Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Lukashenko

  1. #1
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  2. #2
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    Il camerata Lukashenko sta soffocando la cricca ebraica dei poteri forti del suo paese e avviato una serie di politiche sociali di stampo socialfascista.
    E' un modello da seguire.

  3. #3
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    In origine postato da Drieu
    Il camerata Lukashenko sta soffocando la cricca ebraica dei poteri forti del suo paese e avviato una serie di politiche sociali di stampo socialfascista.
    E' un modello da seguire.
    Ma per Dio! E' mai possibile che voi di estrema destra non sappiate far altro che "mischiare le carte" e fare una confusione tremenda....che, guardacaso, si risolve sempre e puntualmente a vantaggio delle teorie della destra più conservatrice e reazionaria?
    Quale mente malata può in buona fede definire il PRESIDENTE Lukashenko(siete amici? o colleghi di partito?) come "camerata"(nel senso - fascista - che ha in Italia questo termine)? Se non per fare provocazioni beote, e legittimare i teoremi della destra( e dell'americanismo) sull'identità di sostanza dei totalitarismi?

    Il Presidente Lukashenko è demonizzato dai paesi imperialisti, in quanto rigetta in toto la mostruosità del sistema occidentale, rivendicando l'adesione ad un modello politico di tipo socialista-sovietico(come lei sa bene).
    E' sì un pan-slavista, ma rivendica - ostentatamente - come modello cui rifarsi l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

    Quindi o lei non sa quello che dice, o è un provocatore.

    tertium non datur.

    Lunga vita alla Bielorussia e a Lukashenko!
    Morte all'impero del denaro!

    Vojna i rivolucija

  4. #4
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    ma ci siete mai stati in bielorussia questo presidente sta tenendo la popolazione sotto giogo l'industria più grande della bielorussia è la prostituzione e non solo di adulti ci sono compravendite di bambini per l'adozione per non parlare dell'assenze di strade e della situazione disperata delle zone dell'interno.

    un amico di mio papà che fa parte di un associazione che aiuta i bambini di chernobyl le cui radiazioni sono arrivate anche li mi ha detto che sono stati minacciati.

    inoltre esiste ancora la pena di morte.

    Le inchieste su alcune "sparizioni" di personalità di spicco sono state interrotte senza spiegazioni adeguate. Le autorità hanno fatto chiudere alcune organizzazioni per la difesa dei diritti umani e altre organizzazioni non governative (ONG) e hanno sospeso diversi quotidiani privati. Il movimento sindacale indipendente è stato preso di mira e i suoi dirigenti imprigionati. Numerosi manifestanti sono stati arrestati per attività di dissenso non violente. Diversi prigionieri di coscienza sono da lungo tempo in carcere. Permane diffusa la violenza interna. I tribunali hanno continuato a comminare sentenze di morte.


    Contesto

    I rapporti con la comunità internazionale continuano ad essere tesi a causa delle ripetute critiche alla Bielorussia per la violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. In aprile la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso profonda preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in Bielorussia, tra cui "sparizioni", arresti e detenzioni arbitrarie, vessazioni di persone coinvolte nelle attività dell’opposizione. Nel corso dell’anno, vari organismi intergovernativi hanno ripreso tali preoccupazioni.


    "Sparizioni"

    Non sono stati fatti progressi nella determinazione delle responsabilità per le "sparizioni" di personalità di spicco dell’opposizione, quali Yury Zakharenko e Viktor Gonchar, come pure dell’uomo d’affari Anatoly Krasovsky e del giornalista Dmitry Zavadsky. Tra gennaio e febbraio, le inchieste penali sono state sospese senza fornire un valido motivo ai familiari degli "scomparsi". A seguito della mobilitazione organizzata dalle rispettive famiglie, sono state riaperte le indagini sulle suddette scomparse: a giugno per il caso di Yury Zakharenko; a luglio per Viktor Gonchar e Anatoly Krasovsky; a dicembre per Dmitry Zavadsky.


    Difensori dei diritti umani

    Per tutto l’anno, i difensori dei diritti umani hanno dovuto affrontare un aumento delle vessazioni e intimidazioni da parte delle autorità. Diverse autorevoli ONG per i diritti umani sono state fatte chiudere dopo aver ricevuto due o più diffide ufficiali dal ministero della Giustizia. Sono state emesse diffide anche per pretestuose violazioni di una legge controversa che pone sotto stretto controllo le attività della società civile. Per ragioni altrettanto discutibili è stata rifiutata o annullata la registrazione di un gran numero di altre organizzazioni non governative. La serie di chiusure è stata accolta da una generale condanna internazionale.

