Fibrillazione nei palazzi romani: il ministro dell'Economia Domenico Siniscalco ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sono stati ricevuti a Palazzo Grazioli, residenza romana del presidente del Consiglio, dove Silvio Berlusconi è arrivato da Arcore. Lasciato il palazzo, Letta e Siniscalco sono rientrati a palazzo Chigi. Il sottosegretario alla presidenza ha risposto con un "va tutto bene" ai cronisti che lo aspettavano all'ingresso del palazzo.
Ma pare che il ministro dell'Economia abbia presentato al presidente del Consiglio le sue dimissioni per il mancato sostegno nella vicenda Bankitalia. Siniscalco, infatti, che nei giorni scorsi si era esposto in prima persona chiedendo le dimissioni del Governatore Antonio Fazio, si sarebbe lamentato in privato dell'indecisione di Berlusconi, che aveva bollato come "in qualche modo fondate" le richieste del suo ministro.
E se il Quirinale da giorni auspica una soluzione per uscire dall'impasse, e se Fazio rappresenta ormai un imbarazzante problema da risolvere, la decisione di Siniscalco ha scatenato il totonomine, con accanite discussioni nei salotti romani che contano: prenderebbe sempre più piede, in queste ore, la possibilità della successione di Mario Draghi, già direttore generale del Tesoro con Ciampi ministri, ottimo tecnico che ha già ricoperto quest'incarico sotto il primo Governo ulivista.
Ma negli ambienti vicini alla Lega, specialmente dopo il "no" espresso sulla Padania all'eventuale sostituzione di Fazio con Tommaso Padoa Schioppa, prende sempre più corpo l'ipotesi del clamoroso ritorno di Giulio Tremonti all'Economia. Il profeta della finanza creativa, attualmente vicepresidente del Consiglio, tornerebbe in auge spostando gli equilibri della maggioranza e mettendo nell'angolo l'Udc.
affaritaliani.it




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