Treviso
Hanno lasciato il conto da pagare - e che conto! - raggiungendo a piè sospinti l'uscita e abbandonando il ristorante, così come avevano fatto alcuni giorni prima a Venezia, in occasione del summit della Nato, quando avevano fatto altrettanto da Arrigo Cipriani. Ma quella volta erano "appena" in nove: ieri erano addirittura in 44. E Celeste Tonon è rimasto come un sasso, impietrito a guardare i commensali mentre se ne andavano, a contare il danno e reclamare con lo stesso verbo di chi si era reso artefice della beffa: i no global. «Sbagliano a colpire chi si danna dalla mattina alla sera, chi lavora. Sbagliano».
Il nuovo blitz ha colpito dunque uno dei più noti ristoranti del Veneto. Perché era stato fissato "da Celeste", a Venegazzù, il blitz organizzato per tempo, tanto che gli stessi disobbedienti avevano anche prenotato il tavolo per 44, "per festeggiare un battesimo". La comitiva si è presentata puntuale, facendosi portare anche cinque bottiglie di champagne. Ma, allorquando si è trattato di saldare il conto (40 euro a testa), il gruppo si è alzato e ha preso la via dell'uscita, non senza aver lasciato nelle mani dei camerieri 80 euro di mancia. In mezzo al tavolo dove erano stati consumati i manicaretti, una scatola con una bambino di gomma, ovvero il "battezzato". Ed una lettera indirizzata al "direttore", ovvero allo stesso Celeste, con complimenti ripetuto tre volte, inframezzati da moniti che andavano a ricordare la giornata di scipero appena conclusa. Il tutto nel nome dei "devoti di san precario". «Tanto paga la Nato, o Galan, parte seconda».
Eccoli i "paladini" dei "poveri", di quelli che fanno fatica ad arrivare a fine mese: pranzo "proletario" in ristorante di lusso con champagn a gogo...alla faccia...![]()




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