BRUXELLES - Il Vlaams Blok no, ma i pedofili. Tanto il primo non piace, tanto i secondi sembrano godere di particolari attenzioni, se è vero - come denunciato qualche giorno fa dal quotidiano Dernière Heure - che ogni anno ne vengono rimessi in libertà condizionata quasi una quarantina.
Il popolare quotidiano belga cita le statistiche ufficiali delle scarcerazioni autorizzate nel Paese l’anno scorso e racconta come delle quasi 700 scarcerazioni condizionate del 2003, ben 35 hanno riguardato condannati per «fatti contro la morale» ai danni di minori, circa il 5% del totale.
Una cifra «più o meno costante nel corso degli anni» in un Paese che conta circa dieci milioni di abitanti. Le scarcerazioni, fa intendere la diffusa Dernière Heure, sono dovute al sovraffollamento delle carceri anche se formalmente si tratta di agevolare il reinserimento sociale dei detenuti.
Il loro rilascio anticipato viene deciso da una commissione interna agli stessi istituti di reclusione sulla base di una serie di criteri tra cui quella che il condannato abbia scontato almeno un terzo della pena. Legalmente, in Belgio non esiste alcuna differenza tra i pedofili e altri tipi di criminali e un anonimo esperto citato dal giornale ricorda che «tutti sono consapevoli che possono avere delle ricadute». Le norme sulla libertà condizionata per i recidivi erano state rese più severe dopo il caso del mostro pedofilo Marc Dutroux. Ma a quanto pare, non sono poi così severe...
[Data pubblicazione: 12/11/2004]




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