IRAQ/ SI RAFFORZA PRESSIONE MILITARE USA SU FALLUJAH - il punto
05/11/2004 - 135
L'ordine di attacco sarà dato dal premier Allawi

Baghdad, 5 nov. (Ap-Apcom) - Le truppe Usa stanno intensificando le operazioni nell'area di Fallujah nel tentativo di fiaccare la resistenza dei miliziani e prepararsi all'imminente offensiva contro la città divenuta il simbolo della resistenza irachena.

Gli attacchi aerei Usa lanciati la scorsa notte sono proseguiti fino alle prime ore di questa mattina, colpendo diversi obiettivi nella zona sudorientale e in quella nordorientale della città, stando a quanto riferito dall'esercito Usa. I bombardamenti hanno colpito un sistema di barricate su cui erano disposti ordigni esplosivi, una postazione di comando della guerriglia, presunte postazioni di fuoco e un deposito di armi. Nel corso delle operazioni, dagli altoparlanti delle moschee sono stati letti versetti del Corano ed è stato più volte urlato "Allah akbar" (Dio è grande), stando a quanto riferito dagli abitanti della città.

Dopo i raid aerei, i militari americani hanno provveduto a bloccare le vie di accesso a Fallujah, comprese le autostrade che portano alla frontiera con Giordania e Siria. Alcuni funzionari siriani hanno confermato la chiusura del posto di frontiera da parte degli iracheni.

L'offensiva finale a Fallujah viene studiata e messa a punto da giorni nella principale base Usa a sudest della città, Camp Baharia, dove i marines vengono addestrati alle tecniche di guerriglia e l'ospedale da campo è ormai attrezzato per accogliere le vittime e feriti delle prossime giornate di combattimento. I funzionari Usa hanno previsto l'utilizzo di una forza mista di iracheni e americani per l'assalto. L'ordine sarà dato dal Primo ministro ad interim iracheno, Ayad Allawi, al momento impegnato in un viaggio in Europa.

Domenica scorsa Allawi aveva dichiarato che le trattative per trovare una soluzione pacifica su Fallujah erano entrate nella "fase conclusiva", ma che ancora non era stata individuata una via concreta per una soluzione pacifica. "La nostra pazienza sta per esaurirsi", aveva aggiunto il premier, commentando lo stallo dei negoziati riguardo alla richiesta avanzata da Baghdad ai leader locali di consegnare i seguaci del terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi, responsabile di diversi attentati suicidi e di sequestri e decapitazione di cittadini stranieri. Non è chiaro se siano ancora in corso contatti tra le due delegazioni.

In vista dell'assalto finale, gran parte della popolazione locale ha lascitao la città. L'intelligence dei marines ha fatto sapere che su una popolazione che conta 25.000 abitanti, sono circa 50.000 quelli rimasti nelle proprie case. Sempre secondo l'intelligence, le forze Usa e irachene si troveranno a dover affrontare tra i 2.000 e i 5.000 guerriglieri, tra militanti islamici, fedelissimi di Saddam e criminali comuni, che si pensa comunichino tra loro attraverso telefoni cellulari, piccioni viaggiatori e un sistema di comunicazione con utilizza le bandiere.

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Per il momento si è intensificata l'attività dei conigli-volanti.
Il morale dei marines è sotto i tacchi; ma è necessario ottenere una vittoria, altrimenti addio elezioni e legittimazione (???)democratica del pupazzo Allawi e addio alleati che sono già con le valige in mano (eccetto naturalmente gli italiani che rimarranno finchè vuole Bush).
Tuttavia ho l'impressione che qualcuno si romperà i denti.