Il mare con la scopa
Con uno dei suoi giochi pirotecnici con cui da tempo ci ha abbaglia, il presidente-Mandrake ha operato uno dei soliti giochi di prestigio: con una mano ci ha fatto intravedere il taglio delle imposte mentre con l’altra si metteva in saccoccia l’aumento delle tariffe pubblicitarie televisive, quelle, tanto per parlare chiaro, che lo hanno reso il quarto uomo piu’ ricco ed influente del mondo.
Confusione e marasma della sinistra che non sa piu’ come argomentare l’opposizione ad un taglio del ½ per cento del Pil che non aiutera’ nessuno se non qualche riccastro, contro un pizzo fisso del 11% di ogni prodotto che per essere venduto sul mercato italiano deve versare a $ua Emittenza per comparire in televisione.
I pubblicitari, d’altronde, sono altri manipolatori della relata’ e pagano per convincerci con frasi effetto a comprare prodotti sempre piu’ inutili o artefatti. Vi ricordate il dentifricio a strisce rosse, con l’esaclorofene? Era diossina. Oppure: la Fanta Lemon che contiene essenza al sapore di limone e lo shampoo con dentro vero lime dei Caraibi non fa pensare? Certo, se nella limonata mettiamo un prodotto chimico e nello shampoo limone vero, dovrebbe esserci qualcosa di sbagliato, e invece non ci accorgiamo di nulla.
Siamo come ipnotizzati.
Un articolo di Goldoni sul Corriere di oggi, ci ricorda di come il processo aggiuntivo sulla qualita’ delle merci, che funzionava fino ad ieri, oggi si sta ribaltando, e ci vendono cocacola SENZA zucchero, merendine SENZA grassi, bibite SENZA coloranti, automobili SENZA interessi, mentre movimenti di opinioni mobilitano le masse per avere un mondo SENZA inquinamento, SENZA guerre, SENZA discriminazioni...
Chissa’ come andra’ a finire.
Intanto c’e’ da aspettare. Forse si venderanno pure Palazzo Chigi, ma chi se ne importa?
Se sono rose, sfioriranno diceva il Maestro.
Io so solo che con la proposta dell’effimero taglio sulle imposte il Bandana si e’ preso un vantaggio considerevole sulle masse acefale e sul popolo dei formaggini e detersivi che rappresenta il suo elettorato onesto e credulone. Perche’ piu’ che le proposte, secondo me occorre guardare chi le fa e quest’ultima sparata viene da un Uomo che per risolvere la crisi della Fiat propose di vendere le medesime automobili ma di chiamarle Ferrari.
Se tanto mi da’ tanto...
Sembra l’orchestrina che suona sul Titanic paurosamente inclinato per la falla letale e il comandante che entra nella sala dei candelabri e fa distribuire alla gente scope e ramazze affinche’ passi il tempo che rimane a scopare il ponte dall’acqua che lo sta invadendo...
P.S.
Leggo della proclamazione di sciopero generale. Finalmente entreremo nel libro dei primati ( le scimmie ). Non credo infatti che si sia mai verificato nella Storia dell’Umanita’
di un Sovrano che abbia tagliato le tasse al popolo e che questi, riconoscente, abbia proclamato uno sciopero generale per protesta.
Forza eTaglia
appropo’
a questo punto dobbiamo pure chiederci a cosa minchia servano le elezioni se qualcuno non le vuole ( Iraq, poi gli hanno fatto cambiare idea) qualcun altro gli fa un baffo (Afghanistan) e quasi tutti ne contestano la regolarita’.
Sono giorni che tento di capire tra i due candidati ucraini quale sia il peggiore: ma e’ un dilemma irrisolvibile. Pensate che l’Ucraina e’ l’unica nazione al mondo dove si capisce se siete democratici o comunisti a seconda di dove mettete l’accento: ucrAina siete comunisti, mentre ucraIna siete democratici.
Fosse cosi’ semplice.
Invece una lezione questa terra lontana e dimenticata ce la sta dando, ed e’ questa: democratici non sono quelli che con il 50,1 per cento vincono le elezioni. Democratici sono quei 49,9 per cento che pur avendo idee opposte ai vincitori, accettano i verdetti e tornano a casa a dissentire democraticamente. Che se scendono in piazza a gridare, o chiedono il separatismo o la recessione, ecco che la democrazia non funziona piu’.
E’ per questo che l’ipotesi che Berlusconi possa perdere le elezioni mi fa paura...




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