Chi osserva Israele con oggettività, sa che essa è già un'entità in agonia. Attualmente sta vivendo un rapido processo di disintegrazione dei vari settori isolati, i quali non condividono uno scopo comune. Prima o poi, i settori oggi emarginati capiranno di avere più cose in comune con il popolo palestinese che con gli zeloti sionisti. La "sinistra" sionista capirà di avere più obiettivi comuni con Nabil Sha'ath e Saib Erekat che con i membri del Likud. Gli ebrei ortodossi capiranno di essere più vicini all'Islam ortodosso che al cosiddetto "fronte secolare lberale" israeliano. I nuovi immigrati russi non hanno nemmeno cercato di integrarsi nella società ebraica. Gli ebrei etiopi, a cui non è concesso di donare il sangue, e l'oppressa manodopera straniera a basso costo, capiranno presto che la supremazia sionista è il loro peggior nemico. I giorni del sionismo sono contati. Non c'è bisogno di nessuna guerra. Si dissolverà "in pace". Entro le mura del nuovo ghetto auto-imposto, non hanno altre opzioni.
Non ci vorrà molto. Messi di fronte al momento della verità , molti israeliani preferiranno lasciarsi il sionismo alle spalle e riunirsi alla famiglia umana.
di Gilad Atzomon
da www.serendipity.li




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