ALTERNATIVA SOCIALE
«Ora miei candidati ovunque E nel Lazio sfiderò Storace»
Noi siamo la Destra sociale, quella che può confinare addirittura con la sinistra. D’altronde mio nonno, all’inizio, era socialista: diciamo che sono tornata alle origini genetiche
NAPOLI - «Mi è permesso un peccato d’orgoglio? Anche stavolta ho vinto io...». E giù una risata, che racconta più di qualunque parola lo stato d’animo di Alessandra Mussolini dopo le suppletive. Forse nemmeno lei si aspettava quel 9 per cento raccolto da Alternativa Sociale nel suo ex collegio. E per questo, ora, muove spavalda all’assalto dei vecchi alleati. «Dicevano: lì si vince comunque, è zona blindata per la destra. E invece l’hanno consegnata al centrosinistra. Bravi, davvero bravi: ci vuole arte per disperdere gli otto punti di vantaggio che avevo accumulato nel 2001. E’ la dimostrazione che il candidato conta, eccome: quel seggio me l’ero guadagnato io, mica l’avevo ricevuto in dono». Poco importa alla Mussolini se, con i suoi voti, il centrodestra avrebbe trionfato di nuovo nella roccaforte di Napoli 1. «Stiamo parlando di aritmetica, non di politica. Nessuno di noi ha intenzione di scendere a patti con la Casa delle Libertà. Anzi, questo risultato elettorale conferma che siamo sulla strada giusta. Dalle Europee ad oggi, in soli quattro mesi, abbiamo incrementato i voti del trenta per cento e oltre. I dati di Milano e Genova, insieme a quelli di Napoli, mostrano che Alternativa Sociale sta mettendo radici ovunque. Vedrete cosa combineremo alle Regionali...».
Ma, avverte la Mussolini, non si tratta di una minaccia rivolta al Polo: «E’ una semplice constatazione. Presenteremo nostri candidati in tutt’Italia. Io, ad esempio, mi batterò nel Lazio contro Storace, uno di quelli che pur di conservare la poltrona hanno chinato la testa dinanzi a Fini. Imparino lui e Tremaglia che la coerenza non può essere barattata con i benefit di un incarico governativo».
E non si tratta di una questione personale. A chi avanza il dubbio che Alternativa Sociale, senza poter spendere il nome Mussolini, non raccoglierebbe tanti voti, risponde di non sentirsi affatto la «Berlusconi dell’estrema destra». «Macché, nella nostra coalizione si discute, c’è diversità di opinioni: non siamo un’azienda che esegue le direttive del capo. Caso mai, ho la fortuna di essere donna: un uomo non sarebbe mai riuscito a mettere insieme le frange della destra sociale. Lo conosce il proverbio? Quando ci sono troppi galli a cantare...».
L’osservazione che, rimandendo fuori dai poli, la presenza di Alternativa Sociale finisca per ridursi a mera testimonianza politica, non convince affatto la Mussolini: «E chi l’ha detto? Noi siamo una forza anti-sistema che si batte contro questo falso bipolarismo. La gente lo sa e ci segue sempre più numerosa. Il centrodestra, del resto, è mutato radicalmente nell’ultimo anno: oggi non c’è un solo punto del suo programma in cui mi riconosco. Ecco perché mai e poi mai stringeremo alleanze con Fini, Berlusconi e gli altri».
E non si parli di fascismo: «Lasciamo da parte le etichette: noi rappresentiamo la destra sociale, quella che a volte può confinare addirittura con la sinistra. D’altronde mio nonno, all’inizio, era un socialista: diciamo che sono tornata alle origini genetiche. Non ho tradito il Dna politico della famiglia».
Enzo d’Errico
Fonte: Corriere della Sera
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) sociale, dal momento che AS rappresenta, sì e no, il 20, forse 25% della cosiddetta area.
