IRAN/ NEW YORK TIMES: LA PREOCCUPANTE IPOTESI DI UN "NUOVO IRAQ"
20/11/2004 - 16:45
L'amministrazione Bush torna a mostrare i muscoli con Teheran
New York, 20 nov. (Apcom) - E se l'amministrazione Bush, versione seconda, decidesse per un'altra avventura in Medio Oriente? Magari spiegando al pubblico che è necessaria per difendersi dal pericolo nucleare - salvo poi scoprire che era un falso allarme? I segnali bellicosi che nell'ultima settimana l'amministrazione Bush ha inviato all'Iran preoccupano il New York Times. In un editoriale, il quotidiano dell'America "liberal" si chiede se i "falchi" dell'amministrazione, forti della recente vittoria elettorale, non siano pronti per "un nuovo Iraq", contro il paese degli ayatollah.
Questi i motivi di inquietudine. La scorsa settimana, proprio quando gli alleati europei avevano ottenuto promesse di distensione da parte di Teheran, l'ex segretario di Stato americano Colin Powell ha dichiarato di aver avuto accesso a nuove informazioni di intelligence che dimostrano che gli esperti militari iraniani stanno cercando di fabbricare missili ai quali attaccare bombe nucleari. Ieri, tuttavia, il Washington Post ha dichiarato che le informazioni citate da Powell si basano in realta' su fonti la cui attendibilita' non e' ancora stata riscontrata. Insomma - ritiene il quotidiano - un quadro che ricorda in modo inquietante le dichiarazioni di Powell sul presunto arsenale proibito di Saddam Hussein, alla vigilia della campagna irachena.
Il New York Times non contesta che l'Iran abbia ambizioni di diventare una potenza nucleare, un fatto noto da tempo. Ne' tantomeno che cerchi di costruire missili balistici ai quali attaccare le sue bombe. Ma teme che l'amministrazione Bush stia nuovamente prendendo in considerazione l'ipotesi di un intervento militare per ottenere il disarmo di Teheran. Un timore confermato da alcuni membri dell'amministrazione, secondo i quali Powell vorrebbe evitare di incontrare il ministro degli Esteri iraniano, durante la conferenza sull'Iraq di Sharm el Sheik in Egitto, alla quale parteciperanno entrambi la prossima settimana (e dove quantomeno il segretario di Stato uscente e l'iraniano Kharrazi dovranno sedere allo stesso tavolo). Un modo per boicottare i tentativi di mediazione diplomatica che hanno invece portato avanti Francia, Germania e Gran Bretagna.
"Ci auguriamo che il presidente abbia imparato la lezione irachena: non si puo' attaccare un Paese sulla base di informazioni poco attendibili", ammonisce l'editoriale del New York Times, che ricorda come l'opzione militare, nel caso di Teheran, sia impraticabile. Anche se l'esercito americano non fosse esteso ai limiti delle sue possibilita' in Iraq e in Afghanistan, invadere un Paese come l'Iran che ha 70 milioni di abitanti viene giudicato un "errore catastrofico".
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