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    memoria storica di PoL
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    Talking Emilia Romagna = tradizione di buona cucina e... buona amministrazione comunista...

    Gran bella notizia appresa questa mattina!...

    La Corte dei Conti ha stabilito che gli ex-amministratori [ex]comunisti di Bologna, sindaco in testa, dovranno risarcire una piccola sommetta [solo 4,8 milioni di euro ...] generosamante regalata al partito.

    Niente paura compagni!... in galera non ci andate, basta che scuciate i quattrini che avete rubato!... e non fate i furbi, che tanto si sa dove andare a pignorare!...

    Se, come si suol dire, 'il buon giorno si vede dal mattino' si può essere ottimisti su due cose...

    a) quello che è successo a Bologna è semplicemente quello che si è fatto da sempre in tutte le località dell'Emilia Romagna, grandi e piccole, per cui ragazzi diamoci dentro!...

    b) certo che alla vigilia delle elezioni comunali a Cofferati una sfiga peggiore di questa proprio non poteva capitare!...

    Buona lettura compagni!!!...



    venerdì 20 febbraio 2004, 21:15

    Bologna: Parco Nord, vecchia giunta deve 4,8 Mln di euro

    La richiesta della Corte dei Conti


    Bologna, 20 feb. - (Adnkronos) - Con l'assegnazione in concessione del Parco Nord, storica sede delle feste dell'Unita', fatta nel 1998 dall'allora giunta di Bologna guidata dall'attuale senatore dei Ds Walter Vitali i bilanci di Palazzo d'Accursio subirono una perdita di 4 milioni e 489mila euro. Lo ha stabilito la Procura regionale presso la Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna che ha chiesto il conto agli ex-amministratori del capoluogo emiliano che per tale vicenda sono stati rinviati a giudizio dal pubblico ministero Antonello Gustapane con le accuse di abuso d'ufficio e finanziamento illecito all'allora Pds.


    Bologna: Parco Nord, vecchia giunta deve 4,8 Mln di euro [2]

    [Adnkronos] - Secondo l'ex sindaco Walter Vitali 'la convenzione con cui il comune di Bologna affido' a una serie di gestori privati [tra cui l'allora Pds] l'area del Parco Nord ha in realta' procurato un beneficio per il comune consentendo di recuperare un'area prima degradata e ponendo a carico dei concessionari oneri rilevanti di sistemazione e di gestione corrente'. Quanto all'ammontare del presunto danno erariale la sua quantificazione [4,8 milioni di euro] 'appare del tutto inattendibile in quanto basata su una ipotesi errata e per di piu' largamente virtuale. Infatti dei dodici anni previsti dalla convenzione a tutt'oggi ne sono passati solo cinque ed essa era ed e' di fatto sottoposta a tacita conferma annuale'.



    ---------------

    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  2. #2
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    Predefinito Re: Emilia Romagna = tradizione di buona cucina e... buona amministrazione comunista...

    [QUOTE]In origine postato da Fecia di Cossato
    [B]Gran bella notizia appresa questa mattina!...

    La Corte dei Conti ha stabilito che gli ex-amministratori [ex]comunisti di Bologna, sindaco in testa, dovranno risarcire una piccola sommetta [solo 4,8 milioni di euro ...] generosamante regalata al partito.

    Niente paura compagni!... in galera non ci andate, basta che scuciate i quattrini che avete rubato!... e non fate i furbi, che tanto si sa dove andare a pignorare!...

    Fecia,Sire di Cossato,

    vuol vedere che i rossi dopo la conquista della Corte Costituzionale ora dovranno pentirsi di no aver preso per tempo anche la Corte dei Conti!
    Faranno la fine del Bonaparte? Troppa ingordigia senza conflitto d'interesse ma sempre pericolosa.
    Vedremo la notizia uscire sui giornali?Fino ad ora nel regime di Berlusconi non se ne sapeva nulla? Che significa? Berlusconi fa il doppio gioco e protegge quelle anime candide rossa?

  3. #3
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    Predefinito Re: Emilia Romagna = tradizione di buona cucina e... buona amministrazione comunista...

    In origine postato da Fecia di Cossato
    Gran bella notizia appresa questa mattina!...

