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  1. #1
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    Domenica 25 giugno 2000

    OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

    1. "Prendete, questo è il mio corpo... questo è il mio sangue" (Mc 14, 22-23).
    Le parole pronunciate da Gesù durante l'Ultima Cena risuonano oggi nella nostra assemblea, mentre ci avviamo a concludere il Congresso Eucaristico Internazionale. Risuonano con singolare intensità, come una rinnovata consegna: "Prendete!".
    Cristo ci affida il suo Corpo donato e il suo Sangue versato. Ce li affida come fece con gli Apostoli nel Cenacolo, prima del supremo sacrificio del Golgota. Sono parole che Pietro e gli altri commensali accolsero con stupore e profonda emozione. Ma potevano capire allora quanto lontano esse li avrebbero condotti?
    Si compiva in quel momento la promessa che Gesù aveva fatto nella sinagoga di Cafarnao: "Io sono il pane della vita... il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo" (Gv 6, 48.51). La promessa si compiva nell'immediata vigilia della Passione, in cui Cristo avrebbe offerto se stesso per la salvezza dell'umanità.
    2. "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti" (Mc 14, 24).
    Nel Cenacolo Gesù parla di alleanza. È un termine che gli Apostoli non fanno fatica a comprendere, perché appartengono al popolo con il quale Jahvé, come ci narra la prima Lettura, aveva sancito l'antico patto, durante l'esodo dall'Egitto (cfr Es 19-24). Sono ben presenti alla loro memoria il monte Sinai e Mosè, che da quella montagna era disceso portando la Legge divina incisa su due tavole di pietra.
    Non hanno dimenticato che Mosè, preso il "libro dell'alleanza", lo aveva letto ad alta voce ed il popolo aveva annuito dichiarando: "Quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo" (ibid., 24,7). Si era stretto, così, un patto tra Dio e il suo popolo, sigillato nel sangue di animali immolati in sacrificio. Per questo Mosè aveva asperso il popolo dicendo: "Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole" (Ibid., 24, 8).
    Il riferimento all'Alleanza antica gli Apostoli lo hanno dunque capito. Ma che cosa hanno compreso della Nuova? Sicuramente ben poco. Dovrà scendere lo Spirito Santo ad aprire le loro menti: allora comprenderanno il senso pieno delle parole di Gesù. Comprenderanno e gioiranno.
    Abbiamo avvertito una chiara eco di questa gioia nelle parole della Lettera agli Ebrei poc'anzi proclamate: "Se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo!" (9, 13-14). E l'Autore della Lettera conclude: "Per questo Cristo è mediatore di una nuova alleanza, perché... coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa" (9, 15).
    3. "Questo è il calice del mio sangue". La sera del Giovedì Santo, gli Apostoli giunsero fin sulla soglia del grande mistero. Quando, terminata la cena, uscirono insieme a lui per recarsi nell'Orto degli Ulivi non potevano ancora sapere che le parole da lui pronunciate sul pane e sul calice si sarebbero drammaticamente realizzate il giorno seguente, nell'ora della Croce. Forse neppure nel giorno tremendo e glorioso, che la Chiesa chiama feria sexta in parasceve - il Venerdì Santo -, essi si resero conto che quanto Gesù aveva loro trasmesso sotto le specie del pane e del vino conteneva la realtà pasquale.
    Nel Vangelo di Luca c'è un passo illuminante. Parlando dei due discepoli di Emmaus l'evangelista registra la loro delusione: "Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele" (Lc 24, 21). Questo dev'essere stato il sentimento anche degli altri discepoli, prima dell'incontro con Cristo risorto. Solo dopo la risurrezione essi cominciarono a comprendere che nella pasqua di Cristo era avvenuta la redenzione dell'uomo. Alla piena verità li avrebbe poi condotti lo Spirito Santo, svelando loro che il Crocifisso aveva donato il suo corpo ed aveva versato il suo sangue in sacrificio d'espiazione per i peccati degli uomini, per i peccati di tutto il mondo (cfr 1 Gv 2, 2).
