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ESAME UCRAINO PER LA SINISTRA ITALIANA
di Aldo Torchiaro
Sappiamo benissimo quel che sta accadendo in Ucraina. Una gigantesca frode elettorale in barba alla democrazia, alla libertà e al diritto degli ucraini di individuare il loro governo. La plateale prevaricazione democratica di un vicario di Putin che incrina il delicato equilibrio tra Russia ed Europa. Ci vorrebbe un negoziato, una nuova tornata elettorale. Osservatori internazionali. Ma non siamo in un momento della storia in cui prendere tempo. Perché il tempo è un alleato prezioso di chi detiene il potere delle armi, che in queste ore vengono puntate contro cittadini inermi. Quindi non domani ma ora, a Kiev, l'Europa deve agire. Se nemmeno di fronte alla plateale violazione della libertà l'Europa sentisse il dovere di un'iniziativa straordinaria - politica e diplomatica, in che cosa consistono le sue tanto decantate radici? Se lo è chiesto Oscar Giannino su Il Riformista in questi giorni: “Qual è la superiore missione civilizzatrice di un'Europa che si schifa dell'esportazione della democrazia sulla punta delle baionette ma volge il capo anche di fronte alla morte della democrazia nell'urna truffata?” La sinistra italiana, di fronte a questa tragedia che riguarda cinquanta milioni di europei, la quinta potenza nucleare al mondo, sembra essere andata in completo letargo. Mancano tanto le iniziative politiche – fatta eccezione per un ordine del giorno presentato alla Camera dai liberal Ds, primo firmatario Umberto Ranieri – quanto le mobilitazioni di piazza. La sensibilità di gran parte dei movimenti sembra recepire solo ciò che vuole. Dove sono gli attivisti in mobilitazione perenne? Dove sono i professionisti dell’indignazione? L’Ucraina è un banco di prova. Una cartina di tornasole. E’ un paese europeo che vuole uscire dalla lunga transizione del post comunismo ed entrare nell’ambito della Nato e della Ue. Un paese che solleva una questione dalla quale non possiamo tirarci indietro: c’è un dittatore che ha manomesso le urne per beffarre un popolo che chiede libertà. Facciamo la nostra parte. Mobilitiamo tutte le sensibilità che roteano intorno a Libertà Eguale e portiamole in piazza, a Roma, davanti all’ambasciata ucraina. L’imbarazzo sarà di chi non partecipa.




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