    La Corte dei Conti ha stabilito che gli ex-amministratori [ex]comunisti di Bologna, sindaco in testa, dovranno risarcire una piccola sommetta [solo 4,8 milioni di euro ...] generosamante regalata al partito.

    Niente paura compagni!... in galera non ci andate, basta che scuciate i quattrini che avete rubato!... e non fate i furbi, che tanto si sa dove andare a pignorare!...

    Se, come si suol dire, 'il buon giorno si vede dal mattino' si può essere ottimisti su due cose...

    a) quello che è successo a Bologna è semplicemente quello che si è fatto da sempre in tutte le località dell'Emilia Romagna, grandi e piccole, per cui ragazzi diamoci dentro!...

    b) certo che alla vigilia delle elezioni comunali a Cofferati una sfiga peggiore di questa proprio non poteva capitare!...

    Buona lettura compagni!!!...



    venerdì 20 febbraio 2004, 21:15

    Bologna: Parco Nord, vecchia giunta deve 4,8 Mln di euro

    La richiesta della Corte dei Conti


    Bologna, 20 feb. - (Adnkronos) - Con l'assegnazione in concessione del Parco Nord, storica sede delle feste dell'Unita', fatta nel 1998 dall'allora giunta di Bologna guidata dall'attuale senatore dei Ds Walter Vitali i bilanci di Palazzo d'Accursio subirono una perdita di 4 milioni e 489mila euro. Lo ha stabilito la Procura regionale presso la Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna che ha chiesto il conto agli ex-amministratori del capoluogo emiliano che per tale vicenda sono stati rinviati a giudizio dal pubblico ministero Antonello Gustapane con le accuse di abuso d'ufficio e finanziamento illecito all'allora Pds.


    Bologna: Parco Nord, vecchia giunta deve 4,8 Mln di euro [2]

    [Adnkronos] - Secondo l'ex sindaco Walter Vitali 'la convenzione con cui il comune di Bologna affido' a una serie di gestori privati [tra cui l'allora Pds] l'area del Parco Nord ha in realta' procurato un beneficio per il comune consentendo di recuperare un'area prima degradata e ponendo a carico dei concessionari oneri rilevanti di sistemazione e di gestione corrente'. Quanto all'ammontare del presunto danno erariale la sua quantificazione [4,8 milioni di euro] 'appare del tutto inattendibile in quanto basata su una ipotesi errata e per di piu' largamente virtuale. Infatti dei dodici anni previsti dalla convenzione a tutt'oggi ne sono passati solo cinque ed essa era ed e' di fatto sottoposta a tacita conferma annuale'.



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
    attendiamo la risposta di brunik e di quel fenomeno di bojangles..
    calma che si stanno consultando sul da farsi, diamogli tempo.

  4. #4
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    Che scarso successo che ha avuto questo thread

  5. #5
    memoria storica di PoL
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    cari amici
    in attesa che, come auspicato dall'amico svicolone, qualcuno si decida a fare qualche commento divertiamoci un poco a ricordare il bel successo di cinque anni fà a Bologna leggendo i commenti di allora della stampa francese... tres bonne lecture, mes amis!...

    Cles locales pour crise nationale

    Comment la gauche a perdu Bologne





    Le 27 juin 1999, après avoir été gouvernée sans interruption par la gauche pendant cinquante-quatre années, Bologne a porté M. Giorgio Guazzaloca [centre droit] à la mairie. Plus qu'un symbole, ce changement a anticipé l'écroulement structurel de la gauche dans les régions les plus riches de l'Italie et constitué le symptôme le plus frappant du catastrophique tournant à droite du pays. Ce qui s'est passé dans la capitale de l'ancienne Emilie-Romagne 'rouge' préfigure la victoire annoncée, à l'échelle de tout le pays, de Silvio Berlusconi et de ses alliés, le post-fasciste Gianfranco Fini et le séparatiste Umberto Bossi. [/b]


