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Discussione: "Mussolini mio padre"

  1. #11
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    In origine postato da azione
    O come quando un figlio, quando vede lo sforzo che il padre fa nel parlare di certi ricordi, gli posa la mano sul braccio per confortarlo e dirgli "bravo papà"...
    E' vero. Può darsi fosse un segno di conforto, visto anche il coinvolgimento emotivo di Romano Mussolini in quel momento. E' una possibilità. Porca miseria nessuno ha registrato?

  2. #12
    NEOFASCISMO........
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    la trasmissione - per famiglie - benpensante, borghese, qualunquista del Vespa ci deve far riflettere. Forse che si cerchi un'immagine "rassicurante" del Duce e del Fascismo?, forse che lo si voglia far diventare un grande fotoromanzo storico?; questo ci deve far preoccupare, vogliono togliere ogni caratura politica al Fascismo, per analizzarne i personaggi, romanzandoli.Stanno veramente storicizzando il Fascismo, le paure son lontane ed il Duce vien fatto passare solo per un Buon padre di famiglia, per seppellire la carica rivoluzionaria del suo messaggio.Soprattutto si cerca di far passare l'idea di un Fascismo "buono" fino al 1938, di una Repubblica chiamata di "Salò" dall'ingorante con i nei. Penso che resisterà in Italia un certo antifascismo, ma allo stesso tempo c'è questo tentativo di "umanizzare" il Duce (quando andrebbe santificato!). Romano il jazzista è una gran brava persona, certo non un militante politico.
    Alessandra..........vabbè se si prende in antipatia può fare ciò che vuole, resterà sempre antipatica, certa a me no! anche Lei non è una grande "Politica" intesa in senso neofascista, ma almeno sa difendere la propria famiglia. per quanto riguarda vittorio emanuele....ha simulato che era una nanentto, mica ha detto che era un gran figlio di p.... discndente di una dinastia di infamoni??
    Saluti antivespa

  3. #13
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    In origine postato da salerno
    la trasmissione - per famiglie - benpensante, borghese, qualunquista del Vespa ci deve far riflettere. Forse che si cerchi un'immagine "rassicurante" del Duce e del Fascismo?, forse che lo si voglia far diventare un grande fotoromanzo storico?; questo ci deve far preoccupare, vogliono togliere ogni caratura politica al Fascismo, per analizzarne i personaggi, romanzandoli.
    ... forse, forse c'avete azzeccato.
    E, a questo punto, mi preoccupa ancora di più la fiction su Edda (già da prima il genere mi stava antipatico assaie) di cui ieri hanno parlato al programma.

  4. #14
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    In origine postato da Aragorn78
    Come ho notato la scelta del silenzio della Mussolini e aggiungo (ma non vorrei apparire dietrologo o chissà che) che mi è sembrato di vedere solo per un istante, prima del cambio di inquadratura, la mano della Mussolini portata sul braccio del padre (per intenderci: come quando un figlio vuole bloccare il papi un pò rimbambito che sta esagerando con le parole) quando Romano, incalzato anche da Vespa, stava per dire (non ha completato del tutto la frase) che le leggi razziali sono state l'errore fondamentale, il più grave, l'inizio della fine. Sarebbe interessante rivedere la registrazione, casomai qualcuno l'avesse verifichi. Io l'ho proprio notato. E questo per me sarebbe segno di una "tattica del silenzio" scelta di proposito dalla Alessandra.
    Confermo, le cose sono andate come hai raccontato...
    D.

  5. #15
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    Beh, allora non sono paranoico!

