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Citazione:
In Origine Postato da Pieffebi
Chi rimesta questo fango vuole la guerra e l'odio..... e ora è chiaro chi vuole la guerra e l'odio......
del restoSono passati olre 20 anni da quando nella notte fra il 16 e il 17 settembre del 1982 elementi armati della Falange cristiana, per vendicare l’uccisione del presidente Bashir Ghemayel, irruppero nei campi di Sabra e Chatila, dove si consumò un vero e proprio massacro che coinvolse donne, vecchi e bambini. L’indignazione in tutto il mondo fu grande: Israele avrebbe dovuto evitarlo.
Benché nessun soldato israeliano si fosse macchiato di quel sangue, iniziò in Israele un doloroso dibattito, un vero e proprio autoprocesso che condusse alla nomina della Commissione Kahan al fine di stabilire le precise responsabilità.
Dopo ben 58 udienze, dopo l’esame di documenti, registrazioni, rilevamenti fotografici la requisitoria finale indicò quali responsabili di negligenza (e non del massacro!!) il ministro della Difesa Sharon, il Capo di Stato Maggiore Eytan, il capo dei Servizi di Informazione dell’esercito Saguy. I mas media, che in tutto il mondo avevano dato risalto alla vicenda, si accorsero che mentre Israele si autoprocessava per non aver impedito un massacro, nessuna voce da parte araba si levò per condannare chi quel massacro materialmente l’aveva compiuto.
E oggi gli autori materiali del massacro e molti dei loro eredi sono dalla parte di chi posta fango contro Sharon e sostiene i crimini del terrorismo arabo-palestinese.
Il resto è spazzatura a servizio della guerra e dell'odio. Ossia dell'estremismo arabo-palestinese e delle sue mire distruttive e antisemite.
Shalom
Non e' esattamente come dici tu...
16-17-18 settembre 1982: Sabra e Chatila
Il massacro dei campi profughi di Shabra e Chatila ebbe luogo tra le 18 del 16 settembre 1982 e le 8 del 18 settembre, in un'area sotto il controllo delle Forze della Difesa Israeliana (IDF).Coloro che misero in atto la strage furono membri della Milizia Falangista (Katàeb, in arabo), la forza libanese che era armata e stretta alleata di Israele fin dall'inizio della guerra civile libanese nel 1975. Le truppe di Sharon, dopo aver tenuto i due campi profughi sotto assedio, permisero ai falangisti di entrarvi. Fari israeliani illuminavano i campi, mentre l'esercito israeliano osservava coi binocoli le squadre della morte dilagare liberamente nei campi. Famiglie intere vennero trucidate, molti vennero stuprati e torturati prima di essere uccisi.Le vittime durante le 62 ore della crudele scorribanda furono neonati, bambini, donne (incluse donne gravide) e anziani [oltre 3.600 - vedi anche la pagina web: http://www.ummah.org.uk/unity/sabra/main.html ]. Così tanti corpi vennero ammassati sui camion e portati via, o sepolti in fosse comuni, che il numero totale delle vittime non si saprà mai. Fonti palestinesi danno una stima di almeno 2.000 vittime.
Per citare solo uno dei testimoni oculari degli eventi, il giornalista Thomas Friedman del New York Times: "Per la maggior parte vidi gruppi di giovani ventenni e trentenni che erano stati allineati lungo i muri, legati mani e piedi, e falciati secondo lo stile dei gangster dai colpi delle mitragliatrici".
In seguito all'indignazione internazionale, Israele costituì una commissione d'inchiesta ufficiale guidata dal capo della Corte Suprema Giudice Yitzhak Kahan. La commissione, rendendo noti i risultati delle proprie indagini (esclusa l'Appendice B, che è rimasta segreta fino ad oggi con un Final Report della Commissione d'Inchiesta sui Fatti nei Campi Rifugiati a Beirut, 7 febbraio 1983) dichiarò Sharon indirettamente responsabile dei massacri di Shabra e Chatila e lo costrinse a dare le dimissioni da Ministro della Difesa.
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da www.avvenire.it
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LO STRAPPO
I coloni non si rassegnano alla decisione della Knesset e promettono che non cederanno all’ordine di abbandonare le loro case. Il primo ministro cerca di convincere i deputati riottosi facendo appello al sostegno degli Usa ed evocando Rabin
Sharon: «Sul ritiro no agli ultimatum»
Cinque ministri guidati da Netanyahu insistono sul referendum Il premier: «Piuttosto elezioni anticipate» L'unilateralismo è «necessario in assenza di interlocutori»
Di Graziano Motta
Non si sono per nulla calmate le tensioni e le impuntature polemiche che hanno caratterizzato il dibattito e l'approvazione da parte della Knesset del contrasto piano del primo ministro Sharon sul ritiro di soldati e coloni dalla striscia di Gaza e da quattro insediamenti della Cisgiordania. Soprattutto perché le divergenze di natura ideologica e di strategia politica che erano "dietro l'angolo" non sono state compiutamente esplicitate dai protagonisti della votazione.
