Risultati da 1 a 3 di 3
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito E perchè sì al Presidente?

    di A. Tornielli

    «Seguendo questa logica pericolosa e settaria, dovendo rispettare anche i sentimenti politici oltre che quelli religiosi, perché non chiedere che dagli uffici pubblici sia tolta l’effigie del presidente Napolitano?».
    Vittorio Messori è in Spagna, per l’uscita del suo ultimo libro, ma non rinuncia a ragionare anche provocatoriamente sul tema del giorno.

    Come reagisce alla sentenza di Strasburgo?
    «Sono rattristato, amareggiato ma non scandalizzato. L’amarezza nasce da questa considerazione: da molto tempo ormai il crocifisso non è più soltanto un segno religioso, ma è diventato un simbolo umano per eccellenza, il simbolo dell’ingiustizia e della resistenza al male».

    Volerlo cancellare è un’offesa alla religione cristiana?
    «No, è un’offesa, anzi un peccato contro la storia.
    Il cristianesimo, la croce, ha a che fare con le origini della civiltà europea e dunque questa sentenza non va contro la religione, ma va contro la nostra storia e il senso della realtà».

    Perché è importante il riferimento alle radici cristiane dell’Europa?
    «Senza il cristianesimo il nostro continente non esisterebbe o nel caso esistesse, sarebbe assolutamente diverso.
    Nel V-VI secolo l’Europa non esisteva più, invasa da popoli nuovi provenienti dal Nord.
    L’amalgama tra la romanità e i barbari fu soltanto la Chiesa cattolica. Furono quelle ventimila abbazie che costellarono il continente, dalla Scozia a Pantelleria, da Lisbona fino a Kiev.
    I monaci hanno dato un contributo essenziale alla formazione della nostra civiltà».

    Perché ha detto che non si scandalizza per la sentenza?
    «Perché Gesù Cristo e la sua croce sono più grandi dei burocrati europei. Credo dovremmo smetterla con la pretesa di vivere in un’epoca di cristianità e renderci conto che siamo diventati un piccolo gregge, dunque non mi scandalizzerei a dover esporre la croce solo nei luoghi dove la religione cristiana è praticata. Per i cristiani la croce è ben di più di un simbolo culturale o di un riferimento storico».

    Dunque lei toglierebbe i crocifissi?
    «Non ho detto questo. L’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche, se non vado errato, venne disposta dalla legge Lanza nel 1857, mentre per gli uffici pubblici la disposizione risale al 1923, dopo i Patti Lateranensi. Nel 1988 il Consiglio di Stato ha definito la croce “simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente dalla specifica confessione religiosa”.
    Vorrei ricordare che anche Palmiro Togliatti decise di far confluire nella Costituzione tutti i Patti Lateranensi e che non si oppose mai all’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici».

    Ora però l’Europa sentenzia e legifera...
    «Ma allora, scusatemi, potrei chiedere anche di togliere la fotografia del capo dello Stato».

    Che cosa fa, provoca? Non è la stessa cosa...
    «Non esiste mica solo il sentimento religioso.
    Esiste anche il sentimento politico, e anche questo può essere offeso, non crede?
    Il presidente della Repubblica non è un alieno, giunto da Marte il giorno della sua designazione al Colle.
    Ammettiamo che io mi riconosca in una delle forze politiche che non hanno votato per lui fino all’ultimo.
    Sulla base del mio sentimento, potrei sentirmi offeso nel vedere la sua fotografia negli uffici pubblici. E chiedere di toglierla».

    Il presidente rappresenta la nazione, rappresenta tutti, ed è un’istituzione laica.
    «Certo, ma se offende il mio sentimento politico, non ho forse diritto di chiedere la rimozione della sua effigie dal municipio o dalla prefettura?
    La mia, ovviamente, è una boutade, e non mi sognerei mai di fare una richiesta del genere.
    Non ho nulla contro il presidente.
    L’ho detto soltanto per far comprendere che se cominciamo con questa logica, non ci fermiamo più.
    Abbiamo parlato di sentimento religioso e di sentimento politico.
    E quello sportivo dove lo mettiamo?».

