12/10 09:00- Riforme,riprende oggi alla Camera la votazione del disegno di legge del governo sulle riforme istituzionali.
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Riprende l'esame della controriforma neofascista, presidenzialista e federalista della Costituzione che la Casa del fascio è intenzionata a varare prima della fine della legislatura. Si tratta del disegno di legge costituzionale, messo a punto un anno fa dai quattro partiti della maggioranza sotto la regia del neoduce Berlusconi, che si propone di completare il regime neofascista secondo il disegno contenuto nel "piano di rinascita democratica" e dello "schema R" di Gelli, di Craxi e dello stesso Berlusconi. Manomettendo infatti ben 43 articoli della seconda parte della Costituzione, il ddl governativo mira a riscriverla completamente in senso neofascista, presidenzialista e federalista, introducendo il cosiddetto "premierato forte" che attribuisce al presidente del Consiglio poteri simili a quelli di Mussolini e distruggendo l'unità nazionale con la devoluzione di gran parte dei poteri e delle funzioni dello Stato alle regioni.
In particolare, una volta che questa controriforma superasse la doppia lettura del parlamento nero e il probabile referendum confermativo, il presidente del Consiglio diventerebbe in tutto e per tutto un "primo ministro" come Mussolini, eletto direttamente "dal popolo" attraverso un meccanismo elettorale di collegamento coi candidati della coalizione vincente, che nomina personalmente i ministri di governo e non ha più bisogno del voto di fiducia del parlamento. Anzi, nei confronti di quest'ultimo, godrebbe di un potere di condizionamento e di ricatto quasi senza limiti grazie al meccanismo della cosiddetta "sfiducia costruttiva", nel senso che se venisse sfiduciato dal parlamento potrebbe far sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, salvo che la stessa maggioranza parlamentare non sia in grado di esprimere un altro candidato premier. Al capo dello Stato, a cui spetta attualmente il potere di sciogliere le Camere, rimarrebbe solo la funzione "notarile" di eseguire la volontà del premier.
Contemporaneamente, con l'abolizione del cosiddetto "bicameralismo perfetto", che comporterebbe la riduzione del numero dei parlamentari, l'istituzione del Senato federale e l'abolizione della doppia lettura delle leggi, si avrebbe un drastico ridimensionamento dei poteri del parlamento rispetto a quelli dell'esecutivo e del premier, poteri che già ora sono di fatto ridotti alla passiva ratifica dei provvedimenti del governo. Inoltre l'istituzione del Senato federale, contestualmente alla devoluzione alle regioni della competenza legislativa su materie come sanità, scuola e polizia locale, completerebbe la trasformazione federalista dello Stato già avviata nella precedente legislatura, mettendo in moto un'inarrestabile disgregazione geografica e politica dell'Italia e consegnando nelle mani della Lega neofascista, razzista e secessionista di Bossi un pericoloso grimaldello per scardinare l'unità nazionale e soddisfare l'egoismo delle ricche borghesie locali del Nord a spese delle regioni più povere del Paese.
GIU' GIU' GIU' BERLUSCONI BUTTIAMOLO GIU'!
PER L'ITALIA UNITA ROSSA E SOCIALISTA!
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