  6. #16
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    In casa Mussolini regnava Rachele

    Diceva Guareschi: «Un articolo su Rasputin si legge sempre». Anche uno su Mussolini, ne sono convinto. Se poi si tratta di un libro, basti pensare alle migliaia che in tutti questi anni sono stati scritti sul personaggio. A quell’immane bibliografia hanno dato un cospicuo contributo i Mussolini stessi, sia per innata grafomania, sia per concreti interessi editoriali. I Mussolini si sono raccontati tutti, in prima persona, cominciando da lui, dal Duce, che già nell’anteguerra, su sollecitazione dell’ambasciatore degli Stati Uniti e per mano del fratello Arnaldo, scrisse una opinabile Autobiografia (ripubblicata da Rizzoli nel 1983) destinata agli americani. Poi, dal 1945, ecco le confessioni, i diari, le testimonianze dei familiari. Comincia la moglie Rachele con i racconti sul marito «privato», sull’uomo, su Claretta, sui segreti di famiglia. Seguono i figli Vittorio ed Edda (due volumi, dettati a un francese), la sorella Edvige, perfino uno dei nipoti, Ciano. Mancava l’ultimo dei Mussolini superstiti, il figlio quartogenito Romano, un uomo che ha sempre portato con dignità il suo nome, che si è fatto una sua vita al di fuori della politica, guadagnandosela giorno per giorno e diventando un musicista meritatamente noto sul piano internazionale.
    Ora anche Romano ha scritto il suo libro, con l’aiuto di un brillante giornalista, Benedetto Mosca, e gli ha dato l’unico titolo possibile, Il Duce mio padre , per narrare dall’interno della famiglia quello che nei diciassette anni della sua vita con lui gli è parso meritevole di essere rivelato.
    Senonché quei diciassette anni si riferiscono a un rapporto adolescenziale e dunque non si può pretendere che di un padre tanto importante e lontano il bambino divenuto ragazzo abbia altri ricordi, se non quelli di una intimità strappata agli impegni del Duce, episodi di gioco, scherzi giovanili, studi uggiosi, vacanze al mare e in conclusione qualche affettuosa premura, che mostra un Mussolini in sostanza anche lui padre piccolo borghese.
    Per tutto il resto, per tutte le vicende politiche che attraversammo e tanto incisero sulla nostra vita, il ragazzo Romano può solo riferire le versioni apprese dai testi tradizionali, naturalmente interpretate con affetto assolutorio e filiale. Sicché nel suo libro si leggono soprattutto cose già scritte da sua madre nell’esaustivo volume dettato ad Anita Pensotti e che, fin dal titolo, rappresenta la «summa» di tutto quanto attiene al personaggio Mussolini: Benito, il mio uomo (Rizzoli 1958). Ovviamente il ragazzo prima, e l’uomo poi, non potevano non restare suggestionati dai racconti in presa diretta di una donna forte e sventurata come sua madre, e questa è la parte migliore del volume. Perché Rachele si apre con il figlio e così conosciamo i suoi tormenti e i suoi furori di moglie tradita, la sua reazione alla relazione del marito con la Petacci, il suo astio per Ciano, anche il suo fiuto politico nel mettere in guardia Mussolini dal «tradimento» del re, di Badoglio e del Gran Consiglio, da lei previsto ben prima di lui. Sicché il libro, a volergli dare una certa lettura, si potrebbe intitolare più «Rachele, mia madre» che Il Duce mio padre . Perché vi si scopriranno una devozione e un credito ben giustificati per la donna che non fu solo la massaia quale volle apparire, ma una acuta fiutatrice di trappole, ovviamente inascoltata e rimasta sempre, contro ogni avversità, il fulcro d’una disastrata famiglia. Oltre che la paziente compagna d’un mito che per lei certamente non era tale.