    M. Massimo D'Alema a démissionné. Son parti, les Démocrates de gauche [DS], accumule les défaites. L'Unità, le quotidien fondé par Antonio Gramsci, disparaît. La coalition de centre gauche patauge, ressemblant de plus en plus à une coquille vide... Bien que l'on voie généralement dans l'échec du gouvernement Prodi l'origine de ce gouffre, la 'chute du mur de Bologne', le 27 juin 1999, et l'élection du candidat du centre droit, M. Giorgio Guazzaloca, avec 50,69 % des voix, à la tête d'une des capitales de la gauche italienne depuis 1945, a tiré le signal d'alarme le plus bruyant, 'un tournant qui a même été [mentionné] dans la presse en Nouvelle-Zélande'.
    Certains s'en sont gaussé et, rappelant le métier de M. Guazzaloca - boucher - ont publié des photos de lui entre biftecks et couteaux, lui prêtant même des propos shakespeariens: 'Une livre de viande le plus près possible du coeur'. D'autres ont titré à la 'une': 'Bologne n'est plus rouge', ou 'Bologne lâche la gauche'. Pourtant, si chacun mesure le caractère majeur de l'événement, nul n'a vraiment voulu en analyser les causes. Surtout pas les DS, qui, lors de leur congrès national, en janvier 2000 à Turin, n'ont même pas effleuré le sujet : leur petite revanche, en novembre 1999, aux élections législatives et la confirmation du président sortant de la région prouveraient, selon eux, que la parenthèse est refermée.
    D'ailleurs, presque tous les responsables du centre gauche se sont bornés à minimiser les faits et à rechercher les coupables au niveau local, rendant responsables de la catastrophe les guerres intestines de la coalition municipale et l'alliance avortée avec le Parti de la refondation communiste [PRC]. Il aura fallu l'échec des élections du printemps 2000 [régionales et référendum] pour qu'enfin s'amorce un débat autocritique.
    A Bologne, c'est toute la gauche qui a été battue, y compris ceux qui, au sein de celle-ci, critiquaient les choix du conseil municipal dirigé par le maire DS, Walter Vitali. Car l'examen lucide des résultats l'atteste : les Démocrates de gauche ont perdu des voix, mais aussi les Verts et le PRC, dans un scrutin carac térisé par une abstention de masse. Pis, la majorité des jeunes ont voté pour M. Guazzaloca. 'Bologne, somme toute, est l'effet à retardement d'une défaite historique. A partir de Bologne, la gauche entière pourrait effectuer un revirement, ouvrir des perspectives sur la base de principes fondamentaux - justice sociale, participation, droits des citoyens - égarés pendant les dernières années. Ce n'est qu'à ce moment-là que le message électoral du 27 juin 1999 aura trouvé une réponse'.
    Mais le 'phénomène Guazzaloca' tient d'abord au fait que le nouveau maire n'affiche aucune volonté de rupture avec le fameux 'modèle émilien', qu'il entend seulement faire évoluer. A l'époque de Togliatti, l'Emilie-Romagne 'rouge' devint, en effet, le laboratoire d'un 'socialisme' qui mettait à profit la richesse de la région [dotée d'une florissante agriculture coopérative doublée d'un réseau dense de petites et moyennes entreprises industrielles] pour donner la primauté aux investissements sociaux sur les impératifs économiques. Cette approche permit au gouvernement local de s'appuyer sur un large bloc social - une alliance entre la classe ouvrière et les classes moyennes - qui contribuait à perpétuer ce consensus.
    Au point qu'un jeune gouverneur de l'Arkansas tel que... M. William Clinton avait fait le voyage pour voir de près les 'districts industriels'. De même, la 'préservation du centre historique' a servi de 'cas d'étude' dans toute l'Europe. Et ce n'est pas un hasard si l'Organisation de coopération et de développement économiques [OCDE] a choisi Bologne pour son récent sommet sur les petites et moyennes entreprises.

    Oublié le 'buongoverno'

