Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Ospite

    Post il potere è dolce e lo si gestisce "condolcezza"




    Biography of Dr. Condoleezza Rice


    Dr. Condoleezza Rice became the Assistant to the President for National Security Affairs, commonly referred to as the National Security Advisor, on January 22, 2001.

    In June 1999, she completed a six year tenure as Stanford University's Provost, during which she was the institution's chief budget and academic officer. As Provost she was responsible for a $1.5 billion annual budget and the academic program involving 1,400 faculty members and 14,000 students.

    As professor of political science, Dr. Rice has been on the Stanford faculty since 1981 and has won two of the highest teaching honors -- the 1984 Walter J. Gores Award for Excellence in Teaching and the 1993 School of Humanities and Sciences Dean's Award for Distinguished Teaching.

    At Stanford, she has been a member of the Center for International Security and Arms Control, a Senior Fellow of the Institute for International Studies, and a Fellow (by courtesy) of the Hoover Institution. Her books include Germany Unified and Europe Transformed (1995) with Philip Zelikow, The Gorbachev Era (1986) with Alexander Dallin, and Uncertain Allegiance: The Soviet Union and the Czechoslovak Army (1984). She also has written numerous articles on Soviet and East European foreign and defense policy, and has addressed audiences in settings ranging from the U.S. Ambassador's Residence in Moscow to the Commonwealth Club to the 1992 and 2000 Republican National Conventions.

    From 1989 through March 1991, the period of German reunification and the final days of the Soviet Union, she served in the Bush Administration as Director, and then Senior Director, of Soviet and East European Affairs in the National Security Council, and a Special Assistant to the President for National Security Affairs. In 1986, while an international affairs fellow of the Council on Foreign Relations, she served as Special Assistant to the Director of the Joint Chiefs of Staff. In 1997, she served on the Federal Advisory Committee on Gender -- Integrated Training in the Military.

    She was a member of the boards of directors for the Chevron Corporation, the Charles Schwab Corporation, the William and Flora Hewlett Foundation, the University of Notre Dame, the International Advisory Council of J.P. Morgan and the San Francisco Symphony Board of Governors. She was a Founding Board member of the Center for a New Generation, an educational support fund for schools in East Palo Alto and East Menlo Park, California and was Vice President of the Boys and Girls Club of the Peninsula. In addition, her past board service has encompassed such organizations as Transamerica Corporation, Hewlett Packard, the Carnegie Corporation, Carnegie Endowment for International Peace, The Rand Corporation, the National Council for Soviet and East European Studies, the Mid-Peninsula Urban Coalition and KQED, public broadcasting for San Francisco.

    Born November 14, 1954 in Birmingham, Alabama, she earned her bachelor's degree in political science, cum laude and Phi Beta Kappa, from the University of Denver in 1974; her master's from the University of Notre Dame in 1975; and her Ph.D. from the Graduate School of International Studies at the University of Denver in 1981. She is a Fellow of the American Academy of Arts and Sciences and has been awarded honorary doctorates from Morehouse College in 1991, the University of Alabama in 1994, the University of Notre Dame in 1995, the Mississippi College School of Law in 2003, the University of Louisville and Michigan State University in 2004. She resides in Washington, D.C.

    May 2004

  2. #2
    Ospite

    Predefinito

    WASHINGTON - Con un bacio sulla guancia, Condoleezza Rice ha accettato la designazione a segretario di Stato conferitale dal presidente George W. Bush. Vestita con un taileur color crema, gli orli neri pesanti, la Rice non ha tradito emozioni, impegnandosi a portare avanti l'agenda di politica estera ''piena di speranza e ambiziosa'' del secondo mandato del presidente Bush.

    Il bacio della guancia e' il massimo della smanceria che la Rice s'e' concessa. Nel discorsetto d'accettazione, ha compitamente incensato il presidente, tessuto l'elogio del suo predecessore, dato un avallo al suo successore, reso omaggio alla diplomazia americana: tutto da copione, perfetto, glaciale.

    ''E' stato un onore e un privilegio -dice la Rice a Bush- lavorare con lei negli ultimi quattro anni, in tempi di crisi, di decisioni e di opportunita' per il nostro Paese. Sotto la sua guida, l'America sta combattendo e vincendo la guerra contro il terrorismo. Lei ha guidato grandi coalizioni che hanno liberato milioni di persone dalla tirannide e che stanno ora aiutando iracheni ed afghani a costruire democrazie nel cuore del Mondo arabo''.

