A morte la casa Savoia
A morte la casa Savoia
bagnata da un'onda di sangue
si sveglia il popol che langue
si sveglia il popol che langue.
O ladri del nostro sudore
nel mondo siam tutti fratelli
noi siamo le schiere ribelli
sorgiamo che giunta è la fin.
A morte il re e il principin
a morte il re e il principin!
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Adio Venesia adio
Adio Venesia adio
noi se ne andiamo
adio Venesia adio
Venesia salutiamo.
Pasando per Malamoco
ghe gera de le donete
che tutte ci dimandavano
ma da che parte siete.
Siamo da Cannaregio
San Giacomo e Castèlo
siamo fuggiti via
col nostro fagotèlo.
E arivati a Chiogia
si misero accampati
come fussimo stati
i povari soldati.
Dopo tre ore bone
rivata la tradota
ai povari bambini
un poca de aqua sporca.
E a noi per colasione
la carne congelada
che dentro ghe conteneva
qualche bona pissada.
E da Rovigo a Ferara
una lunga fermata
durante tuta la note
fino a la matinata.
Dopo quarantot'ore
del nostro penoso viagio
siamo arrivati a Pesaro
uso pelegrinagio.
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Al milite ignoto
Io lo so chi ti spinse a partire
e non fu desiderio di gloria,
io lo so non volevi morire,
nè lasciare un ricordo alla storia,
io lo so chi ti venne a cercare,
fin sui campi, fin dentro a un cortile,
io lo so non ci fu da parlare,
con chi aveva in mano un fucile.
Io lo chi ti guardò partire,
sorseggiando un bicchiere di vino,
fu lo stesso che poi venne a dire,
che eri felice come un bambino.
Ma io lo so che non era affar tuo,
che non era la tua quella guerra
e del resto cos'è che era tuo?
Certo neanche quel pezzo di terra.
Hanno scelto la terra più triste,
quella che era costata più cara,
quella in cui a migliaia cadeste,
che vi accolse e vi fece da bara.
Hanno scelto la terra più rossa,
quella che era costata più vite
ed un corpo in cui solo le ossa,
circondassero ormai le ferite.
Lo hanno offerto a una patria impazzita,
che sfogasse così il suo dolore,
han pagato i tuoi anni di vita
con un grande anonimo onore.
Così oggi sei il milite ignoto,
morto in guerra nessuno sa come,
dopo averci lasciato la pelle,
c'hai rimesso per sempre anche il nome.
Ma non sarai certo ignoto ai compagni,
che con te avran lavorato,
non sarai certo ignoto alla donna,
che ti avrà ogni notte aspettato.
Non sarai certo ignoto agli amici,
che ti avran dedicato le sere,
nel ricordo dei tempi felici
in cui potevano offrirti da bere.
Come sei invece ignoto a quelli,
per cui tutto ciò è stato un affare,
che cantando siam tutti fratelli,
ti ricordano intorno a un'altare.
Come sei certo ignoto alle mani,
di quel vivo illustre da bene,
che verrà a sputare domani,
altri fiori sulle tue catene.
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Cadorna
Maledetto sia Cadorna,
prepotente come d'un cane,
vuol tenere la terra degli altri
che i tedeschi sono i padron.
E i vigliacchi di quei signori,
che la credevano una passeggiata,
quando sentirono la loro chiamata
corse a Roma e s'imboscò.
E quei pochi che ci resteranno,
quando poi verranno a casa,
impugneranno la loro spada
contro i vigliacchi di quei padron.
O vile Italia, come la pensi
del tuo popolo così innocente,
che non ti ha mai fatto niente
e tu, vigliacca, lo vuoi tradir?
Dagli ufficiali siamo mal trattati
e dal governo siamo mal nutriti;
in quattro stati si sono riuniti
per distruggere la povertà




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