    *L’8 settembre l’autorevole organizzazione per i diritti umani Assistenza legale alla popolazione è stata fatta chiudere dal tribunale della città di Minsk. L’anno precedente l’organizzazione aveva ricevuto due diffide ufficiali per aver fornito assistenza legale gratuita a persone che non erano associate all’organizzazione e per aver utilizzato un logo diverso da quello registrato.

    *Il 28 ottobre la Corte Suprema della Bielorussia ha decretato la chiusura dell’importante organizzazione per i diritti umani Primavera-96. La Corte ha citato diverse presunte violazioni della legge tra cui, la rappresentanza legale di persone non appartenenti all’organizzazione, il mancato pagamento della quota associativa da parte dei membri e irregolarità nei documenti di registrazione.

    Libertà di stampa

    Anche il ministero dell’Informazione ricorre regolarmente a un simile sistema di diffide ufficiali e sospensioni per tenere sotto controllo la stampa privata. Diversi autorevoli quotidiani sono stati sospesi. Altri sono stati di fatto bloccati a seguito di querele per diffamazione depositate da funzionati di Stato.

    *Il 29 marzo le autorità hanno fatto chiudere per tre mesi "Belaruskaya Delovaya Gazeta", dopo tre diffide per presunte violazioni della legge sulla stampa. A giugno questa è riapparsa in due edizioni sotto le testate "Ekho" e "Salidarnasts" prima che le autorità ne impedissero nuovamente la stampa. La pubblicazione di "Ekho" è stata allora sospesa per tre mesi, e "Salidarnasts" ha ricevuto un’ammenda pari all’equivalente di 2.000 dollari americani mentre il direttore della casa editrice è stato licenziato. A giugno, un altro quotidiano privato, "Predprinimatelskaya Gazeta", è stato sospeso per tre mesi dopo che aveva pubblicato un articolo sul caso.


    Detenzione di manifestanti

    Numerosi dimostranti pacifici sono stati arrestati come prigionieri di coscienza solamente per aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione e di riunione. Al momento dell’arresto hanno rischiato maltrattamenti da parte dalla polizia e spesso sono stati condannati ad una pena detentiva di 15 giorni o al pagamento di un’ammenda.

    *Almeno 24 manifestanti sono stati condannati a brevi periodi di detenzione dopo che a marzo le autorità avevano imposto un giro di vite sulle manifestazioni pacifiche. Il 12 marzo l’ex vice ministro degli Esteri Andrei Sannikov, gli attivisti per i diritti umani di Carta ‘97, Ludmila Gryaznova e Dmitry Bondarenko, e Leonid Malakhov, un piccolo uomo d’affari, sono stati condannati a 15 giorni di carcere per il ruolo svolto nell’organizzazione di una dimostrazione a Minsk lo stesso giorno. Altri due partecipanti sono stati in seguito accusati e condannati al carcere per reati analoghi.


    Violazione dei diritti sindacali

    Nel corso dell’anno, l’Organizzazione internazionale del lavoro ha criticato le ripetute violazioni dei diritti dei lavoratori. Il 19 novembre l’organizzazione ha annunciato l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sui presunti abusi nei confronti dei diritti dei lavoratori in Bielorussia, una procedura usata solo nei casi più gravi. Sindacalisti indipendenti hanno denunciato di essere stati imprigionati, di aver subito vessazioni e di essere stati in seguito rilasciati, che il loro diritto di associazione era stato gravemente leso e che lo Stato aveva interferito negli affari interni di molti sindacati della federazione sindacale nazionale.

    *Il 18 settembre il tribunale distrettuale di Leninsky, a Minsk, ha condannato il presidente del Congresso bielorusso dei sindacati democratici, Alyaksandr Yaroshuk, a 10 giorni di carcere per oltraggio alla corte. In un articolo di giornale pubblicato ad agosto, egli aveva criticato la decisione del Corte Suprema bielorussa di chiudere il Sindacato dei controllori di volo della Bielorussia. Il 17 ottobre il legale del sindacato, Vladimir Odynets, è stato condannato da un tribunale di Minsk a cinque giorni di carcere, anch’egli per oltraggio alla corte e, secondo quanto riferito, per aver assunto la difesa di Alyaksandr Yaroshuk.

