Proviamo ad immaginare la vicenda Telekom-Serbia a parti invertite:
Igor Marini denuncia che tre esponenti del Centro Destra hanno preso tangenti per l’acquisto incauto di Telekom Serbia.
Mortadella (un Berlusconi ingrassato), Cicogna (Fini) e Ranocchio (Bossi).
Inizia il bombardamento mediatico.
Repubblica a tutta pagina denuncia: “siamo governati dai tangentieri”, a ruota l’Unità reclama le dimissioni del Governo.
Girotondi a tutto spiano e lancio di monetine.
La triplice organizza uno sciopero generale ad oltranza.
I no global si ritrovano a Genova e ripetono i fasti devastatori del luglio 2001, al grido “avevamo ragione noi”.
La stampa di sinistra (90% dei quotidiani e settimanali) e i tg (tranne il TG4, per fortuna), ogni giorno, occupano le prime pagine e le prime notizie con ripetuti resoconti della vicenda, facendo ascoltare e riascoltare le dichiarazioni di Igor Marini, nel frattempo divenuto a furor di popolo (sinistro) eroe nazionale.
I pacifisti sostituiscono la parola onestà alla parola pace sulle loro lenzuola (peraltro scolorite) ancora appese ai balconi.
Tutto questo sarebbe accaduto se, invece di Prodi, Fassino e Dini, fossero stati coinvolti Berlusconi, Fini e Bossi.
Invece la notizia del presunto tangentone di Telekom Serbia passa inosservata, nelle pagine interne dei giornali e nelle ultime notizie (letture da dispacci di agenzia e senza servizi) nei TG.
Nessun girotondo, nessuno sciopero, nessun lenzuolo inneggiante all’onestà


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