    Chi vuole togliere la croce dalle aule e dagli uffici si appella alla laicità dello Stato e al pluralismo religioso.
    «Ribadisco: si tratta di una logica che personalmente trovo aberrante.
    Il crocifisso è da secoli simbolo di umanità e al contempo di speranza di resurrezione.
    Oltretutto, dà noia soltanto a qualche laicista nostrano, ma non, ad esempio, ai musulmani, che non mi risulta si siano lamentati».

    Come, non ricorda il caso clamoroso di Adel Smith?
    «Un caso isolato. Smith non rappresenta alcuna comunità islamica».

    sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 04 11 09

    saluti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: E perchè sì al Presidente?

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    di A. Tornielli

    «Seguendo questa logica pericolosa e settaria, dovendo rispettare anche i sentimenti politici oltre che quelli religiosi, perché non chiedere che dagli uffici pubblici sia tolta l’effigie del presidente Napolitano?».
    Vittorio Messori è in Spagna, per l’uscita del suo ultimo libro, ma non rinuncia a ragionare anche provocatoriamente sul tema del giorno.

    Come reagisce alla sentenza di Strasburgo?
    «Sono rattristato, amareggiato ma non scandalizzato. L’amarezza nasce da questa considerazione: da molto tempo ormai il crocifisso non è più soltanto un segno religioso, ma è diventato un simbolo umano per eccellenza, il simbolo dell’ingiustizia e della resistenza al male».

    Volerlo cancellare è un’offesa alla religione cristiana?
    «No, è un’offesa, anzi un peccato contro la storia.
    Il cristianesimo, la croce, ha a che fare con le origini della civiltà europea e dunque questa sentenza non va contro la religione, ma va contro la nostra storia e il senso della realtà».

    Perché è importante il riferimento alle radici cristiane dell’Europa?
    «Senza il cristianesimo il nostro continente non esisterebbe o nel caso esistesse, sarebbe assolutamente diverso.
    Nel V-VI secolo l’Europa non esisteva più, invasa da popoli nuovi provenienti dal Nord.
    L’amalgama tra la romanità e i barbari fu soltanto la Chiesa cattolica. Furono quelle ventimila abbazie che costellarono il continente, dalla Scozia a Pantelleria, da Lisbona fino a Kiev.
    I monaci hanno dato un contributo essenziale alla formazione della nostra civiltà».

    Perché ha detto che non si scandalizza per la sentenza?
    «Perché Gesù Cristo e la sua croce sono più grandi dei burocrati europei. Credo dovremmo smetterla con la pretesa di vivere in un’epoca di cristianità e renderci conto che siamo diventati un piccolo gregge, dunque non mi scandalizzerei a dover esporre la croce solo nei luoghi dove la religione cristiana è praticata. Per i cristiani la croce è ben di più di un simbolo culturale o di un riferimento storico».

    Dunque lei toglierebbe i crocifissi?
    «Non ho detto questo. L’esposizione dei crocifissi nelle scuole pubbliche, se non vado errato, venne disposta dalla legge Lanza nel 1857, mentre per gli uffici pubblici la disposizione risale al 1923, dopo i Patti Lateranensi. Nel 1988 il Consiglio di Stato ha definito la croce “simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendentemente dalla specifica confessione religiosa”.
    Vorrei ricordare che anche Palmiro Togliatti decise di far confluire nella Costituzione tutti i Patti Lateranensi e che non si oppose mai all’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici».

    Ora però l’Europa sentenzia e legifera...
    «Ma allora, scusatemi, potrei chiedere anche di togliere la fotografia del capo dello Stato».

    Che cosa fa, provoca? Non è la stessa cosa...
    «Non esiste mica solo il sentimento religioso.
    Esiste anche il sentimento politico, e anche questo può essere offeso, non crede?
    Il presidente della Repubblica non è un alieno, giunto da Marte il giorno della sua designazione al Colle.
    Ammettiamo che io mi riconosca in una delle forze politiche che non hanno votato per lui fino all’ultimo.
    Sulla base del mio sentimento, potrei sentirmi offeso nel vedere la sua fotografia negli uffici pubblici. E chiedere di toglierla».

