pag. 133 Le categorie del "politico".
cito:
"Che la giustizia non rientri nel concetto di guerra è ormai riconosciuto generalmente da Grozio(nota) in poi. Le costruzioni che auspicano una guerra giusta servono abitualmente a loro volta ad uno scopo politico. Pretendere da un popolo unito politicamente che esso faccia la guerra solo per una ragione giusta è un'affermazione scontatta se significa che la guerra può essere condotta solo contro un nemico reale, oppure nasconde in sè la tendenza politica a trasferire ad altre mani il potere di disposizione relativo al jus belli e a trovare norme di legittimazione sul cui contenuto ed impiego nel caso singolo non è lo Stato stesso a decidere, ma qualche altro terzo che in tal modo determina chi è il nemico"
(nota)De jure belli ac pacis: "Justitiam in definitione belli non includo". Nella scolastica medievale, la guerra contro gli infedeli valeva come bellum justum (e di conseguenza come guerra, non come esecuzione, come misura di pace o sanzione.
Secondo voi qual è il senso di questa affermazione (anche in ottica della nota riportata)? Schmitt, risaputamente cattolico, si distanzia da questa concezione della scolastica medievale e si avvicina al protestante Grozio?




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