    È ancora l'Autore della Lettera agli Ebrei ad offrirci una chiara sintesi del mistero: "Cristo ... entrò una volta per sempre nel santuario non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue, dopo averci ottenuto una redenzione eterna" (Eb 9, 11-12).
    4. Questa verità noi oggi riaffermiamo nella Statio Orbis di questo Congresso Eucaristico Internazionale, mentre, obbedienti al comando di Cristo, ri-facciamo "in sua memoria" quanto Egli compì nel Cenacolo alla vigilia della sua Passione.
    "Prendete, questo è il mio corpo... Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, versato per molti" (Mc 14,22.24). Da questa Piazza vogliamo ripetere agli uomini e alle donne del terzo millennio l'annuncio straordinario: il Figlio di Dio si è fatto uomo per noi e si è offerto in sacrificio per la nostra salvezza. Egli ci dona il suo corpo ed il suo sangue come alimento di una nuova vita, di una vita divina non più soggetta alla morte.
    Con emozione riceviamo nuovamente dalle mani di Cristo questo dono perché, per nostro mezzo, giunga in ogni famiglia ed in ogni città, nei luoghi del dolore e nei laboratori della speranza di questo nostro tempo. L'Eucaristia è dono infinito d'amore: sotto i segni del pane e del vino riconosciamo ed adoriamo l'unico e perfetto sacrificio di Cristo, offerto per la salvezza nostra e dell'intera umanità. L'Eucaristia è realmente "il mistero che riassume tutte le meraviglie operate da Dio per la nostra salvezza" (cfr San Tommaso d'Aquino, De sacr. Euch., cap. I).
    Nel Cenacolo è nata e rinasce continuamente la fede eucaristica della Chiesa. Mentre il Congresso Eucaristico si avvia ormai alla sua conclusione, vogliamo spiritualmente ritornare a queste origini, all'ora del Cenacolo e del Golgota, per rendere grazie del dono dell'Eucaristia, dono inestimabile che Cristo ci ha lasciato, dono di cui vive la Chiesa.
    5. Si scioglierà tra poco la nostra assemblea liturgica, arricchita dalla presenza di fedeli provenienti da ogni parte del mondo e resa ancor più suggestiva da questa straordinaria infiorata. Tutti saluto con affetto, tutti ringrazio di cuore!
    Ripartiamo da quest'incontro rinvigoriti nell'impegno apostolico e missionario. La partecipazione all'Eucaristia renda pazienti nella prova voi, ammalati; fedeli nell'amore voi, sposi; perseveranti nei santi propositi voi, consacrati; forti e generosi voi, cari bambini della Prima Comunione, e soprattutto voi, cari giovani, che vi accingete ad assumere in prima persona la responsabilità del futuro. Da questa Statio Orbis il mio pensiero corre già alla solenne Celebrazione eucaristica, che chiuderà la Giornata Mondiale della Gioventù. Dico a voi, giovani di Roma, d'Italia e del mondo: preparatevi con cura a questo appuntamento internazionale della gioventù, nel quale sarete chiamati a confrontarvi con le sfide del nuovo millennio.
    6. E Tu, Cristo nostro Signore, che "in questo grande mistero nutri e santifichi i tuoi fedeli, perché una sola fede illumini e una sola carità riunisca l'umanità diffusa su tutta la terra" (Prefazio della Ss. Eucaristia, II), rendi sempre più salda e compatta la tua Chiesa, che celebra il mistero della tua presenza di salvezza.
    Infondi il tuo Spirito in quanti si accostano alla sacra Mensa e rendili più audaci nel testimoniare il comandamento del tuo amore, perché il mondo creda in Te, che un giorno dicesti: "Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà" (Gv 6,51).
    Tu, Signore Gesù Cristo, Figlio della Vergine Maria, sei l'unico Salvatore dell'uomo, "ieri, oggi e sempre". In Te crediamo, salvaci!
    Amen!