    PERSONA DI FIDUCIA - Con la designazione della Rice al posto lasciato libero dalle dimissioni di Colin Powell, Bush sceglie per guidare la politica estera degli Stati Uniti la persona del cui giudizio piu' si fida sulle questioni internazionali.

    Il presidente non le prospetta un compito facile: assumera' l'incarico -dice- ''in un momento critico per gli Stati Uniti, che sono un Paese in guerra''. Ma Condi, che, per i Bush e' quasi di famiglia, e' ''la persona giusta'' per quest'incarico: in lei, che sara' lo specchio dell'America nel Mondo, il Mondo vedra' ''la forza, la grazia e la dignita' del nostro Paese''.

    VERSO SI' SENATO - Quando sara' stata confermata dal Senato, la Rice diventera' il 66.o segretario di Stato americano: e' la seconda donna, dopo Madeleine Albright; e' il secondo nero, dopo Powell. Al posto che la neo-promossa aveva, quello di consigliere per la sicurezza nazionale, Bush ha nominato il suo vice Stephen Hadley: ''un collega e un amico che conosco e ammiro'', e' la benedizione di Condy.

    Per il momento, Powell resta in carica, in attesa che la Rice sia confermata dal Senato: questione di settimane, perche' tutto dovrebbe filare liscio, anche se l'opposizione contesta all'ex consigliere del presidente di non avere saputo distinguere la pula dalla farina, nel valutare l'intelligence sull'Iraq prima dell'attacco a Baghdad.

    Al piu' tardi, tutto sara' fatto, probabilmente, prima dell'insediamento del Bush 2, il 20 gennaio. Intanto, come da copione, Powell si prepara a raggiungere il Cile e poi l'Egitto, per una riunione dei Paesi del Pacifico e per la conferenza internazionale sull'Iraq.

    SQUADRA OMOGENEA - Bush forma, per il secondo quadriennio, una squadra di politica estera piu' omogenea. Primo, perche' la Rice e' sempre stata la persona che spiegava al presidente le diverse opzioni sulla scena internazionale: ora, dovra' attuare le scelte di Bush (da lei ispirate) senza affidarsi alla mediazione di Powell.

    Secondo, perche' vengono a cadere rischi d'antagonismo tra segretario di Stato e consigliere per la sicurezza nazionale: Hadley e' un sottoposto della Rice e, probabilmente, lo restera', almeno per un certo tempo.

    Terzo, perche' s'azzerano i contrasti tra Dipartimento di Stato e Pentagono. Powell, il generale e l'ex capo di Stato Maggiore, rimproverava al segretario alla difesa Donald Rumsfeld di avere sconfessato la sua dottrina militare della superiorita' schiacciante, con effetti in Iraq non positivi.

    Resta, pero', da vedere se Rumsfeld restera' al suo posto, come in questo momento appare possibile. In America Centrale, dove e' in missione, il capo del Pentagono s'e' di nuovo rifiutato di dare indicazioni sul suo futuro. Se restera', nonostante la gestione non impeccabile della campagna irachena, l'assenza di piani per vincere la pace, lo scandalo degli abusi sui detenuti iracheni, Bush avra' un circolo di politica estera (il suo vice Dick Cheney, la Rice, Rumsfeld, Hadley) nettamente conservatore e aggressivo; se se ne andra', bisogna vedere chi lo sostituira'.

    RUMSFELD E IL RIMPASTO - Il presidente, per ora, ''continua ad analizzare le opzioni'' di rimpasto dell'Amministrazione: sono parole del suo portavoce Scott McClellan, secondo il quale il rinnovamento -sei ministri su 15 gia' dimissionari, altri che starebbero per andarsene- non e' superiore al fisiologico.

    Nei suoi primi quattro anni, Bush aveva subito solo due defezioni: i responsabili di tesoro ed ambiente. Finora, a parte Powell, Bush ha gia' sostituito il ministro della giustizia John Ashcroft con Alberto Gonzales (uno che, come la Rice, esce dalla Casa Bianca). Restano da rimpiazzare i ministri di istruzione, energia, agricoltura e commercio.

    Ma la lista e' destinata ad allungarsi. Tom Ridge, responsabile della sicurezza interna, e' dato sicuro partente, come Robert Zoellick, al commercio internazionale, mentre il ministro della sanita' Tommy Thompson potrebbe restare, ma con un incarico diverso.

