IRAQ/ FALLUJAH E' UN CUMULO DI MACERIE
15/11/2004 - 22:45
Edifici in briciole, strade ricoperte di rottami, zero servizi
Fallujah, 15 nov. (Ap) - I genieri del corpo dei Marine hanno cominciato la valutazione dei danni sofferti dalla città di Fallujah dopo il lungo assedio e l'attacco finale. Il quadro che si è presentato loro è impressionante, secondo quanto riferiscono i testimoni e quei giornalisti che hanno avuto finora un limitato accesso alla zona.
Oltre ai danni provocati dalla battaglia nelle strade cittadine fra insorti e militari, bisogna infatti contare quelli provocati dai lunghi cannoneggiamenti, dalla terra e dall'aria, cui la città santa sunnita è stata sottoposta per settimane.
"La distruzione è incredibile. Qualcosa di impressionante", ha detto il sergente Todd Bowers, ingegnere civile inquadrato nel Quinto Reggimento dei Marine, che sta cercando di valutare che cosa serva per la ricostruzione. "La mia prima domanda è: da dove cominciare?".
La città si stende su un'area limitata, nella quale erano ammassate 300mila persone. Non c'è strada che non sia coperta di macerie, pile di mattoni, lampioni divelti, arredi urbani contorti. Le mura dei palazzi sono crivellate di colpi. Molti edifici sono in briciole: sono quelli nei quali gli insorti avevano stabilito il loro covi, fatti saltare dalle bombe "di precisione" dell'aviazione Usa.
Secondo il premier provvisorio iracheno Ayad Allawi, soltanto 200 dei 17mila palazzi di Fallujah sono stati distrutti in questo modo. Ma è impossibile ancora valutare quanti, degli altri, siano rimasti abitabili, e quanto abbia sofferto la rete dei servizi essenziali per una popolazione che in larga parte se n'è andata.
E intanto le distruzioni non sono finite: il fragore delle esplosioni continua a risuonare, e le raffiche di mitragliatrice segnalano che gli scontri con le cosiddette "sacche di resistenza" sono ancora in atto.
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