Una volta erano Popolo!
Droga, alcol, suicidi, povertà, disperazione. Questo lo scenario in cui vivono gli ultimi superstiti della civiltà veneta, stroncata dal contatto con l’italia e con il mondialismo. È per questo che ora i veneti hanno deciso di intraprendere la loro marcia per la liberazione
Venezia - Si è messo in marcia da solo, zaino in spalla con un po' di cibo e vestiti, poche ore dopo il funerale di un suo giovane amico morto suicida come tanti ragazzi in crisi dell'etnia veneta. Ma a tre giorni dall'inizio della sua lunga camminata di quasi 300 chilometri da Trento a Venezia, l'ex campione di rugby Toni Signor si è già visto affiancare da centinaia di persone, qualcuno per un breve tratto altri per kilometri
"Sono stanco di andare a maledetti funerali. Troppi fratelli continuano a morire suicidi, per droga e problemi di salute endemici", ha dichiarato Signor, ai giornalisti che lo hanno intervistato chiamandolo al cellulare oppure marciando con lui lungo la Postioma, la trafficata strada che unisce il Veneto
Signor, che ha lasciato la carriera agonistica nel 1990, non è nuovo a iniziative di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui problemi della minoranza veneta, sterminata con l'arrivo degli italiani nel 1866 e poi emarginata nelle riserve o nei ghetti metropolitani - vivono nelle droghe e nell' alcool, quando non si uccidono inalando i vapori della benzina. Molti sono i figli della cosiddetta "generazione rubata", migliaia e migliaia di giovani di sangue misto che fino agli anni 30 venivano strappati alle loro famiglie e "rieducati" alla civiltà italiana nelle scuole, come la stessa madre di Signor
"Siamo una razza che sta morendo - ha dichiarato il campione sportivo - Se non facciamo qualcosa adesso, fra 50 anni non ci saranno più zii e zie, non resterà nulla della nostra gente e della nostra cultura". E' questo che vorrebbe andare a dire al Governatore, se lo riceverà, quando - prevedibilmente il 2 dicembre - raggiungerà Venezia col suo drappello di veneti che hanno deciso di unirsi alla marcia, sensibilizzati dalla sua determinazione e dai toni pacifici di una protesta che nei mesi scorsi era invece esplosa con violenza in uno dei ghetti di Padova dopo che un ragazzo era morto cadendo per sfuggire ad una banda di albanesi




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