"Qualunque cosa detta da loro è la verità. Mi sono chiesto la ragione di questa specie di ubriacatura collettiva. Sapete che cosa
ho concluso ? Ho concluso che ho sopravvalutato l'intelligenza delle masse. Nei dialoghi che tante volte ho avuto con le moltitudini, avevo
la convinzione che le grida che seguivano le mie domande fossero segno di coscienza, di evoluzione. Invece, era isterismo collettivo...
Ma il colmo è che i nostri nemici hanno ottenuto che i proletari, i poveri, i bisognosi di tutto, si schierassero anima e corpo dalla parte dei plutocrati,
degli affamatori, del grande capitalismo."
Questo è uno stralcio di cio' che disse Mussolini nell'intervista a Gian Gaetano Gabella,direttore del "Popolo di Alessandria", il 20 aprile 1945, l'intervista che viene universalmente ritenuta il testamento politico del Duce.
E' di un'attualità sconvolgente, da far venire i brividi, soprattutto pensando a cio' che è accaduto, e sta accadendo, in questi giorni in Ucraina.
Guardando le immagini in tv, delle centinaia di migliaia di persone che in queste ore scendono in piazza a Kiev, mi è venuto in mente questo significativo passo del "testamento" del Duce.
ciau




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