Mercoledì, 3 Novembre 2004
LESPERTO
«In Europa il caso veneto fa già scuola»
Mestre
(a.fr.) Divise ma non troppo. Il fatto che, di fronte all'emergenza ambientale, le città venete abbiano adottato soluzioni diverse, non impedisce ai tecnici del settore di considerare interessante la Carta di Padova, come spiega Alessandro Benassi, responsabile dell'Osservatorio aria dell'Arpav (l'Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto). «A livello comunitario - spiega - si sta già analizzando il caso veneto. Il fatto che città con amministrazioni politicamente diverse abbiano adottato criteri comuni per affrontare l'emergenza ambientale è un fatto interessante».
Ma come giudica queste soluzioni?
«Intanto va chiarito che azioni di questo tipo non servono a migliorare la qualità dell'aria, ma a farsì che non peggiori. E visto che la concentrazione del Pm10 è un problema che riguarda l'intera area padano-veneta, le azioni più estese nello spazio e nel tempo sono quelle che riescono a dare rimedi strutturali e non di mera risposta all'emergenza».
Le altre regioni cosa fanno?
«Mi sembra che sia prevalsa la scelta di estendere a cinque giorni la settimana i divieti ai mezzi non catalizzati. Solo l'Emilia Romagna, dal 1. gennaio prossimo, adotterà anche le targhe alterne per un giorno alla settimana».
Nel Veneto alcuni Comuni hanno deciso di bloccare solo le auto non catalizzate, che inquinano molto di più. Altre di estendere i limiti a tutte le auto. Cosa è preferibile?
«Si tratta di due approcci, con pro e contro. In un caso si adottano misure più intensive, ma più limitate nel tempo. Altrove si punta su limitazioni più estese nel tempo, ma limitate ai motori più inquinanti. Sarà interessante studiare le rilevazioni sulla qualità dell'aria per capire quale strategia sisarà rivelata migliore».
E in attesa dei dati?
«Intanto speriamo che venga approvato il piano regionale di risanamento dell'aria, che prevede sette tavoli zonali ai quali verranno decise azioni condivise, tenuto conto delle specificità. Non è detto che la soluzione adottata in un'area urbana vada bene anche in montagna. Per il resto, mi auguro che piova come in questi giorni».




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