Siniscalco si dimette,
poi ci ripensa e torna al lavoro
E' accaduto nella notte, a poche ore di distanza dalle dure critiche che Confindustria e Bankitalia hanno lanciato ieri sulla Finanziaria e sui conti pubblici nell'audizione alla Camera. Le pressioni della maggioranza hanno convinto il ministro dell'Economia a tornare al lavoro. Per ora.
Milano. E' accaduto nella notte, a poche ore di distanza della dure critiche che Confindustria e Bankitalia hanno lanciato ieri sulla Finanziaria e sui conti pubblici nell'audizione alla Camera. Ma anche dopo una serie di notizie che hanno messo a dura prova la credibilità del sistema Italia: competitività crollata al 47esimo posto dietro a quella del Botswana; una famiglia su 5 non arriva alla fine del mese; l'appello di undici associazione industriali pubblicato sui giornali affichè Berlusconi dia una mano al rilancio del Made in Italy.
Per Domenico Siniscalco, ministro per caso dopo l'inattesa uscita di Tremonti, la tensione è stata troppa. Non è dato sapere quale sia stata la causa scatenante. Quello che si è appreso, però, è che nella notte il ministro dell'Economia ha rassegnato le dimissioni. Ha annunciato di voler abbandonare la poltrona di via XX Settembre, nonostante gli apprezzamenti e il corale buon accoglimento che avevano salutato la sua nomina quale successore di Giulio Tremonti. Il Wall Street Journal non aveva esitato a scrivere lo scorso agosto che Siniscalco potrebbe rivelarsi "il più valido ministro delle Finanze in Europa" apprezzando le sue doti di tecnico.
Ma anche per un tecnico - anzi, soprattutto per un tecnico - deve essere impossibile a un certo punto riuscire a mantenere quella collegialità decisionale di cui lo stesso Siniscalco si era fatto garante subito dopo la sua nomina. E la cui assenza è stata una delle cuase scatenanti dell'uscita di Tremonti. Forse le dimissioni sono state solo una specie di avvertimento che il ministro ha lanciato alla maggioranza per svincolarsi dalle pressioni dei singoli partiti e poter lavorare con un po' più di serenità. Visto che, alla luce anche delle dure critiche arrivate ieri da Fazio e Beretta, di lavoro da fare ce ne è ancora moltissimo.
Per ora quindi il ministro continuerà il suo difficilissimo compito: far quadrare i conti dell'Italia con le promesse del governo e le diverse pretese dei partiti della Casa delle Libertà. Per ora si va avanti. Siniscalco dalle agenzie questa mattina commenta il buon dato sull'inflazione, scesa a settembre al 2,1% da 2,3% del mese precedente. E oggi fa un annuncio ad effetto: "taglio tasse e rilancio competitività entro l'anno". Ma la situazione resta critica e neanche Siniscalco può fare miracoli.
La notizia delle dimissioni viene smentita dal portavoce del ministro: "Ieri notte, il ministro Domenico Siniscalco era a cena da amici ed ha mangiato ottimo pesce. La ricostruzione sulle dimissioni con conseguente ripensamento è totalmente inventata".
Il portavoce del ministro Siniscalco dice che ieri notte non è successo niente. E quindi ne prendiamo doverosamente atto. Ribadiamo, però, che più di una buona fonte romana ci ha riferito di una nottata molto tesa e molto agitata. Comunque, si vedrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane se nel governo e nella maggioranza c'erano tensioni a proposito della Finanziaria oppure no.
(14 ottobre 2004)




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