Non è arrivato il freddo, c'era gia' da prima ma qualche bizzarro anticiclone ce l'aveva nascosto facendoci credere ad una falsa primavera dentro all'autunno; ora tutto è tornato al suo posto.
Il cielo, qualche volta, ci abitua a strane sensazioni solo per spiare il nostro imbarazzo di fronte all'imprevisto, alla casualita' in una entropia di stimoli e sussurri. Fa freddo, piove e all'imbrunire è comparsa anche la nebbia; è una tipica serata autunnale, di quelle da passare in casa, accanto ad un focolare, accanto ad un amore o con qualche amico a parlare, parlare e poi ancora parlare senza nulla costruire, senza idee nuove da riscattare.
Ho chiuso tutte le porte, ho acceso il caminetto, sul fondo il rumore della legna che arde si confonde con la musica di un cd casuale. Mi faccio una coperta di salamandra, navigo su origini e futuro, rinnovo la legna e osservo gli anelli; una vita stroncata che fornisce calore, colore, tepore; vado a farmi una passeggiata nel deserto e senza nessun ostacolo corrompo un cammello e mi incammino verso il polo nord: prima o poi trovero' il passaggio verso giove.
Ohhh che bello!




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