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Prima di tutto bisognerebbe definire cosa s'intende per autogestione e socializzazione.
Io penso che la "Socializzazione dei mezzi di produzione" non corrisponda necessariamente all'autogestione, ma che queste siano legate [quandi rappresentino "fasi" precise] nel processo di emancipazione economica delle classi subalterne.
1. La socializzazione è quell'insieme di atti che trasferiscono la proprietà dei mezzi di produzione e distrubuzione, nonchè dei servizi, allo Stato e la loro gestione a organismi democratici in cui siano rappresentati i lavoratori delle imprese stesse, i consumatori e lo Stato.
2. Nella Gestione dei mezzi di produzione, si realizza la cosiddetta autogestione, processo mediante il quale il lavoratore diventa a tutti gli effetti proprietario [ovviamente il tutto si traduce nella democratizzazione dei processi decisionali interni alle singole "unità produttive" (a).
(a) Per unità produttive intendo ogni luogo di lavoro, in cui è si è compiuto - per intero - il processo di liberazione del lavoratore dalla schiavitù del salario.
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[...] Certamente la socializzazione, se attuata (e nella RSI a parte qualche patetico tentativo non fu attuata), è meglio del capitalismo puro e semplice. Ma deve comunque venire attuata attraverso un processo democratico dal basso, di ampio coinvolgimento delle masse popolari [...]
La socializzazione è certamente meglio del capitalismo [di qualsiasi tipo, dal monopolistico al neo-liberismo]. Se nella R.S.I. non venne attuata, fu per diversi fattori. In primis "Il boicottaggio dei Partiti di estrema Sinistra" [P.C.I. e P.S.I.U.P], i quali utilizzavano gli stessi sindacati fascisti per sabotare la socializzazione [L'ennesimo favore agli americani e alla gran Capitale]; Al veto della Destra Fascista [ancora influente] e infine all'occupante Nazista [che ovviamente non vedeva di buon occhio, una Repubblica Socialisteggiante].
Saluti
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Bombacci era colpevole di non aver accolto a braccia aperte gli Alleati. Non come hanno fatto molti individui riciclati con la D.C. e il nuovo Stato Repubblicano. Mentre il Nicolino è morto gridando "Viva il Socialismo! Viva Mussolini!", gente come Borghese [potrei citare tantissime persone] sono diventati servi fedeli di Yankee-Sionisti, in virtù del proprio anti-comunismo.
Logicamente, i comunisti sorvolano, accantonano Bombacci, perchè scomodo, perchè diverso, forse per un pò di timore - perchè verrebbero meno tutti gli schemi precostituiti e inculcati dai "maestri del proletariato internazionale", mi riferisco - nello specifico - alla definizione generica di Fascismo = Strumento del capitale.
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"Voltagabbana" è colui che passa da una sponda all'altra - accantonando volontariamente idee/ologie e subordinandole al trasformismo politico. Bombacci, diversamente da chi - mi riferisco alla realtà modenese - ha comprato la tessera del CLN a "mercato nero", ha seguito un suo percorso politico-ideologico fortemente eterodosso e singolare, ma non privo di logica e motivazioni valide.
Invito tutti a leggere "Il comunista in camicia nera" per farsi un'idea su Bombacci.
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Citazione:
In origine postato da Rebel
Prima di tutto bisognerebbe definire cosa s'intende per autogestione e socializzazione.
Io penso che la "Socializzazione dei mezzi di produzione" non corrisponda necessariamente all'autogestione, ma che queste siano legate [quandi rappresentino "fasi" precise] nel processo di emancipazione economica delle classi subalterne.
1. La socializzazione è quell'insieme di atti che trasferiscono la proprietà dei mezzi di produzione e distrubuzione, nonchè dei servizi, allo Stato e la loro gestione a organismi democratici in cui siano rappresentati i lavoratori delle imprese stesse, i consumatori e lo Stato.
2. Nella Gestione dei mezzi di produzione, si realizza la cosiddetta autogestione, processo mediante il quale il lavoratore diventa a tutti gli effetti proprietario [ovviamente il tutto si traduce nella democratizzazione dei processi decisionali interni alle singole "unità produttive" (a).
(a) Per unità produttive intendo ogni luogo di lavoro, in cui è si è compiuto - per intero - il processo di liberazione del lavoratore dalla schiavitù del salario.
La "socializzazione" cui mi pare si riferisse l'utente "Tagliamento" non è quella da te descritta, bensì quella propagandata(e mai attuata) dal fantoccio governo "collabos" di Salò.
Cioè la partecipazione dei dipendenti di un'impresa(comunque privata) alla ripartizione degli utili e alla definizione dell'indirizzo produttivo dell'impresa stessa.
Una socializzazione, intesa come co-gestione di un'azienda pubblica(dello stato), avrebbe ben altro valore.
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Ringrazio l'amico REBEL (fiamma rossa) per le risposte efficaci e
imparziali su BOMBACCI e la SOCIALIZZAZIONE.
In un quadro molto realista ,non di parte,è stata tracciata la figura
di un "nazional-comunista",che nel bene e nel male si distinse
nella sua epoca,lasciandoci una storica memoria ed eredità.
Era proprio cos,"IL COMUNISTA IN CAMICIA NERA".
Grazie e saluti!