    Anche il vice di Powell, Richard Armitage, se n'e' andato: ieri, il portavoce del Dipartimento di Stato, l'ambasciatore Richard Boucher, aveva detto: ''Powell ed Armitage formano una squadra. Sono arrivati insieme, partiranno insieme''. E' cosa fatta.


    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 16/11/2004 21:00


  3. #3
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    Predefinito a ciascuno il suo ;-)

    In origine postato da geom.antonio
    WASHINGTON - Con un bacio sulla guancia, Condoleezza Rice ha accettato la designazione a segretario di Stato conferitale dal presidente George W. Bush. Vestita con un taileur color crema, gli orli neri pesanti, la Rice non ha tradito emozioni, impegnandosi a portare avanti l'agenda di politica estera ''piena di speranza e ambiziosa'' del secondo mandato del presidente Bush.

    (...)

    PERSONA DI FIDUCIA - Con la designazione della Rice al posto lasciato libero dalle dimissioni di Colin Powell, Bush sceglie per guidare la politica estera degli Stati Uniti la persona del cui giudizio piu' si fida sulle questioni internazionali.

    (...)

    SQUADRA OMOGENEA - Bush forma, per il secondo quadriennio, una squadra di politica estera piu' omogenea. Primo, perche' la Rice e' sempre stata la persona che spiegava al presidente le diverse opzioni sulla scena internazionale: ora, dovra' attuare le scelte di Bush (da lei ispirate) senza affidarsi alla mediazione di Powell.

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    © Copyright ANSA Tutti i diritti riservati 16/11/2004 21:00

    (...)


    Il corpo mistico del rimpasto all’italiana

    Avete visto come si fa un rimpasto? Al mattino un ministro rassegna le sue dimissioni, «spontaneamente»; e alla sera il presidente nomina il successore. Un paio di cambi al giorno, e ci si leva il medico di torno in men che non si dica. Noi non pretendiamo, ovviamente, che un regime parlamentare come quello italiano possa funzionare con lo stesso decisionismo di un sistema presidenziale all’americana o semi alla francese (sebbene anche nel premierato inglese succede pressappoco nello stesso modo). Però ammettete che il parallelo tra Bush e Berlusconi, entrambi impegnati in un’operazione di chirurgia sui loro rispettivi governi, dà un po’ di vertigini. Da noi, per esempio, con sublime machiavellismo degno di un ancien regime, il premier va in visita ad limina prima di decidere alcunché, va in riabilitazione, corre a raccogliere il flatus voci del mentore malato, quasi lo ausculta come in una seduta spiritica. E perché, tanta esibizione esoterica? Solo per rispetto a Bossi? No, serve a Berlusconi per far vedere che le decisioni finali le prendono sempre lui e il Senatur, mica quelli del subgoverno. Così, anche quando se li deve mettere nel gabinetto, deve sembrare una gentile concessione, una magnanimità, una nomina octroyée. Sentite come suona male per la dignità delle forze politiche interessate: «Bossi mi ha detto che è d’accordo a lasciar entrare Follini».
    Giunto al nadir nell’esercizio della sua autorità sulla coalizione, il presidente del consiglio ha ancora più bisogno di questa ritualità. Il motto che lui ripete ogni giorno ma non riesce più a praticare - qui comando io - viene traslato sul corpo mistico del sodale in assenza, e si chiede a lui di interpretare un qualche principio di autorità, rispolverando le «radici leghiste» dell’alleanza.
    I rimpasti servono per rafforzare i governi. Dare più peso a Fini e far entrare Follini poteva servire (ormai molto tempo fa) per segnalare una correzione di rotta del governo e un nuovo assetto dei rapporti interni, per rilanciare la coalizione sotto nuove spoglie. Per questo doveva chiamarsi Berlusconi bis, per dargli proprio il senso che il premier non gli vuole dare, di nuovo inizio. Ma fatto così, sotto il segno del vecchio asse del nord, nel frattempo svuotato di Tremonti e dunque di ogni politica, non serve a molto, è solo un aggiustamento di potere, non ridà spinta propulsiva alla coalizione, che ne uscirà ancora più divisa e sospettosa. I presidenti vincenti, come Bush, mettono nel governo gli uomini a loro più leali, per ripartire; i presidenti perdenti, come Berlusconi, sono costretti a metterci gli alleati che considerano più infidi, per rabbonirli. In America sta nascendo il Bush II, in Italia sta agonizzando il Berlusconi II.

    http://www.ilriformista.it/documenti...x?id_doc=32738

  4. #4
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    Predefinito

    Quante migliaia di morti in più potrebbe costare questa nomina?
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

 

 

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