    Il libro di Romano Mussolini «Il Duce mio padre» (pagine 170, 15,00) è edito da Rizzoli

    FONTE: Corriere della Sera

    Thule Italia Blog

  7. #17
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    In origine postato da Aragorn78
    Non l'ho trovato fastidioso (è la verità storica ed è venuta fuori senza grande sforzo) ma ho notato anch'io che a un certo punto è scattata la gara ai ricordi (l'oculista di Romano era ebreo, la Sarfatti ecc. ecc.). Come ho notato la scelta del silenzio della Mussolini e aggiungo (ma non vorrei apparire dietrologo o chissà che) che mi è sembrato di vedere solo per un istante, prima del cambio di inquadratura, la mano della Mussolini portata sul braccio del padre (per intenderci: come quando un figlio vuole bloccare il papi un pò rimbambito che sta esagerando con le parole) quando Romano, incalzato anche da Vespa, stava per dire (non ha completato del tutto la frase) che le leggi razziali sono state l'errore fondamentale, il più grave, l'inizio della fine. Sarebbe interessante rivedere la registrazione, casomai qualcuno l'avesse verifichi. Io l'ho proprio notato. E questo per me sarebbe segno di una "tattica del silenzio" scelta di proposito dalla Alessandra.

    Comunque buona trasmissione, alla fine non c'è stato nulla che possa far girare le palle come al solito.
    ottimo aragorn. il mio fastidio era propioriferito a quello che tu dici(l'oculista...la sarfatti....gli amici di vittorio)
    ho notato anch'io la mano sul braccio quasi fuori inquadratura, e romano che si fermava mentre stava per dire qualcosa.
    In effetti non sò....ma la mussolini a tratti mi è sembrata...come preoccupata......attenta a quel che veniva detto dal padre.

    io ho avuto quest'impressione

  8. #18
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    Un'ultima cosa....
    quando sul finire della trasmissione, e dopo che Romano aveva eseguito quell'ottimo pezzo jazz al piano, nel vedere la Mussolini che proponeva al padre di fare un pezzo......ho temuto che eseguiserro lo "splendido" inno di AS........

    ...sono rimsto per qualche secondo con il fiato sospeso....

  9. #19
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    In origine postato da Aragorn78
    Non l'ho trovato fastidioso (è la verità storica ed è venuta fuori senza grande sforzo) ma ho notato anch'io che a un certo punto è scattata la gara ai ricordi (l'oculista di Romano era ebreo, la Sarfatti ecc. ecc.). Come ho notato la scelta del silenzio della Mussolini e aggiungo (ma non vorrei apparire dietrologo o chissà che) che mi è sembrato di vedere solo per un istante, prima del cambio di inquadratura, la mano della Mussolini portata sul braccio del padre (per intenderci: come quando un figlio vuole bloccare il papi un pò rimbambito che sta esagerando con le parole) quando Romano, incalzato anche da Vespa, stava per dire (non ha completato del tutto la frase) che le leggi razziali sono state l'errore fondamentale, il più grave, l'inizio della fine. Sarebbe interessante rivedere la registrazione, casomai qualcuno l'avesse verifichi. Io l'ho proprio notato. E questo per me sarebbe segno di una "tattica del silenzio" scelta di proposito dalla Alessandra.

    Comunque buona trasmissione, alla fine non c'è stato nulla che possa far girare le palle come al solito.
    La mano di Alessandra in quel momento sul braccio sinistro del padre l'avevo notata anch'io.Un gesto come per dire:ora smetti.

    Romano ha tralasciato di dire che contribui' alla loro salvezza il fatto che Donna Rachle aveva l'esatta fotocopia degfli stessi documenti che Mussolini aveva nella famosa borsa di cuoio giallo.
    Dinamite ! Consegno' i documenti agli americani e fu il primo plico di quei documenti recuperato dagli alleati.

  10. #20
    TORINO E' GRANATA
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    BOUGIA NEN autentico, cioè come per l'Esercito Piemontese, io NON ARRETRO MAI !!
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    In origine postato da Hobbit2
    ... forse, forse c'avete azzeccato.
    E, a questo punto, mi preoccupa ancora di più la fiction su Edda (già da prima il genere mi stava antipatico assaie) di cui ieri hanno parlato al programma.
    mi è bastato vedere il giovane Hitler...ed i suoi falsi storici....., e prima ancora il giovane Mussolini con Banderas qualche anno fa...,per disgustarmi su certe fiction da operetta..., FALSE E BUGIARDE !!

 

 
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