavorare. Finora non sono spuntati testimoni, né compagni di lavoro del giovane operaio. Ieri il presidente della Regione Bassolino è andato dalla famiglia Iacomino. «Ogni morte sul lavoro - ha commentato il governatore - è terribile, ma questa suscita particolare tristezza e sdegno per il fatto che Francesco non si stato subito soccorso sul posto di lavoro e che, anzi, sia stato abbandonato lontano da dove è successo l'incidente. È come se le concrete condizioni di lavoro di tanti lavoratori e di tanti immigrati fossero ormai all'ultimo posto delle gerarchie sociali». «Penso che abbiamo il dovere di seguire il piccolo Nicola - ha poi aggiunto riferendosi al figlio di Francesco rimasto orfano - accompagnandolo e sostenendolo nel suo percorso scolastico e formativo. Può farlo la Confindustria di Montezemolo, possiamo farlo noi come Regione, possiamo farlo assieme. Dobbiamo anche fare ogni sforzo perché riapra l'officina di papà Nicola Iacomino perché lì possano lavorare il fratello di Francesco e altri giovani di Ercolano.

    Sono anche i segnali concreti che rendono più forte una battaglia generale sulla dignità del lavoro». Per Francesco Iacomino non è stata ancora fissata la data dei funerali.

  2. #2
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    E' la logica di mercato che riduce l'uomo a merce ..finche' lavora e fa guadagnare va bene... poi come i limoni spremuti si buttano via..Ma qui si chiama "civilta'" e qui sta tutta l'ipocrisia occidentale nel qualificare come "civilta'" il piu' grosso cumulo di monnezza mai concepito dall'uomo.E anche su questo gli Usa sono stati presi ad esempio per andare sempre piu' giu' nella china della barbarie capitalista.

  3. #3
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    INFORTUNI SUL LAVORO: 1.394 CASI MORTALI NEL 2003

    Roma - In Italia, ogni giorno, muoiono quasi quattro persone sul lavoro. Sono 1.394, infatti, i casi mortali registrati nel 2003. Nello stesso anno, sono invece oltre 977 mila gli infortuni sul lavoro. Rimane alto, quindi, il numero delle vittime, nonostante si sia verificata una contrazione rispetto all'anno precedente. Nel 2002, infatti, i morti sul lavoro erano 1.481 (il 5,8% in più rispetto all'anno scorso), su un totale di 992.840 infortuni (1,5% in piu'). In particolare, nel 2003, nel settore industria e servizi si registrano 954 morti (erano 927 nel 2002), nell'agricoltura 107 (148 nel 2002) e tra i dipendenti pubblici 5 (16 nel 2002). Sempre nel corso dell'ultimo anno, sugli oltre 977 mila infortuni sul lavoro, più di 881 mila si verificano nell'industria e nei servizi (erano 894.667 nel 2002), 71 mila in agricoltura (71.098 nel 2002) e 25 mila tra i dipendenti dello Stato (24.503 nel 2002). E' quanto emerge dal Rapporto annuale dell'Inail sugli infortuni sul lavoro.
    Per industria e servizi, il calo del numero degli infortuni è stato abbastanza omogeneo anche per quanto riguarda la distribuzione geografica. Le flessioni più significative si registrano in Puglia (-8,2%), Basilicata (-7,2%), Calabria (-3,6%) e Piemonte (-3,6%). Record negativo, invece, per il Trentino Alto Adige dove gli infortuni sul lavoro nell'industria e servizi aumentano di quasi il 6%. In agricoltura, la diminuzione interessa tutto il Paese, ad eccezione delle isole dove si registrano modesti incrementi. Tra i dipendenti dello Stato, in controtendenza, nel 2003 gli infortuni aumentano. La regione più colpita è stata la Valle d'Aosta (+30,8%) seguita dall'Abruzzo (+19,4%).

    Per quanto riguarda i diversi settori economici, il calo generale degli infortuni interessa in misura più consistente agricoltura e industria rispetto ai servizi. In particolare, il settore manifatturiero registra una flessione dell'8,7%, passando dai 251.561 infortuni del 2002 ai 229.747 dell'anno scorso. In questo settore, nel comparto tessile e abbigliamento si verifica la migliore performance, con un calo degli infortuni addirittura del 14,2%, seguito dall'industria conciaria (-14,1%). Significativa anche la riduzione nell'industria metalmeccanica, che oscilla dal -11,3% dell'industria meccanica in senso stretto al -6,8% di quella dei metalli. Sostanzialmente stabile il settore delle costruzioni, che passa dai 105.748 incidenti del 2002 ai 103.237 infortuni del 2003 (-2,4%).
    Agi (giovedì 7 ottobre)

    Copiato e incollato qesti dati, cosa dire? Sembra l'Italia degli anni '60 quando per non bloccare i cantieri, portavano il cadavere del caduto dall' impalcatura( quasi sempre meridionale)fuori dal cantiere...

  4. #4
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    Predefinito Così fan tutti

    Lo sfruttamento cronico conviene a tutti: i governi di sinistra nel loro settennato non hanno fatto un fico secco in merito alle morti bianche ed al lavoro nero.

    Come anche questo del Berluska mi sembra che non abbia fatto nulla per arginare gli infortuni sul lavoro.


  5. #5
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    Predefinito Re: Così fan tutti

    In Origine Postato da Blue Jay
    Lo sfruttamento cronico conviene a tutti: i governi di sinistra nel loro settennato non hanno fatto un fico secco in merito alle morti bianche ed al lavoro nero.

    Come anche questo del Berluska mi sembra che non abbia fatto nulla per arginare gli infortuni sul lavoro.

    In compenso ci ha portati tutti sul lastrico.

    Ma è la globalizzazione che a te piace tanto.

    Agli gnomi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  6. #6
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    Predefinito

    In Origine Postato da pietro
    E' la logica di mercato che riduce l'uomo a merce ..finche' lavora e fa guadagnare va bene... poi come i limoni spremuti si buttano via..Ma qui si chiama "civilta'" e qui sta tutta l'ipocrisia occidentale nel qualificare come "civilta'" il piu' grosso cumulo di monnezza mai concepito dall'uomo.
    Concordo , ma aggiungo che la stessa mentalità utilitaristica ed economicistica ha ormai attecchito anche fra i non-occidentali , come i cinesi , i trafficanti nord-africani di uomini , per citare solo 2 esempi.

    E anche su questo gli Usa sono stati presi ad esempio per andare sempre piu' giu' nella china della barbarie capitalista.
    Anche l'URSS però trattava gli esseri umani come numeri , come cose , la differenza è che c'era un solo padrone-sfruttatore , lo Stato (e di grado in grado i burocrati del regime).

  7. #7
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    Predefinito Re: Così fan tutti

    In Origine Postato da Blue Jay
    Lo sfruttamento cronico conviene a tutti: i governi di sinistra nel loro settennato non hanno fatto un fico secco in merito alle morti bianche ed al lavoro nero.

    Come anche questo del Berluska mi sembra che non abbia fatto nulla per arginare gli infortuni sul lavoro.

    È proprio questo il problema. Stiamo andando, come società, verso una mentalità pericolosissima e su molti di questi aspetti ci vorrebbe una vera e propria azione politica (cittadina, sociale).
    Non illudiamoci che la politica sia "tifare per i partiti".

 

 

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