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Citazione:
In origine postato da Rebel
Bombacci era colpevole di non aver accolto a braccia aperte gli Alleati. Non come hanno fatto molti individui riciclati con la D.C. e il nuovo Stato Repubblicano. Mentre il Nicolino è morto gridando "Viva il Socialismo! Viva Mussolini!", gente come Borghese [potrei citare tantissime persone] sono diventati servi fedeli di Yankee-Sionisti, in virtù del proprio anti-comunismo.
Logicamente, i comunisti sorvolano, accantonano Bombacci, perchè scomodo, perchè diverso, forse per un pò di timore - perchè verrebbero meno tutti gli schemi precostituiti e inculcati dai "maestri del proletariato internazionale", mi riferisco - nello specifico - alla definizione generica di Fascismo = Strumento del capitale.
Non credo che la "Brigata Garibaldi" fremesse di amore verso gli "alleati"; come non credo i partigiani comunisti abbiano lottato e siano morti per consegnare l'italia agli yankees...
Bombacci ebbe una grande colpa: non era un ragazzo di 19 anni convinto di difendere quegli ideali nel culto dei quali lo avevano allevato.
Era uno dei co-fondatori del P.C.d'I., possessore di tutti gli strumenti culturali e ideologici che gli avrebbero potuto e dovuto consentire ben altra scelta, nonchè conoscente di Lenin.
Nessuno schema pre-costituito.
Solo le leggi della guerra.
E il fascismo fù uno strumento del capitale; se vuoi, al massimo, rientra in una fase dell'economia moderna denominabile come "dittatura dello sviluppo"; ma comunque al servizio del capitale; anzi della "reazione"(perchè nessuno usa più questa parola?). E nei modi che conosciamo....
con rispetto
nemo
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Citazione:
In origine postato da Rebel
[...] Certamente la socializzazione, se attuata (e nella RSI a parte qualche patetico tentativo non fu attuata), è meglio del capitalismo puro e semplice. Ma deve comunque venire attuata attraverso un processo democratico dal basso, di ampio coinvolgimento delle masse popolari [...]
La socializzazione è certamente meglio del capitalismo [di qualsiasi tipo, dal monopolistico al neo-liberismo]. Se nella R.S.I. non venne attuata, fu per diversi fattori. In primis "Il boicottaggio dei Partiti di estrema Sinistra" [P.C.I. e P.S.I.U.P], i quali utilizzavano gli stessi sindacati fascisti per sabotare la socializzazione [L'ennesimo favore agli americani e alla gran Capitale]; Al veto della Destra Fascista [ancora influente] e infine all'occupante Nazista [che ovviamente non vedeva di buon occhio, una Repubblica Socialisteggiante].
Saluti
Se nella R.S.I. non venne attuata fù perchè nacque, in puro stile fascistico-mussoliniano, come un bluff atto a placare le masse operaie del nord-est.
Un bluff che si avvalse , indubbiamente, del contributo di giuristi e politici che nella "socializzazione"(più che altro co-partecipazione)credevano: ma al di là degli intenti dei teorici non vi fù mai la volontà di metterla in atto.
E come potevano?
La RSI era un criminoso guazzabuglio gattopardesco di doppio-giochismi: i fascisti alleati dei tedeschi in chiave anti-partigiana; i fascisti segretamente in contatto con gli inglesi, per conto dei quali assicuravano di sgominare i partigiani(gli inglesi non volevano assolutamente che l'italia potese vantare una qualche forma di co-belligeranza in periodo post-bellico);
I militari di Salò(Graziani su tutti) in contatto con il Regno del Sud in chiave antitedesca, ma più ancora anti-partigiana e anti-titina;
I militari di Salò come Borghese, passati sotto il diretto controllo dell'O.S.S.(la CIA ante litteram) già dal 1944...in chiave anti-partigiana, anticomunista e anti-titina...
E così via, in un'osceno teatro dell'orrore, il cui protagonista, un Mussolini ormai esanime, si barcamenava tra "gattopardismi"(provò anche a "passare i poteri" della RSI ai socialisti) e giravolte di ogni sorta, pur di "salvare la pellaccia": il carteggio "Churchill-Mussolini" sparì molto probabilmente proprio perchè conteneva le prove del supporto inglese all'azione anti-partigiana della RSI(e altre cosette di similar tenore).
Poteva un simile contesto vedere maturare seriamente una proposta di "socializzazione delle imprese"?
Non le voleva nessuno: non le volevano i grandi padroni, non le volevano i tedeschi: cioè non le volevano i gestori della Repubblca di Salò.
Il doppio-giochismo della RSI, il suo vile "gattopardismo" costituisce l'humus ove si svilupperà il neofascismo post-bellico: perennemente segnato infatti dalla più totale dipendenza dai servizi militari delle potenze anglo-americane.
"Lasciate che i morti seppelliscano i morti"
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Citazione:
In origine postato da Capitano Nemo
Non credo che la "Brigata Garibaldi" fremesse di amore verso gli "alleati"; come non credo i partigiani comunisti abbiano lottato e siano morti per consegnare l'italia agli yankees...
Immagino però che tu creda a Babbo Natale :rolleyes: :rolleyes:
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...in un certo senso....
Citazione:
In origine postato da Gianmario
Immagino però che tu creda a Babbo Natale :rolleyes: :rolleyes:
http://digilander.libero.it/zardo.org/Images/Marx2.jpg
Oh! Oh! Oh! Buon Nataleeee!