Dopo gli scontri di Seattle nel 1994 il nome di John Zerzan (nella foto) è apparso sui giornali: ecco l'ispiratore della rivolta, ecco la mente che si nasconde dietro i black bloc e gli ecoguerrieri. Coerentemente con le sue idee libertarie, Zerzan nega di essere il «capo» di alcun movimento, dedicandosi piuttosto ai suoi studi di antropologia e ar-cheologia e pubblicando quelli che oggi so-no i testi di riferimento dell'ecologismo ra-dicale, Primitivo attuale. Il rifiuto della ci-viltà (Stampa alternativa, 2004) e anche Futuro primitivo (Edizioni Nautilus).
Per Zerzan, classe 1943, influenzato dal-l'esperienza beat, impegnato poi nel sinda-calismo di base, oggi ani-matore della rivista anar-co-ecologista Green A-narchy, con la «rivoluzio-ne neolitica» l'umanità ha preso una svolta distrut-tiva La sua visione è a dir poco estrema: secondo la logica dell'addomesticamento gli animali sono -stati chiusi nei recinti, i vegetali nelle serre e gli umani nelle città, tutto ciò sta spingendo il Pianeta verso l'esaurimento delle risorse e un prossimo collasso. Lontana da profeti-smi catastrofisti, la prosa di Zerzan è anzi asciutta, ariosa e quasi pacata. I suoi scrit-ti prefigurano un futuro primitivo e antiau-toritario con grande serenità, in un mondo, senza gerarchie né dipendenze, che è tutto da ri-inventare e ri-abitare. Aspettando che la gente si decida a vivere nel ritrovato abbraccio di umanità e natura, la più auto-revole voce del nuovo primitivismo radica-le americano, vive in una casa occupata in California, non possiede macchina, né car-ta di credito o computer, e per sbarcare il lunario fa il baby-sitter.
Sia chiaro che l'ecologismo radicale non è un'invenzione di Zerzan: dagli anni Settanta in Usa esistono tribù di «eco-guerrie-ri» che lottano in difesa della natura. Nel 1979, un gruppo di eco-terroristi costituì Earth First!, associazione anarco-terrori-stica, ispirata tra l'altro al romanzo di Ed-ward Abbey, I sabotatori (in Italia pubbli-cato di recente da Meridiano Zero) in cui un improbabile quartetto vaga per l'Ame-rica sabotando le macchine che distruggo-no la natura incontaminata.
Ma se si vuole capire a fondo quella che è oggi, forse, la sola vera controcultura possibile, conviene dare un'occhiata agli scritti di due figure centrali del movimento ecoterrorista: Theodore J. Kaczynski, me-glio conosciuto come Unabomber, ex matema-tico di Harvard arrestato nel 1996 dal Fbi dopo an-ni di ricerche e al suo Ma-nifesto di Unabomber. La società industriale e il suo Muro (Stampa alternati-va) è un autentico attac-co alla civiltà tecnologica: un documento di 232 ar-ticoli basato su argomen-ti discutibili ma anche ricco di bagliori; e lo svizzero Marco Camenisch, condannato a 10 anni di reclusione dalla giustizia italiana, dopo 9 anni di carcere è stato estradato in Svizzera dove è stato condannato ad altri 17 anni di carcere. La sua storia è ben rac-contata in Acthung Banditen! L'ecologi-smo radicale di Marco Camenisch a cura di Piero Tognoli (Nautilus).
I messaggi di Camenisch e Unabomber sono chiari e più o meno identici nella loro urgenza: le nuove tecnologie stanno di-struggendo l'uomo.
Primitivismo nella Rete:
www.coalitionagainstcivilization.org
www.primitivism.com
ww.greenanarchy.org
di Valentina Pigmei
Tratto da Specchio, supplemento al numero del 30 ottobre 2004 de La Stampa
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) o tipo quando anni fa gli anarchici attaccarono duramente la rete bioregionalista di Zarelli (bioregionalismo = blut und boden)...