I deputati di sinistra, e in particolare i laburisti, appoggiando Sharon, hanno inteso demolire il principio della intoccabilità delle colonie stabilite nell'Eretz, la Terra promessa, in nome della sua sacralità; spianando così la strada per una riattivazione del dialogo di pace con i palestinesi. Nel gruppo parlamentare del Likud, il partito di cui Sharon è leader, la grande spaccatura si è verificata proprio sulla sacralità dell'Eretz, e di conseguenza sulla improponibilità della evacuazione di un solo villaggio o fattoria di coloni, e ha avuto come capofila il ministro Uzi Landau che per aver votato apertamente contro Sharon è stato da questi subito estromesso dal governo. Ieri Landau in una conferenza stampa ha insistito sulla sua visione ideologica definendo «legale ma non legittima» l'approvazione del piano di ritiro e si è detto convinto che riuscirà alla fine a «ricondurre» Sharon sulla strada che ha abbandonato.
Altri quattro ministri, il più noto dei quali è Benjamin Netanyahu, già leader del partito ed ex premier, d'accordo sostanzialmente con Landau, hanno voluto evitare una clamorosa rottura con Sharon facendosi paladini della richiesta rivoltagli dal collega e leader del Partito nazionale religioso di un referendum di convalida del voto della Knesset; diversamente fra due settimane tutti e cinque lasceranno il governo. Ma Sharon in un'intervista ha sostenuto che «non cederà a pressioni e ricatti». «In casi estremi - ha detto Lior Horev, un consigliere
di Sharon - il primo min istro preferirebbe andare a elezioni
anticipate, piuttosto che accettare il referendum».
Sharon teme, alla stessa stregua del leader laburista Shimon Peres, che i lunghissimi tempi necessari per introdurre un referendum, stabilirne le modalità e poi attuarlo, siano il pretesto e "una trappola" per rinviare, anzi non effettuare, il ritiro da Gaza.
Di converso Sharon è riuscito a persuadere alcuni altri ministri e deputati, della necessità di andar via da Gaza per l'impossibilità di governare, in nome di ottomila coloni ebrei, un piccolo e stretto territorio ove vivono un milione e 300mila palestinesi dalla crescita demografica esponenziale. E poi è convinto che gli Stati Uniti, meglio se Bush sarà confermato presidente nelle imminenti elezioni, manterranno la promessa di far integrare nel territorio dello Stato d'Israele i grandi insediamenti di coloni della Cisgiordania e le città satelliti di Gerusalemme nel contesto di un trattato di pace.
Ma le prospettive di una ripresa del dialogo non sono certo vicine. Lo affermano i collaboratori di Sharon reagendo all'interpretazione che del voto della Knesset danno non solo Egitto e Giordania, ma anche Russia e Unione Europea per i quali il ritiro da Gaza ha senso se inserito nella Road map, il piano di pace: «È stato un ritiro unilaterale perché non è possibile negoziare con i palestinesi. Sia perché non hanno un leader credibile, essendo Arafat non interessato alla pace; sia perché, non combattendo il terrorismo, hanno impedito che la Road map si mettesse in marcia. E infine non reagiscono all'esultanza dei fondamentalisti di Hamas, protagonisti di innumerevoli attentati e della guerriglia, che considerano il nostro ritiro da Gaza un loro successo».
Ma proprio queste dichiarazioni sui fondamentalisti fanno sussultare di sdegno i coloni che, per nulla rassegnati dall'insuccesso della loro protesta, promettono che non cederanno all'ordine di abbandonare le loro case (stracciano e bruciano le lettere di preannuncio de ll'evacuazione) e alzano i toni del loro rancore contro Sharon che, dimentico dei loro voti, ora li accusa del «complesso del messianesimo» e di essere propensi a «un fanatismo assassino». Proprio nella ricorrenza, commemorata tra ieri l'altro ed ieri, del nono anniversario dell'uccisione di Yitzhak Rabin. "
Grazie Arik!
Shalom!!!
http://www.morasha.it/tesi/brcn/brcn03.html
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Citazione:
In Origine Postato da Pieffebi
Nessuno chiede agli antisemiti di ringraziare un ebreo. Quanto alle interessanti cartine postate dagli amici del terrorista Arafat, e che riprendono in tutto e per tutto le tesi esposte dalla propaganda dell'ANP, per par condicio, pregherei questi simpaticoni di postare la cartina della Palestina Araba e Islamica diffusa in tutti i siti dell'ANP stessa, sugli emblemi ufficiali del suo "governo" e delle sue rappresentanze diplomatiche. Sulla stessa "divisa" indossata dal capo terrorista Arafat.