    A part les conseillers post-fascistes de l'Alliance nationale, nul, dans la nouvelle majorité, n'exige de bouleversement de cet ordre des choses. Il s'agit seulement d'un changement de phase politique, dans lequel les puissances économiques ont décidé d'en finir avec la gestion traditionnelle, celle de l'ex-Parti communiste italien [PCI], afin d'être représentées directement à la direction des affaires. Et, qui plus est, par un politicien qui ne paraît nullement étranger au 'modèle': M. Guazzaloca en a fait et en fait toujours partie ; il est l'héritier de sa crise autant que de ses succès ; il entend le plier à ses objectifs, et non le dénaturer.
    Or le discours sur le changement n'est pas de nature à faire peur aux Bolognais. Voilà des années que l'ex-PCI le tient dans cette ville qui lui servait de carte postale à l'exportation. Depuis l'évolution du parti engagée en 1989 par le secrétaire général d'alors, M. Achille Occhetto, Bologne a vu se succéder deux maires [MM. Renzo Imbeni et Walter Vitali], deux symboles [le chêne, suivi de la rose, à la place de la faucille et du marteau], et deux alliances. 'Unis au sein de l'Olivier' lorsque M. Romano Prodi dirigeait le gouvernement, les partis du centre gauche se livrent depuis à une rude compétition. Mais, surtout, le PCI, devenant PDS puis DS, a connu une mutation génétique, reniant l'héritage d'un communisme déclaré incompatible avec la liberté. Une seule chose n'a jamais changé : Bologne était et devait rester à l'avant-garde.
    Il n'en est rien. Certes, Bologne reste une agglomération plus vivable que beaucoup d'autres, grâce au savoir-faire déployé depuis des décennies par les gouvernements locaux. Néanmoins, depuis les années 90, le déclin est évident, et aucune propagande ne parvient à le masquer : la ville vieillit et repousse les jeunes ; nombre d'entreprises importantes, publiques et privées, appartiennent désormais à des sociétés multinationales ; la qualité des services publics, jadis orgueil de la cité, s'est détériorée. Comme dans toutes les cités riches, le sentiment d'insécurité et la peur de la solitude dans un milieu hostile perturbent la vie quotidienne des habitants. Mais les véritables causes sont ailleurs : dans la dégradation des conditions de vie et de travail, et dans l'incertitude qu'accentuent le chômage persistant et l'affaiblissement du système de sécurité sociale. Dans ces conditions, la présence de quelques milliers d'immigrés [moins de 3 % de la population] paraît déjà un poids insoutenable!...
    Plus généralement, les dernières années de gestion de la gauche ont engendré beaucoup de déceptions : des effets d'annonce, mais peu de réalisations. D'où la chute de la participation, par exemple lors du référendum local sur la destinée des pharmacies de propriété publique et sur l'aménagement de la gare de chemin de fer. Le mythique buon governo [la 'bonne gouvernance'], efficace mais paternaliste, ne fonctionne plus comme autrefois : il y a de longues listes d'attente dans les écoles maternelles ; on a découvert des salmonelles dans des cantines pour enfants ; les rues de la ville sont percées de trous, les trottoirs mal entretenus ; les arbres pourrissent sans que personne n'en ait cure ; une petite neige suffit à paralyser la circulation. Jadis premiers partisans de l'action de l'administration, les fonctionnaires sont déçus : durant son troisième et dernier mandat, le maire, M. Vitali, a dû faire face à un nombre record de grèves des employés de la commune et des entreprises de celle-ci.
    Paradoxalement, les anciens points forts de la ville - l'université, la foire, le système bancaire, le réseau hospitalier - ont fini par aggraver les inégalités sociales. Habiter ici est devenu un vrai privilège, car le prix des loyers a atteint des sommets. Bologne est une des villes les plus chères d'Europe. Dans les vingt dernières années, 100 000 habitants, soit un cinquième de sa population, l'ont délaissée. Et le vieux centre-ville compte un tiers d'habitants de moins. Il y a deux fois moins d'ouvriers et d'apprentis. La majorité appartient désormais aux cadres, aux entrepreneurs et aux membres des professions libérales.
    De même, en quelques années, les transports publics ont perdu 40 % de leurs usagers, essentiellement travailleurs ou étudiants. Malgré le résultat du référendum de 1984, lors duquel 70 % des habitants avaient voté pour la fermeture du centre-ville aux automobiles, les zones piétonnes ne sont plus que symboliques. Circulation et pollution ont empiré, comme le confirment les données sur le benzène, les poussières et le bruit.
    Tandis que les travailleurs autonomes, commerçants ou salariés des services, s'installaient en ville, les salariés des secteurs traditionnels se voyaient dispersés dans de petites unités de production elles-mêmes éparpillées dans la région. Les grandes surfaces se sont multipliées à un rythme frénétique. Liée au mode de consommation et au temps libre, la montée des exigences de mobilité a imposé l'usage de la voiture individuelle. La diffusion de la richesse privée est allée de pair avec la dégra dation des biens publics.
    D'autant que la réduction des dépenses de la commune a multiplié la sous-traitance, avec pour conséquence une dégradation de la qualité des services et de l'entretien de la ville. Même quand le centre gauche tentait d'innover [développement soutenable, contrôle de la croissance urbaine], dans la pratique, il n'était pas capable de respecter ses propres choix : envers et contre les décisions prises, la foire a été agrandie, la piste de l'aéroport allongée, les autoroutes élargies. Le ciment et le goudron ont coulé partout. Hélas!... il n'est pas difficile, en Italie, de trouver les ressources nécessaires, tant lois spéciales et prétextes prolifèrent, de la Coupe de football au Jubilé.
    La gauche - et pas seulement celle qui siège au gouvernement - a sous-estimé les conséquences politiques de ces changements dans les habitudes et le style de vie des habitants. Certes, les derniers conseils municipaux ont tenté de composer avec les puissances économiques en place. Mais la transparence, exaltée pendant les négociations, a vite été oubliée après. Vidés de leur contenu politique, les conflits sociaux ont été traités par la 'diplomatie', ou présentés comme de simples difficultés techniques.
    A chaque fois, l'administration et les Démocrates de gauche se sont voulus les simples médiateurs d'une concertation ambiguë. Mais, au fur et à mesure, le contrat de confiance entre la commune et le 'peuple de gauche' se déchirait, tandis que se modifiait l'équilibre tacite entre les pouvoirs en place. De nombreux observateurs situent la fracture décisive au moment où, pour la première fois, un proche des DS s'est vu confier la présidence de la chambre de commerce en lieu et place de M. Guazzaloca.

