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Pregg. Sigg. C. De Gregorio – R. Tancredi – F. Persiani – V. Magistà – G.
Minicucci – V. Ferrari
p.c. Organi
d’informazione
Esimi signori,
la vicenda che ci accomuna rattrista non poco; a leggere l’avviso di
comparizione fissata per l’11.05.09, non so Voi, ma personalmente non ho
provato rabbia, tantomeno risentimento nei confronti di nessuno, credetemi,
se non tristezza immensa e delusione profonda.
Chi più, chi meno, non riesco a decifrare gli articoli d’imputazione,
avremmo :
1 - allarmato la comunità preannunciando l’arrivo di contingenti armati a
difesa della città da agguerrite bande di criminali;
2 - accusato gli uffici comunali di collusioni e connivenze a vario livello
volte a stravolgere il P.R.G.
Ma quel che è più grave aver diffamato - offeso l’esecutore - per raggiri
vari, non da ultimo l’aver realizzato l’intervento entro il raggio dei 300
mt. dal Depuratore Gennarini.
In pratica, ancorché aver notiziato la Comunità per quanto ancora una volta
di gravissimo stava per ripetersi ai danni dello Stato, della Città, della
Legalità, avremmo fatto meglio a tacere.
Determinati politici e determinati media avrebbero dovuto disinteressarsi al
fenomeno, ci si chiede perché pur a conoscenza dei fatti, più di qualcuno,
addetti ai lavori e non, ha preferito tacere.
Atteso che l’intervento proposto è stato stoppato, pare, proprio per la
vicinanza al Depuratore e che ha ripreso i lavori, non già ad inchiesta
conclusa, bensì solo a seguito richiesta di spostamento per garantire la
distanza (300 mt.) dal Depuratore, appare lecito chiedersi se lo slittamento
è avvenuto, e se il Comune ha controllato.
Tristezza, dicevo, perché stante l’assoluto silenzio ancora percepibile su
quei luoghi ed il nuovo dubbio di cui innanzi, senza conoscere a cosa hanno
portato le indagini che inevitabilmente avranno, spero, interessato i
precedenti interventi già realizzati per quanto all’utilizzo o meno degli
alloggi da parte delle Forze dell’Ordine impegnate nella lotta alla
criminalità organizzata, particolare quest’ultimo che avrebbe, potuto
sostenere la necessità di ricorrere ad altro intervento, quello in
argomento, addirittura importato dal territorio leccese.
Tristezza immensa motivata ancor più dal fatto che l’intera vicenda è stata
dallo scrivente già da tempo portata all’attenzione del Ministero LL.PP. ed
Infrastrutture perché non proponibile stante l’inapplicabilità dell’articolo
18 in quanto gli alloggi realizzati in precedenza sempre dalla stessa ditta
a Talsano, sarebbero stati alienati a libero mercato poiché nessun organismo
delle forze dell’ordine ne ha mai fatto richiesta inflazionando un mercato
immobiliare già sofferente.
Delusione perché durante il fermo cantiere, sarebbe giunta altra illecita,
perché illegale, proposizione di altro intervento edilizio “smoderato” nel
numero degli alloggi (mille) da parte della Grassetto, “illecito” per quanto
all’art. 18 di riferimento – inapplicabile per il n.s. territorio
assolutamente scevro, fortunatamente da fenomeni mafiosi che invece, la sola
proposizione di detti interventi indurrebbe.
Delusione profonda perché nella seduta di C.C. che avrebbe sbloccato il
cantiere “FERMO” da tanto tempo, solo un paio di consiglieri non hanno
ritenuto avallare dette atrocità, esponendosi, forse, a grave rischio di
“querela” come accaduto a noialtri.
Perché Costruttori e Professionisti si lasciano calpestare ? Perché tutto
questo silenzio ?
Cosa ne pensa il Sig. Prefetto… cosa la Magistratura da tempo e per tempo
adita?
La presente per chiedere se non riteniate opportuno ed utile promuovere una
conferenza stampa innanzitutto per fare chiarezza sull’accaduto e su un
rinvio a giudizio che ci dipinge in malo modo agli occhi della comunità,
atteso che la Città deve sapere quanto accade sul territorio.
distinti saluti
Taranto lì, 27.03.09 Giuseppe QUARANTA




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