Cartina che illustra palesemente, senza reticenze, lo scopo unico e finale della dirigenza palestinese (non solo degli estremisti di Hamas): distruzione totale dello Stato di Israele in quanto tale.
Inoltre pregherei di postare anche gli effetti della barriera anti-terrorismo e il numero delle vite statisticamente salvate dalla stessa fino ad oggi. Forse così sarete più credibili e meno palesemente antis...ionisti.
Shalom
Sinceramente credevo che avesse ragione eppure per quanto mi sia sforzato di cercare in tutti i siti ufficili palestinesi si trovano solo piantine con l'indicazione dei confini d'Israele con la indicazione precisa dello stato di Israele!
Nel "peggiore"dei casi si fa riferimento ai confini del 47 ma Israele è SEMPRE presente.
Dato che ha lanciato questa sfida li citi lei i siti palestinesi ufficiali senza indicati i confini d'Israele!
www.alhayat-j.com
www.amin.org
www.haaretzdaily.com
www.hdip.org
www.palestinemonitor.org
www.palestine-pmc.com
www.palestinercs.org
www.palestinereport.org
www.palestine-studies.org
www.pna.org
www.palestinemonitor.org/new_web/maps_index.htm
www.palestine-pmc.com/maps/route.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/btselem.jpg
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www.palestine-pmc.com/maps/barak.pdf
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www.palestine-pmc.com/maps/colsat.jpg
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www.palestine-pmc.com/maps/gmaps.pdf
www.palestine-pmc.com/maps/Lines49.jpg
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www.palestine-pmc.com/maps/June67.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/apaunr.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/unpart.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/enclave.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/plowall.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/21-3-04.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/cease.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/oslo.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/disen.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/27-4-04.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/19-5-3.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/19-5-2.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/19-5-1.jpg
www.palestine-pmc.com/maps/22-5-04.pdf
www.palestine-pmc.com/maps/29-5-04.pdf
www.palestine-pmc.com/maps/3-7-04.jpg]
www.palestinercs.org/reference_maps.htm]
dal sito governativo www.ipc.gov.ps
nakba.sis.gov.ps/derasat/daleel.pdf]
nakba.sis.gov.ps/images/pal-arabic-2004.jpg]
www.pnic.gov.ps/arabic/geography/map4.html]
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Anzi nlla ricerca ho trovato anche una pinatina in cui si indica la presenza araba ed ebraica in palestina nel 45 e sembra abbastanza realistica non negando la presenza ebraica consistente ma anche ben localizzata e sempre pari e mai superiore a quella araba.
Un documento che senza dubbio può far discutere
http://nakba.sis.gov.ps/maps/Zionist...rict, 1945.jpg
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Citazione:
In Origine Postato da gb1984
Condor non riesco a capire se parli sul serio, se ci prendi tutti per il c***o o se sei un antisemita-antiamericano che si diverte a fare la macchietta occidentalista.
:lol
Io me lo chiedo ancora oggi...propendo per la macchietta.
Ai plapperi.
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Citazione:
In Origine Postato da IlikeUSA
Tutte menzogne Sentinel.
A Sabra e Chatila è stato un regolamento di conti tra arabi cristiani e arabi musulmani. Cosa c'entra Israele lo sapete solo voi.
Le vittime dell'Intifada ricadono tutte sotto la responsabilità di chi l'ha scatenata, e che speriamo abbia presto a Parigi la sua tomba.
Certo l'intifada che è una cosa fatta con le pietre che trovi per strada è un MASSACRO SENZA PRECEDENTI.
Invece le stragi DOCUMENTATE DI CIVILI fatte da militari filo-israeliani, e con l'appoggio e la compiacenza di chi governava Israele, sono "regolamenti di conti".
Senza vergogna.
Ai Bondi.
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Che pieffebì risponda coerentemente senza dare dell' antisemita lo do per molto improbabile. Ancor più probabilmente se ne fuggirà.
Si accettano scommesse.
Ai bookmakers.
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poi corretta anche....così
http://www.ipc.gov.ps/ipc_a/ipc_a-1/a_map/palcit-e.html
Sono indicati i territori, ma Israele è sparito, il tutto si chiama Palestina!
L'evidenziazione è fra territori e area occupata da Israele, ma Israele non vi è affatto nominato, come non esiste Tel Aviv.
Shalom
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