    *Il 30 ottobre il presidente del Sindacato bielorusso dei lavoratori dell’automobile e delle macchine per l’agricoltura, Alyaksandr Bukhvostov, è stato arrestato dalla polizia nel centro di Minsk per aver organizzato una manifestazione non autorizzata ma pacifica contro le presunte interferenze del governo negli affari interni del sindacato. Lo stesso giorno un tribunale di Minsk lo ha condannato a 10 giorni di carcere.


    Prigionieri di coscienza con condanne a lungo termine

    *A marzo, Nikolai Markevich e Pavel Mozheiko, direttore e redattore del quotidiano privato "Pagonia", sono stati rilasciati prima dello scadere delle loro rispettive condanne a 18 e 12 mesi di "libertà vigilata". Erano stati condannati da un tribunale nella città di Grodno nel giugno 2002 per calunnie nei confronti del presidente Lukashenka in un articolo non pubblicato in cui ribadivano preoccupazioni largamente condivise sul coinvolgimento del governo nelle "sparizioni".

    *A giugno Viktor Ivashkevich, direttore dell’autorevole quotidiano sindacale "Rabochy", ha ricevuto in appello la riduzione di un anno della condanna a due anni di "libertà vigilata". Nel settembre 2002 un tribunale di Minsk lo aveva ritenuto responsabile di diffamazione nei confronti del presidente Lukashenka per un articolo apparso in un quotidiano. È stato rilasciato a metà dicembre.

    *Durante l’anno è peggiorato lo stato di salute dello scienziato detenuto, professor Yury Bandazhevsky. I familiari che gli hanno fatto visita nella colonia di lavori forzati UZ-15 a Minsk hanno affermato che soffriva di depressione. Era stato condannato a otto anni di carcere con l’accusa di corruzione nel giugno 2001, ma si ritiene che la sua condanna sia da attribuirsi alle critiche espresse dal professore in merito alla reazione ufficiale alla catastrofe nucleare di Chernobyl del 1986.


    Violenza sulle donne

    La violenza domestica rimane diffusa e le donne in cerca di giustizia continuano ad affrontare numerosi ostacoli. La Bielorussia ha presentato al Comitato delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione contro le donne una relazione riepilogativa sul quarto, quinto e sesto rapporto periodico, in anticipo sull’esame del rapporto in programma da parte del Comitato nel gennaio 2004. La relazione descrive le diverse misure adottate per applicare le raccomandazioni espresse dal Comitato nel 2000 per prevenire ed eliminare la violenza sulle donne, in particolare quella domestica. La Bielorussia ha delineato il proprio piano nazionale per l’uguaglianza dei generi 2001-2005, che contiene provvedimenti per affrontare la questione. Questi comprendono ricerche, la creazione di unità di crisi e consultori per le vittime della violenza domestica e campagne di responsabilizzazione pubblica.


    Pena di morte

    Sebbene sia stato difficile ottenere informazioni accurate sulla pena di morte si ritiene che durante l’anno sia stato "giustiziato" almeno un prigioniero. A ottobre il vice presidente della Corte Suprema ha affermato che nel corso dell’anno due uomini erano stati condannati a morte, sebbene altre fonti suggeriscano che potrebbero essere cinque.

    *Il 13 maggio il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che la segretezza che circonda la pena di morte in Bielorussia costituisce trattamento inumano per i familiari dei condannati. Le sentenze sono eseguite in segreto e le famiglie non vengono informate sul luogo e la data dell’esecuzione e sul luogo di sepoltura. Nei casi Bondarenko contro la Bielorussia e Lyashkevich contro la Bieolorussia, il Comitato ha decretato che questa procedura "ha avuto un effetto intimidatorio e punitivo nei confronti dei familiari, sottoponendoli intenzionalmente a uno stato di incertezza e angoscia mentale".


    Rapporti di AI

    Concerns in Europe and Central Asia, January-June 2003: Belarus (AI Index: EUR 01/016/2003)

    Belarus: And then there were none (AI Index: EUR 49/006/2003)




  5. #5
    smrt fašismu
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    Cosa mi tocca sentire! Lukashenko un "camerata"....

    Di questo passo definirete camerati pure Castro, Ho Chi Minh e il Che. Ma che vi siete bevuti il cervello? La Bielorussia è una delle repubbliche dell'URSS che più ha subito la vergogna dell'invasione nazista e che ha fornito più partigiani comunisti.

    Lukashenko è un coraggioso presidente socialista e patriottico che non intende svendere la Bielorussia e le conquiste sociali dell'epoca dell'URSS all'imperialismo americano ed europeo.

    Mantiene una coraggiosa linea di indipendenza nazionale e di rapporti con i paesi socialisti e antimperialisti.


  6. #6
    smrt fašismu
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