....il mondo ci invidia

Questo il titolo di Repubblica di domani sulla notizia del giorno: Gianfranco Fini, ministro degli Esteri. L’arrivo alla Farnesina del leader di Alleanza nazionale viene salutato con toni entusiastici da tutta la stampa ma è il giornale della Cristoforo Colombo che, in particolare, sceglie di farne un tema forte offrendo come approfondimento un editoriale del Fondatore, “Anch’io scioperavo per Trieste italiana”, quindi un colorato reportage di Concita De Gregorio, “I laziali esultano: semo i champions” e infine, nelle pagine interne – a corredo – un’intervista al belga Di Rupo: “Io Fini lo abbraccio”.
Così parla il leader omosessuale della sinistra, lo stesso che si rifiutò di stringere la mano a Pinuccio Tatarella, vice premier nel primo governo Berlusconi, denunciandone la chiara natura fascista, e che oggi saluta in Fini “l’uomo giusto, piuttosto che quel Buttiglione”.

Lo statista che tutto il mondo ci invidia
Meritevole il titolo dell’Unità: “La destra perbene nel mondo, altro che Buttiglione”.

Lo statista che tutto il mondo ci invidia.
Furio Colombo, scongiurando contestazioni all’estero, così lo saluta in un editoriale:
“Spiegheremo noi chi sei, non sei certo Buttiglione”. Incoraggiante il solitamente icastico titolo del Manifesto:
“Fatte tornà Nizza e Savoia, daje ncambio Buttiglione”. Emozionati i toni solitamente compassati del Corriere della Sera: “Ha viaggiato tanto, conosce il mondo, non ha conflitti d’interessi, ama i negri, rispetta le single e ha comprensione per i gay”.

Lo statista che tutto il mondo ci invidia.
Perfino Gaynews, l’Arcigay e Gaypuppi, festeggiano la nomina di Fini: “Altro che Buttiglione”.
E a chi ricorda loro – come fa su Libero il pur contento Renato Farina, editorialista cattolico, amico di Buttiglione – l’antica polemica sugli omosessuali che non possono fare gli insegnanti, a lanciarsi in difesa di Fini, c’è pronto Franco Grillini:
“Sia chiaro: allora lui parlò di maestri di scuola, non ha mai parlato dei gay che non possono fare i ministri”.

Lo statista che tutto il mondo ci invidia.
Un vero e proprio dossier celebrativo ma malizioso, pur contento, lo pubblica Il Giornale. Questo il titolo: “Un curriculum
degno delle Feluche”. Ben due sono i paginoni
fotografici. Attraverso le immagini - in tutte le sue tappe – c’è la biografia del nuovo responsabile degli Esteri: dai Berretti Verdi a Fiuggi, storia di un leader. Un riquadro centrale lo incornicia durante i suoi incontri con gli statisti di tutto il mondo: eccolo mentre dà la mano a Saddam Hussein, eccolo mentre dà la mano a Jean Marie Le Pen, eccolo, infine, mentre, giovanissimo, dà la mano al Generalissimo Francisco Franco.

Lo statista che tutto il mondo ci invidia.
Un pur contento Gianni Baget Bozzo commenta:
“S’è fatto mancare Augusto Pinochet, ma solo per pregiudizio anti Usa”.
Anche il pur contento quotidiano Libero fa il maliziosetto: rimpinza tutta la pagina dedicata alla notizia del giorno con un’infinità di inserzioni pubblicitarie sui nuovi calendari del Duce, un commento del niente affatto contento Francesco Cossiga e poi mette in pagina un’intervista di Nicholas Farrell al pur contento Silvio Berlusconi. Nel cappello del pezzo viene rassicurato il lettore sul fatto che la conversazione è stata condotta senza champagne, il premier comunque rassicura i partner dell’alleanza occidentale
“che tutti i problemi di Gianfranco sono stati superati, lo sapete no? Ne incontra tanti all’estero, e poi diciamolo: non è come Buttiglione.
Conoscerà forse le lingue Rocco, ma non è certo uno statista”. Non è certo uno statista che tutto il mondo c’invidia.

saluti