Il toscano, 34 anni, dà l'addio alle gare: problemi fisici. E' l'italiano più vincente in coppa del Mondo: 7 trionfi dal Fiandre '96 a due Lombardia ('02 e '03).
MILANO, 24 novembre 2004 - Michele Bartoli getta la spugna. Il corridore toscano ha annunciato stamane durante una conferenza stampa in un hotel milanese il suo addio al ciclismo. Reduce da una stagione incolore, segnata dalla mancata partecipazione alle Olimpiadi e al Mondiale di Verona, Bartoli - che ha 34 anni - ha attribuito il suo ritiro ai problemi fisici, in particolare alla schiena. A farlo scendere dalla bici sono quindi i guai legati alla salute. "Non so a cosa sia dovuto questo dolore - ha detto Bartoli -, forse alla somma di tutti gli incidenti che mi sono capitati negli ultimi anni". I problemi alla gamba e alla schiena avevano condizionato quasi per intero la sua ultima stagione di corse.
Il pisano, professionista da 14 anni e primatista italiano di successi in classiche di Coppa del Mondo con 7 vittorie, era accompagnato da Bjarne Riis, suo team manager nella danese CSC, squadra per la quale Bartoli ha gareggiato in questo 2004 e alla quale era legato da un altro anno di contratto. La carriera del toscano - iniziata tra i pro nel 1992 - termina con all'attivo 57 vittorie, oltre a due podi iridati (ha chiuso terzo nel '96 e nel '98). Le più belle, sicuramente, il Fiandre del '96, la Liegi-Bastogne-Liegi del '97 e del '98, la Freccia Vallone del '98, l'Amstel Gold Race del '99 e i due Giri di Lombardia, conquistati nel 2002 e 2003. Oltre alle due Coppe del Mondo vinte consecutivamente nel 1997 e nel 1998.




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