    Il presidente rappresenta la nazione, rappresenta tutti, ed è un’istituzione laica.
    «Certo, ma se offende il mio sentimento politico, non ho forse diritto di chiedere la rimozione della sua effigie dal municipio o dalla prefettura?
    La mia, ovviamente, è una boutade, e non mi sognerei mai di fare una richiesta del genere.
    Non ho nulla contro il presidente.
    L’ho detto soltanto per far comprendere che se cominciamo con questa logica, non ci fermiamo più.
    Abbiamo parlato di sentimento religioso e di sentimento politico.
    E quello sportivo dove lo mettiamo?».

    Chi vuole togliere la croce dalle aule e dagli uffici si appella alla laicità dello Stato e al pluralismo religioso.
    «Ribadisco: si tratta di una logica che personalmente trovo aberrante.
    Il crocifisso è da secoli simbolo di umanità e al contempo di speranza di resurrezione.
    Oltretutto, dà noia soltanto a qualche laicista nostrano, ma non, ad esempio, ai musulmani, che non mi risulta si siano lamentati».

    Come, non ricorda il caso clamoroso di Adel Smith?
    «Un caso isolato. Smith non rappresenta alcuna comunità islamica».

    sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 04 11 09

    saluti
    ------------------------------------------------

    L'Europa e il crocefisso negato

    Altro che richiamo alle radici cristiane dell’Europa, prima di tutto bisogna togliere, cancellare, il crocifisso dalle classi.
    E’ la Corte europea dei diritti dell’uomo a stabilirlo.
    Per sentenza.

    Sembra di ricordare quel “volete Gesù o Barabba?”…

    “Laicamente” la Corte ha deciso che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche è “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” ed è anche una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.
    Il caso è stato portato davanti alla Corte di Strasburgo da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.
    A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.

    Cito papa Giovanni Paolo II: “Chiesa ed Europa sono due realtà intimamente correlate nella loro essenza e nel loro destino… Dobbiamo riaffermare che il Vangelo è ancora un riferimento fondamentale per l’intero Continente”.
    E ancora: “L’unità dei popoli europei, se vuol essere duratura, non può però essere solo economica e politica. Come ebbi a ricordare nel mio pellegrinaggio a Campostella, nel novembre del 1982, l’anima dell’Europa resta anche oggi unita, perché fa riferimento a comuni valori umani e cristiani. La storia della formazione delle Nazioni europee cammina di pari passo con l’evangelizzazione. Pertanto, nonostante le crisi spirituali che hanno segnato la vita del Continente sino ai nostri giorni, la sua identità sarebbe incomprensibile senza il Cristianesimo”.

    Cito papa Benedetto XVI: “‘L’Europa sarà realmente sé stessa solo sapendo conservare l’originalità che ha costruito la sua grandezza e che è in grado di fare di essa, domani, uno degli attori maggiori nella promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa cattolica considera come l’unica via capace di rimediare agli squilibri presenti nel mondo”.
    Se viene meno il riferimento all’eredità cristiana europea, c’è il rischio che i valori fondanti della tradizione europea possano essere strumentalizzati da individui o gruppi di pressione desiderosi di far valere degli interessi particolari a svantaggio di un progetto collettivo” che ha come obiettivo principale ”la cura del bene comune degli abitanti del continente”.

    Il Cristo morto in croce, il simbolo della tolleranza e del perdono “viola la libertà di religione degli alunni”, è una minaccia alla libertà dei genitori nelle scelte educative.
    Un simbolo da cancellare nelle scuole.
    Semplicemente.
    Ormai si va oltre il relativismo e si pensa di imporre dall’alto delle sentenze la laicizzazione dello Stato in nome di un multiculturalismo fintamente democratico come se l’identità dei popoli fosse un “incidente della storia”.

    E’ questa, mi chiedo, quell’Europa non solo economica ma anche dei valori sognata da De Gasperi, Schumann, Adenauer?

    dal Blog di Taliani sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 04 11 09

    saluti

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Messaggi
    13,127
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: E perchè sì al Presidente?

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    ------------------------------------------------

    L'Europa e il crocefisso negato

    Altro che richiamo alle radici cristiane dell’Europa, prima di tutto bisogna togliere, cancellare, il crocifisso dalle classi.
    E’ la Corte europea dei diritti dell’uomo a stabilirlo.
    Per sentenza.

