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  1. #1
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    Predefinito Il 'principale ostacolo alla pace' non c'è più...



    Non vi è certo bisogno di molte parole per descrivere Yasser Arafat, colui che, piaccia o no, è stato il simbolo stesso della causa palestinese e della volontà di quel popolo a divenire nazione. Nato in Egitto nel 1929, a soli 16 anni aveva abbracciato la causa della lotta contro il non ancora nato stato di Israele ed aveva iniziato a contrabbandare armi in Palestina per combattere inglesi ed ebrei. Dopo la nascita dello stato di Israele nel 1948 è iniziata la lunga Odissea di quest’uomo, che ha fatto della presa di coscienza da parte degli arabi di Palestina di essere un ‘popolo’ tra gli altri popoli della Terra con pari diritti lo scopo della sua vita, scopo che pur passando per una serie infinita di lutti, umiliazioni e sofferenze, alla fine è stato raggiunto. Nel 1993 gli accordi di Oslo premiavano la tenacia inesauribile di quest’uomo il quale l’anno successivo riceveva il Nobel per la pace insieme a Yitzhak Rabin e Shimon Peres. Gli accordi di Oslo, che prevedevano alla lunga il ritiro di Israele da quasi tutti i territori arabi occupati nel 1967 e la nascita di uno stato palestinese, spianavano la strada ad una definitiva situazione di pacifica convivenza in Palestina. Tutti coloro che, allineandosi supinamente con le posizioni di Bush e Sharon, consideravano Arafat come ‘il principale ostacolo alla pace’ dovrebbero se non altro meditare sul fatto che a spezzare il processo di pace inaugurato ad Oslo sono stati il massacro di decine di musulmani in preghiera da parte di un ‘ebreo ultraortodosso’ avvenuto ad Hebron nel febbraio del 1994 e l’assassinio di Rabin ad opera di un altro estremista di destra avvenuto a Gerusalemme nell’ottobre del 1995. Successivi tentativi di raggiungere un accordo con i leder israeliani succeduti a Rabin, Benjamin Netanyahu ed Ehud Barak , non riusciranno a ripristinare la rottura del clima di pace che quegli avvenimenti avevano provocato e la situazione doveva poi precipitare nel 2001 con l’elezione a primo ministro di Israele di Ariel Sharon, da sempre suo irriducibile nemico personale. E’ quella per Arafat una vera e propria ‘sentenza di morte’. Nel 2001 è messo al confino a Ramallah, tenuto costantemente sotto il tiro dei tank di Israele. Nel 2002 il presidente americano Gorge W. Bush lo dichiara ‘politicamente morto’. Nel 2003 il consiglio di sicurezza di Israele dà parere positivo per l’espulsione di Arafat dai territori. Nel novembre del 2004 il sopraggiungere della morte biologica pone definitivamente la parole ‘fine’… ora finalmente vedremo con gli occhi e costateremo con mano se, e in che misura, Arafat è stato il ‘principale ostacolo alla pace’…


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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Predefinito

    L'UNICA PACE POSSIBILE RIMANE QUELLA DI ARAFAT:
    VIA GLI EBREI DALLA PALESTINA...
    LE ALTRE POSSIBILI PACIFICAZIONI, SEMPRE CHE VEGANO, RIMARRANNO SOLO FINZIONI SENZA SIGNRIFICATO PRATICO.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
    memoria storica di PoL
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    Talking ... le dichiarazioni di GianFranco Fini...

    Esemplari le dichirazioni rilasciate a Gerusalemme, dove rinnova la visita di un anno fa che tanti benefici effetti ha portato alla coesione e all’unanimità all’interno del suo partito, del nuovo ministro degli esteri in pectore del governo Berlusconi… ecco qui alcuni 'assaggi'…

    … comportamenti ambigui nei confronti del terrorismo dello scomparso leader palestinese Yasser Arafat hanno contribuito a non far raggiungere la pace in Medio Oriente e spetta ai nuovi dirigenti dimostrare nei fatti che intendono sradicare il terrorismo…

    … l’uscita di scena di Arafat chiude una lunga fase in cui non è stato possibile raggiungere una pace duratura…

    … l'Italia farà tutto quello che è in suo potere a livello di Unione europea e di comunità internazionale affinché la nuova Autorità palestinese usi tutti i mezzi in suo potere per combattere il terrorismo…

    … oggi è una giornata storica [sic!… proprio così ha detto!…]… il governo italiano si impegnerà affinché venga garantita la sicurezza perché, come ha detto Sharon, non ci può essere pace se non c'è sicurezza per i confini e il popolo di Israele…

