CI sono i leghisti, quelli non lo hanno mollato mai.
quotidiano ilTempo
E ci sono anche i socialisti, quelli che sono a destra come quelli che sono a sinistra. Attorno a questi due nuclei storici si muove il Tremonti fan club. Sono i due nuclei storici, visto che l’ex ministro dell’Economia ha militato per molti anni nelle fila del Psi ed è stato anche candidato alle elezioni politiche del 1983, anno in cui venne presentato come uno degli intellettuali craxiani. E Giulio il terribile è sempre rimasto particolarmente legato al mondo socialista, tanto che il suo legame con Gianni De Michelis, segretario del Nuovo Psi, è più che saldo. Non tutta la Lega invece è con lui, come spesso si fa credere. È al suo fianco certamente l’ala dei duri e puri, di quelli legati al rito celtico, affezionati alla radice della Padania. Uno su tutti è Giancarlo Giorgetti che proprio Tremonti fece dimettere da sottosegretario alle Infrastrutture per fargli occupare quella di presidente della Commissione Bilancio della Camera. Ed è stato sempre Giorgetti a fare da tramite tra l’ex titolare del dicastero di via XX settembre e Umberto Bossi.
Considerare Tremonti soltanto un uomo della Lega è riduttivo. Anzitutto riscuote un certo consenso in tutto il mondo laico non solo socialista. Per esempio tra i Repubblicani (a cominciare da Giorgio La Malfa). Ha amici anche in An (Ignazio La Russa e Daniela Santanchè) e nell’Udc, partito on il quale ha improvvisamente ricucito. Proprio oggi pomeriggio il deputato di Forza Italia avrà un confronto con Marco Follini, leader dei centristi: gli scontri tra i due sono già entrati nel libri di storia. Mentre il feeling con Bbruno Tabacci è stato sempre molto forte. Non solo, ma l’iniziativa di Tremonti è guardata con un certo interesse anche nelle fila dell’opposizione. Per esempio nella Margherita tutta la componente laica non rimarrà insensibile alle sue parole. Ed è possibile che possa scattare qualche sponda inattesa, soprattutto da far pesare in chiave anti-berlusconiana. Per questo in Forza Italia la preoccupazione aumenta.
Non fanno salti di gioia per la rentreè di Tremonti in particolare a via Nazionale, dove ha sede Banca d’Italia. Tutta l’ala cattolico-sociale della Cdl non lo vede di buon occhio. Come Gianni Alemanno (An) e Rocco Buttiglione (Udc) passando per Savino Pezzotta (Cisl), che non fa parte del centrodestra ma la sua parola non è mai caduta nel vuoto.




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