E ora gli agricoltori alzano la testa
di Carlo Lottieri
Di nuovo, ieri Berlusconi ha rinviato il decreto del ministro Alemanno contro gli organismi geneticamente modificati (ogm). Quello che si apre, a questo punto è un conflitto che va ben al di là dei contrasti di governo.
Quanti si oppongono all’introduzione di colture transgeniche, in effetti, lo fanno in nome di ideologie che avversano l’innovazione. C’è uno strano mix di autarchia e post-marxismo anticapitalista in chi bolla come ‘cibo Frankenstein’ quel riso ad alto contenuto di vitamine che, se diffuso nel Terzo Mondo, permetterebbe a molti bambini di evitare la cecità.
Un tempo si distruggevano i telai dicendo che erano macchine ‘infernali’; e con un’analoga ostilità per il progresso oggi si vorrebbe impedire agli agricoltori di servirci nel migliore dei modi. La ricerca sugli ogm, in effetti, sviluppa piante che resistono ai parassiti, e quindi necessitano di un minore utilizzo di anticrittogamici. Oltre a ciò, essa realizza un’agricoltura di più alta qualità: a costi inferiore e produttività superiore.
È interessante rilevare come un’istituzione per definizione ‘prudente’ quale è la Chiesa si sia schierata per gli ogm. Dopo averli difesi in un documento della Pontificia Accademia delle Scienze, nei giorni ha riaffermato tale posizione nel ‘Compendio della dottrina sociale della Chiesa’, in cui si legge che imprenditori e istituzioni “possono orientare gli sviluppi nel settore delle biotecnologie verso traguardi molto promettenti per quanto riguarda la lotta contro la fame, specialmente nei paesi più poveri, la lotta contro le malattie e la lotta per la salvaguardia dell'ecosistema”.
Gli stessi contadini vanno organizzandosi e nel Nord-Est del ‘miracolo economico’ è ora sorta Futuragra, un’associazione di agricoltori decisi a difendere il diritto di utilizzare in modo responsabile le nuove tecnologie. Non temono le innovazioni, considerano la politica economica europea dei sussidi e delle quote come destinata al fallimento, e vogliono rifondare l’agricoltura a partire dalla scienza, dalla libertà d’iniziativa e dal mercato. Sentiremo parlare di loro.
(da L'Indipendente, 29 ottobre 2004)
Pubblicato il 30/10/2004


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