    Sembra di ricordare quel “volete Gesù o Barabba?”…

    “Laicamente” la Corte ha deciso che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche è “una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” ed è anche una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.
    Il caso è stato portato davanti alla Corte di Strasburgo da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule.
    A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione.

    Cito papa Giovanni Paolo II: “Chiesa ed Europa sono due realtà intimamente correlate nella loro essenza e nel loro destino… Dobbiamo riaffermare che il Vangelo è ancora un riferimento fondamentale per l’intero Continente”.
    E ancora: “L’unità dei popoli europei, se vuol essere duratura, non può però essere solo economica e politica. Come ebbi a ricordare nel mio pellegrinaggio a Campostella, nel novembre del 1982, l’anima dell’Europa resta anche oggi unita, perché fa riferimento a comuni valori umani e cristiani. La storia della formazione delle Nazioni europee cammina di pari passo con l’evangelizzazione. Pertanto, nonostante le crisi spirituali che hanno segnato la vita del Continente sino ai nostri giorni, la sua identità sarebbe incomprensibile senza il Cristianesimo”.

    Cito papa Benedetto XVI: “‘L’Europa sarà realmente sé stessa solo sapendo conservare l’originalità che ha costruito la sua grandezza e che è in grado di fare di essa, domani, uno degli attori maggiori nella promozione dello sviluppo integrale delle persone che la Chiesa cattolica considera come l’unica via capace di rimediare agli squilibri presenti nel mondo”.
    Se viene meno il riferimento all’eredità cristiana europea, c’è il rischio che i valori fondanti della tradizione europea possano essere strumentalizzati da individui o gruppi di pressione desiderosi di far valere degli interessi particolari a svantaggio di un progetto collettivo” che ha come obiettivo principale ”la cura del bene comune degli abitanti del continente”.

    Il Cristo morto in croce, il simbolo della tolleranza e del perdono “viola la libertà di religione degli alunni”, è una minaccia alla libertà dei genitori nelle scelte educative.
    Un simbolo da cancellare nelle scuole.
    Semplicemente.
    Ormai si va oltre il relativismo e si pensa di imporre dall’alto delle sentenze la laicizzazione dello Stato in nome di un multiculturalismo fintamente democratico come se l’identità dei popoli fosse un “incidente della storia”.

    E’ questa, mi chiedo, quell’Europa non solo economica ma anche dei valori sognata da De Gasperi, Schumann, Adenauer?

    dal Blog di Taliani sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 04 11 09

    saluti
    --------------------------------

    La "Corte" fà marcia in dietro".

    Una sentenza non definitiva, perché l’Italia ha ancora tre mesi a disposizione per fare ricorso.
    Così la Corte cerca di smorzare le polemiche.

    La Corte di Strasburgo «è cosciente dell’eco suscitata» dalla sentenza sul crocifisso nelle scuole, ma sottolinea che si tratta di «una sentenza non definitiva ed il governo italiano ha tre mesi di tempo per chiedere un rinvio davanti alla Grande camera».
    Lo ha detto all’Ansa Stefano Piedimonte, capo dell’ufficio stampa della Corte, rispondendo a una domanda se ci fosse una reazione alle critiche sollevate.
    «Un’eventuale domanda di rinvio sarà esaminata in tutta serenità da un collegio di cinque giudici conformemente a quanto previsto dall’articolo 43 della Convenzione», ha spiegato Piedimonte.
    «Ogni eventuale ipotesi sulla portata di una eventuale sentenza della Grande camera in questo momento è prematura» ha concluso Piedimonte.

    sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo 05 11 09

    saluti

 

 

Discussioni Simili

  1. Perchè Mussari (MPS) venne promosso a Presidente ABI ?
    Di cantonenordovest nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 26
    Ultimo Messaggio: 26-01-13, 22:59
  2. Perché votare Monsieur presidente?
    Di Monsieur nel forum Fondoscala
    Risposte: 104
    Ultimo Messaggio: 22-12-07, 21:42
  3. Perchè chiamano Berlusconi Presidente?
    Di Airbus nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 35
    Ultimo Messaggio: 13-05-06, 16:08
  4. Perchè la lega non vuole Napolitano presidente
    Di Gianluca J nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-05-06, 14:10
  5. Perché il presidente Kossiga....
    Di Montebardosu nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-01-04, 20:53

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito