Londra: su Falluja decide Bagdad, non Annan
Su Falluja decide il governo di Bagdad, e non il segretario delle Nazioni Unite: così Londra ha seccamente replicato all'ammonimento di Kofi Annan a non attaccare - come le truppe americane si appresterebbero a fare - la città ribelle sunnita dell'Iraq centrale. In tre lettere indirizzate al presidente americano George W. Bush, al premier britannico Tony Blair e al premier iracheno Iyad Allawi, il segretario generale delle Nazioni Unite aveva osservato che una massiccia offensiva contro Falluja potrebbe esasperare la rabbia degli iracheni e minare la prospettiva di elezioni a gennaio in Iraq. Annan "può dire quello che vuole - ha replicato un portavoce del ministero degli esteri britannico - ma a questo riguardo noi diamo ascolto al governo iracheno". In precedenza Allawi aveva definito "confusa" la lettera di Annan.
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questo ex campione della sinistra liberal è il complice compiacente nei 4 più grandi crimini di questo inizio secolo:
1 l'assassinio di massa di civili irakeni.
2 la divisione dell'Unione Europea.
3 l'annichilimento dell'ONU.
e il quarto, il peggiore, l'instaurazione ufficiale dell'impero statunitense, a cui tutto è permesso.
il povero blair non riesce neppure a intravedere nella lettera di Annan un intento umanitario, a lui interessa solo che i piani dell'impero non siano disturbati dal minimo dissenso.




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