    Victoire de la technique sur la politique

    Profitant des difficultés de la gauche, certains acteurs [en premier lieu le rectorat et la curie] avaient commencé à se lancer à la conquête de la ville. Pour incarner leurs ambitions, M. Guazzaloca présentait le profil rêvé - au point qu'il y eut des responsables des DS pour proposer sa candidature à la tête de la coalition... de centre gauche ! L'homme affichait sa 'bolognité', un mot qu'il affectionne. De fait, il misait sur ce patriotisme local, devenu cas d'école pour les politologues. Chef-d'oeuvre tactique de sa campagne électorale, il fera allusion à M. Giuseppe Dozza, maire communiste à la Libération. Autrement dit: 'Comme Bologne était belle à l'époque!...' Le message allait droit au coeur des 'anciens', y compris à gauche...
    Devenu maire, M. Guazzaloca a d'ailleurs choisi la continuité avec l'administration précédente - durant laquelle le centre droit avait souvent voté avec la gauche. Continuité aussi en ce qui concerne les fonctionnaires : ceux qui espéraient l'application du spoiling system ont été déçus. Alors que, durant sa campagne électorale, le candidat Guazzaloca avait déclaré la guerre aux 'fannulloni' [fainéants], une fois élu, il a confirmé presque tous les responsables de l'administration précédente...
    Affirmation typique du style du maire: 'Les problèmes ne sont ni de droite ni de gauche'. Certains tombent dans le piège et se disent d'accord avec ces propos : la différence entre la gauche et la droite réside dans les réponses apportées. En fait, la vraie question, c'est celle des priorités, et des ressources à leur consacrer. En imposer certaines - la sécurité, par exemple - signifie en négliger d'autres : la lutte contre la dégradation de la ville, l'environnement, et, s'agissant de sécurité, celle du travail : après plus d'un demi-siècle de gouvernement de gauche, les inspecteurs du travail ont relevé de graves manquements dans 70 % des chantiers du bâtiment.
    Le sens de la vie ensemble, du bien commun, s'est perdu. Exclue de la vie citoyenne, une partie grandissante de la société s'est réfugiée dans l'abstention. Bien plus que 'des voix', c'est la ville qui est passée à droite. Avec son localisme, qui se veut rassurant, M. Guazzaloca se présente comme le parfait interprète de la culture de la stabilité. Avec lui, la politique cède définitivement la place à la technique.