    … se oggi si dovesse cambiare tabella di marcia [riferito al piano ‘unilaterale’ di pace di Sharon… -n.d.r.] si rischierebbe l'effetto paradossale di favorire coloro che non hanno voluto il piano di disimpegno e si allontanerebbe la possibilità della pace…

    Il migliore commento alle ‘dichiarazioni’ del quasi ministro degli esteri è certamente quello riportato dal seguente comunicato dell’agenzia Adnkronos


    Bruxelles, 11 nov [Adnkronos/Aki] - La commissione europea non fa commenti 'sulle posizioni di singoli esponenti politici'. Cosi' ha risposto il portavoce dell'esecutivo comunitario Reijo Kemppinen, durante una conferenza stampa a Bruxelles ai giornalisti che chiedevano commenti sulle recenti dichiarazioni del leader di An Gianfranco Fini sulla morte di Yasser Arafat…




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    Nobis ardua

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  4. #4
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    Predefinito Il presidente del Senato Pera sarà presente ai funerali di Arafat...

    Alla fine il consiglio dei ministri ha deciso che ai funerali di Yasser Arafat, che avranno luogo oggi al Cairo, l'Italia sarà rappresentata dalla seconda carica dello stato, il presidente del Senato Marcello Pera, e dal ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno. Tutto questo dopo che il [quasi]neo-ministo degli esteri GianFranchino, il quale ha deciso di non perdere una sola occasione per fare la figura dell’emerito imbecille, aveva detto [testuali parole …] che ‘non era stato raggiunto un accordo nella Ue sul livello di rappresentanza politica da inviare alla cerimonia e che l'Italia aveva ritenuto opportuno mandare unicamente il sottosegretario agli esteri, Alfredo Mantica, responsabile per l'area mediorientale…’. A quanto pare l’autentico primato in questione da un po’ di tempo a questa parte quando si incontra con una qualsiasi papalina, si sente designato a sparare imbecillate a nome nientemeno che dell’intera Europa… peccato però che ieri nel parlamento del suo stesso paese sia stato oggetto di derisione da parte di tutti, non ultimi quelli del suo stesso partito…
    A dare il via alla sceneggiata è stato il deputato di An Nino Lo Presti, il quale, mentre il vicepresidente della camera Publio Fiori, anch’egli di An, leggeva il messaggio di cordoglio scritto da PierFerdinando Casini e indirizzato all’Anp, se ne uscito con la bella frase: ‘Ma è morto un terrorista!…’. La risposta, fin troppo ovvia in verità, non si fa attendere e arriva per bocca del capogruppo comunista Franco Giordano : ‘Sei un emerito cretino!…’. Il successivo parapiglia è facilmente sedato dal personale della Camera, dopo di che comincia la ridda di dichiarazioni da parte dei deputati dell’opposizione, tutte più o meno il linea con il pensiero espresso da Giordano. A chiudere alla fine l’incidente e a sancire definitivamente che Lo Presti appartiene alla schiera degli idioti imbecilli ci pensa allora il capogruppo di An a Montecitorio GianFranco Anedda: ‘Il collega Lo Presti ha usato dei toni sbagliati. Tra noi [di An] vi è diversità di vedute circa Arafat. Io personalmente sono convinto che egli abbia grandemente contribuito ad un processo di pace che purtroppo ancora non è stato raggiunto. Alleanza Nazionale si scusa per l’accaduto si associa alle parole del presidente Casini e del presidente Ciampi…’. Incidente chiuso dunque, anche se Lo presti, per sua consolazione, trova nell’aula una schiera ‘assai vasta’ di consenso… rappresentata dal solo depurato leghista Giuseppe Rossi che così si esprime: ‘Il suo è stato un intervento duro, forte, ma di carattere politico. E poi gli hanno dato del cretino []…’.
    Archiviato l’incidente non mancano tuttavia le punture velenose da sinistra, dirette ovviamente al solito ‘primato’… Alludendo al vicepremier tuttora in carica, Antonio Di Pietro si chiede perché non sia Fini a rappresentare il governo ai funerali di Arafat, visto che ‘si trova già in visita nell'area mediorientale’… Sulle scelte di rappresentanza ufficiale al Cairo, Massimo D'Alema non si esprime, ma quando gli si chiede un commento sulle parole di Fini, allarga le braccia e aggiunge: ‘sarà ministro degli esteri per un breve periodo...’






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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  5. #5
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    fini si trova già in medioriente....... ma mandano altri due...

    è la lotta agli sprechi. promossa dal goveno....
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 

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