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Discussione: Yugo

  1. #1
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    Predefinito Yugo

    La storia di questa Casa automobilistica segue le orme di quella dello Stato che decise di fondarla, ossia la Yugoslavia di Tito, ed è legata a doppio filo non solo ai tragici eventi che hanno attraversato questa nazione, dalla sua nascita fino alla sua dissoluzione, ma anche, nel bene e nel male, agli Stati Uniti. Difatti, le vetture di questa Casa ebbero un incredibile successo negli USA qualche anno fa, ma proprio da aerei statunitensi sono arrivate le bombe che hanno distrutto, nel 1999, la fabbrica yugoslava di Kragujevac. La storia della Zastava-Yugo, un pò come quella della tedesco-orientale Trabant, è quindi fortemente simbolica degli eventi che hanno seguito la fine del'impero sovietico e dei suoi Stati-satellite.

  2. #2
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    a Zastava (nome per esteso: "Zavodi Crvena Zastava", ossia "Fabbrica Bandiera Rossa"), nasce addirittura nel 1853 come fabbrica di cannoni , ma la sua attività automobilistica inizia solo nel 1939 . Nello stesso nome iniziale della Casa era scritto anche il suo destino: l'attuale "Zastava" si chiamava infatti "Vojno-Tehnicki Zavod" (istituto tecnico dell'esercito), ovvero era una fabbrica di armi, e, per di più, il fato ha voluto che i primi veicoli prodotti, riservati all'esercito, fossero americani (Ford, Jeep e Chrysler), originari di quegli stessi Stati Uniti d'America che sessant'anni dopo avrebbero partecipato ai bombardamenti NATO che hanno distrutto la fabbrica. La produzione successiva fu incentrata su modelli prodotti su licenza Fiat ("1100", "1500", "125", ecc.), fra i quali il più importante è la Zastava "750" , derivata dalla Fiat "600", e lanciata nel 1960.


  3. #3
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    Chiamata familiarmente "Ficio" ("piccola Fiat" in serbo!), la Zastava "750", a differenza della versione italiana -che si fermò a 750 cc.- venne equipaggiata, sull'ultima versione, anche con il motore da 843 cc. della Fiat "850" (39 cv, 125 km/h), nonchè col volante della Fiat "126" anni '80! E' stata l' "auto del popolo" in Yugoslavia, rimanendo in produzione fino al 1989 (ovvero 20 anni dopo l' uscita di produzione in Italia!)...ma pare che sia stata prodotta anche in Turchia, sempre con marchio Zastava, fino al 1995 (!!!). Nelle prime due foto in alto, altre due immagini della "Ficio" (con il marchio Zastava ben in evidenza, sia davanti che dietro), e, nella terza foto, una versione da corsa: fino alla caduta del comunismo, difatti, la Zastava "750" era molto usata nei rally, con motori di serie elaborati, oppure i 1100-1300 della Fiat "128", ma si arrivava anche ad utilizzare motori da 1600 cc...come nel caso della vettura da pista nella quarta foto (in verità piuttosto recente), dotata di motore Fiat 16 valvole posto centralmente, cambio Hewland a 6 marce, differenziale a slittamento limitato, 230 cv di potenza max!!!






  4. #4
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    Nel 1971, inizia la produzione della versione yugoslava della Zastava/Fiat "128", ribattezzata "Skala" durante gli anni '80 (e soprannominata dai Serbi "Stojadin", nome maschile simile a "sto jeda", ovvero "centouno" in Serbo). Di tale vettura, la Zastava realizza e produce anche una versione con portellone (Zsatava "101", prime tre foto in alto), cosa che la Casa torinese non aveva mai fatto: è la prima realizzazione "autonoma" della fabbrica di Kragujevac, che anticipa la più famosa "Yugo" degli anni '80. Nella quarta foto, la versione pick-up, anch'essa mai realizzata in Italia, così come la rara versione tre porte nella quinta foto. Tale vettura è uscita di produzione alla fine del 2001, quasi vent'anni dopo l'uscita di produzione della "128" italiana!






  5. #5
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    La produzione aumenta rapidamente: fino al 1981, la produzione della Zastava "750" è stata di quasi un milione di unità. Nel 1968 iniziano le esportazioni, e la Casa partecipa anche ad alcuni rally internazionali, fra i quali il "Tour d' Europe" del 1973, dove una Zastava "Skala" preparata all' uopo conquista il primo posto di classe e il quarto nella classifica generale . Nella quarta foto, invece, un'altra Zastava "101" durante una gara a Kiev (Ucraina) nel 1980, e potenziata fino a 115 cv. La Zastava era quindi uno dei fiori all' occhiello della Yugoslavia di Tito, e della "terza via" che questa aveva delineato nell'ambito dei Paesi del blocco sovietico, ovvero di rapporto sia con i Paesi comunisti, sia con i Paesi occidentali.