    Rudi Ghedini



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    Nobis ardua

    Comandante CC Carlo Fecia di Cossato

  6. #6
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    Ma d'altronde che pretendi dai compagni? E' come per i 3D sul condono (di cui i DS e poi l'Unita' hanno beneficiato dopo che per mesi hanno dato di farabutto a tutti quelli che usavano i condoni), pure li, interventi col contagoccie


    Gia', d'altronde loro son specializzati in 3d dove o si offende Berlusconi o ci si dedica alle pagliacciate (vedi fotomontaggi di Brunik), di piu' non si puo' prentendere dal compagno medio

  7. #7
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    Ma d'altronde che pretendi dai compagni? E' come per i 3D sul condono (di cui i DS e poi l'Unita' hanno beneficiato dopo che per mesi hanno dato di farabutto a tutti quelli che usavano i condoni), pure li, interventi col contagoccie


    Gia', d'altronde loro son specializzati in 3d dove o si offende Berlusconi o ci si dedica alle pagliacciate (vedi fotomontaggi di Brunik), di piu' non si puo' prentendere dal compagno medio
    beh....è di chi è la colpa? guarda come son riusciti a stravolgere la faccenda della telefonata del berluska....tutti a credere che abbia telefonato lui in rai, mentre invece le agenzie stanno battendo le dichiarazioni di Fini dove sostiene che è stata la rai che ha chiamato il berluska......se non si è capaci di difendersi è logico che si viene massacrati

  8. #8
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    In origine postato da pensiero
    beh....è di chi è la colpa? guarda come son riusciti a stravolgere la faccenda della telefonata del berluska....tutti a credere che abbia telefonato lui in rai, mentre invece le agenzie stanno battendo le dichiarazioni di Fini dove sostiene che è stata la rai che ha chiamato il berluska......se non si è capaci di difendersi è logico che si viene massacrati
    ora non hanno tempo: se volete ridere, andate sul principale: adesso brunik li ha chiamati a raccolta e ha fatto metter di fianco a ogni nick il simbolino dell'ulivo: proprio come i bambini dell'asilo.
    li ho presi amabilmente in giro e quale è stato il risultato?
    hanno chiuso il post.
    e poi si autoproclamano democratici

  9. #9
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    Unhappy ... mille miliardi buttati nel cesso...



    Bologna ha bisogno di idee nuove e progetti ambiziosi. Per rilanciarla in Europa puntiamo su innovazione, cultura e formazione…

    Sergio Cofferati


    Quelli i buoni propositi... questa la loro pratica attuazione...

    mercoledì 24 novembre 2004, 19:10

    Consigliere Monaco: il centrosinistra è riuscito a perdere mille mld per il metrò

    Bologna, 24 nov. - [Adnkronos] - 'Avevamo portato a Bologna circa mille miliardi per realizzare un vero metrò. Ora sono riusciti a perderli…'. Non ha dubbi Carlo Monaco, coordinatore de La tua Bologna, in capo a chi debba imputarsi la colpa di 'aver ucciso il metrò'. Monaco indica in primo luogo la regione Emilia Romagna 'che dopo aver fatto ricorso alla Corte Costituzionale nel 2003, ha fatto annullare la parte più consistente del finanziamento…’. Complice anche la provincia di Bologna 'che invece del metrò preferisce fare gallerie per mandarci autobus e devastare così la via Emilia ponente…’



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    Nobis ardua

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  10. #10
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    FATE SCOMPISCIARE DAL RIDERE.....
    MA SE NELL'EMILIA ROMAGNA ROSSA VENGONO DA TUTTE LE PARTI DEL MONDO, COMPRESA LA VOSTRA PATRIA ELETTIVA, GLI USA, PER STUDIARE LE GRANDI REALIZZAZIONI DELLE AMMINISTRAZIONE ROSSE E CERCARNE DI CARPIRNE I SEGRETI???
    INGRATI, DAVVERO....
    DA RIDERE, AL COMUNE GLI SISTEMANO UNA ZONA INCOLTA, LA DOTANO DI SERVIZI, LA FANNO DIVENTARE CETNRO DI ATTRAZIONE TURISTICA, E POI I BUROCRATI FINIANI CHIEDONO I DANNI A CHI HA REALIZZATO TUTTO QUESTO..
    HANNO RAGIONE I LEGHJISTI, ALMENO IN QUESTO CASO, A CASA LE BUROCRAZIE INUTILI...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

 

 
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