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Discussione: L’ultimo dei bulgari

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    Predefinito L’ultimo dei bulgari

    di Luigi Manconi (l’Unità, 23 ott 09)

    Ho avuto una lunga conversazione con Daniele Luttazzi. Pur detestando tutte le autocommiserazioni e tutti i martirologi, in specie di giornalisti e attori di sinistra (per quanto riguarda quelli di destra, non dimenticherò finché campo Carmen Russo che dichiara di essere stata discriminata “in quanto anticomunista”), il discorso di Luttazzi tuttavia mi colpisce.

    L’ostilità della destra nei suoi confronti, culminata nell'editto bulgaro di Silvio Berlusconi (2002), ha prodotto i suoi effetti nel tempo. L’esclusione da uno spazio televisivo autonomo (Luttazzi ha preferito non accettare quello offertogli qualche anno fa da Michele Santoro all’interno del proprio programma) ha determinato una notevole difficoltà nella comunicazione e, di conseguenza, una riduzione dell’interesse del pubblico, che tende fatalmente a dimenticare, e un rattrappirsi del circuito teatrale (dalle cento date di otto anni fa alle dieci di oggi).

    A ciò si aggiunge un ulteriore elemento della follia nazionale: ostacoli posti alle rappresentazioni teatrali da forze politiche preoccupate perché Luttazzi “crea disordine” o perché può interferire “con le elezioni amministrative locali”.

    Il risultato è che un minor numero di persone può oggi vedere e ascoltare Daniele Luttazzi, che resta l’unica vittima dell'editto bulgaro ancora sotto ostracismo. Considero la cosa un grave danno per l’equilibrio psicofisico della collettività nazionale e penso che la causa di una censura tanto grave consista nel fatto che Luttazzi abbia elaborato la critica più efficace e eversiva dello strettissimo nesso intercorrente tra sesso e politica.

    Luttazzi conosce bene i “rapporti intimi” tra sessualità umana e lotta per il potere e i tabù che gravano sulla prima come sulla seconda e li affronta da par suo, contestualmente: come se fosse – e così effettivamente è – un unico materiale psichico e sociale. Non a caso, quarant’anni fa, la parola d’ordine della nuova scena del teatro inglese, che scandiva la programmazione dei giovani autori “arrabbiati”, era: una anno sesso, e l’anno dopo politica. Per Luttazzi, è il sesso e la politica. Rigorosamente insieme: è questo, a mio avviso, che lo rende più efficace e più “temibile” di un attore pure straordinario com’è Corrado Guzzanti.

    D’altra parte, i fondamenti del teatro di Luttazzi, sono quelli, antichi e direi classici, della miglior satira: il vizio e la virtù, il servo e il padrone, il consenso e la trasgressione, la tirannia e la libertà e, infine, "il nudo e il morto". Ancora quarant’anni fa un magistrale disegno di Jules Feiffer rappresentava l’appena eletto presidente statunitense Richard Nixon in uno stato di euforia, in quanto quel ruolo gli avrebbe assicurato un potere immenso e la possibilità di “conoscere tante ragazze”. Come si vede, decenni prima del caso “Clinton-Lewinski” e di quello “Berlusconi-D’Addario”, già tutto era stato fatto e detto.

    Luttazzi ne è consapevole e, dunque, i suoi riferimenti all’attualità non sono certo il cuore del ragionamento: sono, piuttosto, una specie di inevitabile tributo alla ossessione erotomane della cronaca quotidiana. Ma Luttazzi sta altrove: sta letteralmente dentro il corpo (meglio dentro l’apparato genitale) che trema, suda, vibra, anela l’orgasmo e dentro il corpo che vive la politica, la gode e la patisce. Luttazzi sta lì, nel fondo buio e umido dove si trovano e si intersecano i cunicoli tortuosi che collegano desiderio e potere, voglia di seduzione e di conquista e volontà di potenza. Luttazzi percorre quei cunicoli, esplorandoli, e scrutandoli, osservando la materia che li forma e rovistando tra i rifiuti, i detriti, e i residui che secerne. Il suo è un “lavoro sporco” perché sporca la sostanza nella quale coraggiosamente- e non per sua voluttà, ma per il nostro bene- si immerge: liquidi e liquami diversi. Che corrispondono a altrettanti scarti della personalità e delle relazioni tra gli umani: le relazioni, appunto, di sesso e di potere. Quegli scarti, in genere, vengono taciuti e censurati, sottoposti a tabù, sepolti in discariche abusive e lì lasciati, a fermentare e a trasformarsi in miasmi velenosi. Luttazzi li porta semplicemente alla luce.

    Qui sta l’osceno. Ovvero, alla lettera, ciò che è destinato a restare fuori dalla scena e che a tradimento, e provvidenzialmente, viene portato allo scoperto. Ma se a questo si limitasse il lavoro di Luttazzi, saremmo di fronte a una sorta di speleologo degli abissi dell’animo umano e dell’anatomia umana, qualcosa di simile a un radiologo del profondo o a un medico specialista in colonscopia. Grazie al cielo, Luttazzi “fa ridere”: e fa ridere tantissimo. E ci libera (almeno un po’) dalla depressione.

    L’ultimo dei bulgari - l'Unità.it


    Questo articolo lo posto per ricordare che è uscito il nuovo libro di Daniele Luttazzi (La Guerra Civile Fredda) dove viene riproposto il monologo che sarebbe dovuto andare in onda nella puntata di Decameron poi censurata. In queste 25 pagine (pp. 74-98) DL riporta la storia della nascita del Cattolicesimo assieme a considerazioni personali sulla religione, sempre ancorati lucidamente a dati di fatto ed alla cronaca.

    In questi giorni di polemica sul crocefisso, una lettura quantomai consigliata.. Se avesse potuto esporre dei semplici dati storici al grande pubblico, probabilmente oggi ci sarebbe più informazione e meno superstizione sulla religione Cattolica.


    Nota personale: Ma i politici che richiamano una volta sì e l'altra pure le radici Giudaico Cristiane lo sanno che queste due religioni derivano dalla cultura egiziana oppure sono nate in Egitto (Ebraismo)??

    Per non parlare del fatto che scrittura, filosofia e democrazia le dobbiamo ai Greci..
    Ultima modifica di Razionalista; 09-11-09 alle 16:52
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

 

 

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