  6. #6
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    Nel 1981, mentre la "750" by Zastava è ancora in produzione (!), comincia a prender forma la "Yugo" (nome che verrà applicato come marchio di fabbrica a tutte le vetture della Casa, a partire dagli anni '80), venduta da noi per qualche tempo dalla Fiat come Innocenti "Koral". La nuova auto (foto in alto) è una compatta -ma squadratissima...- utilitaria a tre porte disegnata dalla Zastava stessa, basata fondamentalmente sulla meccanica della Fiat 127: quindi trazione anteriore e motore 900 cc. ad aste e bilancieri (Yugo "45"), a cui si affiancano i motori monoalbero in testa della "Skala/128", di 1100 (Yugo "55") e 1300 cc.(Yugo "65").


  7. #7
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    Ma la "Yugo" passa alla storia per un altro motivo: a metà anni '80 ne viene decisa l'esportazione negli Stati Uniti (in alto, la sede della Yugo America). L' impresa appare quanto mai azzardata: 900 cc., nella patria dei grossi V8 Chevrolet da 6000 cc., vengono considerati a malapena una cilindrata motociclistica (e neanche quello, forse!), inoltre la vettura proveniva da un Paese alleato del "nemico rosso"(l' URSS), il cambio era manuale (e si sa che gli USA sono la patria dell'automatico), per non parlare dell'allestimento, spartano fino all'osso, con un cruscotto che era praticamente quello della Fiat 127 seconda serie!

  8. #8
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    Eppure, a dispetto delle previsioni, la vettura ebbe un successo clamoroso quanto imprevisto : costava centinaia di dollari meno dell' auto meno costosa presente fino a quel momento negli USA, e le prenotazioni furono subito numerose. Era una vettura "da supermercato", da acquistare senza troppi pensieri, e, per questo, molti americani versarono gli anticipi senza neppure vedere la macchina! La critica non fu certo tenera con la piccola e spartana vettura jugoslava (del resto, se non si è mai vista una Fiat 127 esportata negli USA, ci sarà stato un motivo...), evidenziandone fra l'altro la tendenza a "rompere" in diverse parti. E, difatti, la pacchia durò poco: la vettura accusava rotture di motore, freni, impianto elettrico e quant' altro. Nacque addirittura un libro di barzellette sulla Yugo, per la maggior parte stupide, ma una era davvero "al vetriolo": "A cosa serve il lunotto termico su di una Yugo?" -"A scaldare le mani di chi spinge , quando fa freddo!". Beh, forse era stupida anche questa, ma descriveva bene la considerazione che avevano gli americani per la Yugo...


  9. #9
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    Tutto ciò, in aggiunta alla pessima assistenza post-vendita, gettò una macchia indelebile sulla fama della Casa. La vettura fu così venduta, fra alterne vicende , fino al '91, anno in cui cessò definitivamente l'esportazione negli USA (e questo nonostante alcuni miglioramenti, come l'iniezione, un raggio di sterzata più piccolo, sedili migliori, ecc.). Della "Yugo" fu realizzata anche una simpatica versione cabrio , che però fu venduta in pochi esemplari, a causa di problemi iniziali di scarsa rigidità della scocca. Aveva il motore 1.3 da 65 cv ed una dotazione che comprendeva la "chicca" dell'azionamento elettrico della capote: un accessorio che molte rivali più costose non avevano...forse per non rischiare di offrire un optional malfunzionante. Nella terza foto, un prototipo realizzato nel 1998, poco prima dei bombardamenti NATO: il frontale era stato modificato con gli stessi fari della Yugo "Florida" , che la rendevano vagamente somigliante alla Seat "Marbella", ed il motore 1.3 migliorato con l'iniezione Bosch multipoint. Nella quarta foto, invece, la versione furgonata, ottenuta semplicemente applicando un'appendice in vetroresina alla parte posteriore, come sulla nostra "Panda Van".

  10. #10
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    La piccola e povera "Yugo", contro ogni previsione, è riuscita ad entrare -sia pure in negativo- nell'immaginario collettivo degli americani. C'è persino chi ne è rimasto pienamente soddisfatto: nello stato dello Utah, ad esempio, nonostante su 800 esemplari importati ne siano sopravvissuti solo 60 (morte naturale, od omicidio con occultamento di cadavere?), molti dei proprietari delle Yugo superstiti -fra cui contadini "all-American-life", abituati ai pick-up Ford- si dichiarano soddisfatti delle proprie vetture, nonostante gli sfottò della gente. Uno di questi dichiara di aver fatto 220.000 MIGLIA (dico MIGLIA) con la sua Yugo! Ancora, la nostra piccola emigrante italo-jugoslava ha "recitato" in numerosi film (se non erro, ad esempio, "La Retata", 1987, con Dan Aykroyd), dove faceva -inevitabilmente- parti analoghe alla Ford "T" di Stanlio e Ollio...vi pare poco? Una "127" nella Grande Mela...grandioso!

 

 
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