  2. #2
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    Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze-Roma
    SESSIONE XI (4 febbraio 1442)
    (Bolla di unione dei copti).

    Ma poiché nel decreto per gli Armeni, riportato sopra, non è stata espressa la forma delle parole che la sacrosanta chiesa romana - confermata dalla dottrina e dall'autorità degli apostoli Pietro e Paolo - ha sempre usato nella consacrazione del corpo e del sangue del Signore, abbiamo creduto opportuno inserirla nel presente testo. Nella consacrazione del corpo del Signore essa usa questa formula: Questo è, infatti, il mio corpo. In quella del sangue, invece: Questo è il calice del mio sangue del nuovo ed eterno testamento, mistero della fede, che sarà versato per voi e per molti in remissione dei Peccati ( Mt 26, 28; Mc 14, 18; Lc 22, 10; I Cor 11, 25).


    _____________________

    Noi, adunque, o Signore, ti preghiamo a riguardare con animo placato questa oblazione che ti offriamo per il giorno di digiuno commemorativo della divina Cena, durante la quale il Signor nostro Gesù Cristo, Figlio tuo, istituì il rito sacrificale del Nuovo Testamento; quando il pane ed il vino, che Melchisedech, in funzione di Sacerdote, aveva offerto come figura del futuro mistero, egli trasformò, perché fosse istituito il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue. Deh, ci ascolta placato: affinché per e il corso di molti anni meritiamo di offrirti, nella salute e nell' incolumità, i nostri doni; e perché disponga a che i nostri giorni trascorrano nella pace, e perché ti piaccia liberarci dall'eterna dannazione e annoverarci nel gregge dei tuoi eletti. Per lo stesso Cristo, Signore nostro.

    Degnati, o Dio, noi te ne preghiamo, a far sì che questa oblazione, da noi offerta alla tua bontà, sia pienamente bene+detta, accet+tata, rati+ficata, spirituale e gradita, affinché divenga per noi il Cor+po e il San+gue del dilettissimo tuo Figlio, Signore nostro Gesù Cristo.

    Il quale, alla vigilia di patire per la salvezza nostra e di tutti gli uomini, cioè, come in questo giorno, stando a mensa in mezzo ai suoi discepoli, preso il pane, levò gli occhi al cielo a te, Dio, Padre suo onnipotente, e rendendoti grazie, lo bene+disse, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli dicendo loro: Prendete e mangiatene tutti: QUESTO INFATTI È IL MIO CORPO.

    In simil modo, finita la Cena, prendendo il Calice levò gli occhi al cielo, a te, o Dio, Padre suo onnipotente: e, rendendoti nuove grazie, lo bene+disse, lo passò ai suoi discepoli dicendo loro: Prendete e bevetene tutti: E' QUESTO INFATTI IL CALICE DEL MIO SANGUE, DEL NUOVO ED ETERNO TESTAMENTO, - MISTERO DI FEDE, - È QUELLO CHE SARÈ VERSATO PER VOI E PER MOLTI IN REMISSIONE DEI PECCATI.

    E diede altresì un ordine dicendo. Ogni volta che ciò farete, lo farete in mia commemorazione: predicherete la mia morte, annuncerete la mia risurrezione, spererete la mia venuta, finché di nuovo dal cielo io verrò a voi.


    Onde, o Signore, noi, che siamo tuoi ministri, ma anche il tuo popolo santificato, ricordando la passione di nostro Signore Gesù Cristo, e la sua mirabile risurrezione da morte, e la sua gloriosissima ascensione al cielo, di quanto tu stesso ci hai dato in dono, offriamo alla eccelsa tua maestà l'Ostia + pura, l'Ostia + santa, l'Ostia + immacolata, questo Pane + santo di vita eterna, e questo Calice + di salute perpetua.

    Deh! ti degna di rivolgere il tuo sguardo propizio e sereno sopra queste offerte, e, come già ti degnasti gradire i doni del giusto tuo servo Abele, e il sacrificio del Patriarca nostro Abramo, e quello che ti offrì il tuo sommo sacerdote Melchisedech, aggradisci il sacrificio santo, l'Ostia immacolata.

    Noi ti supplichiamo, o Dio onnipotente, a volere che il tuo santo Angelo porti questi doni sul tuo sublime Altare, al cospetto della tua tremenda maestà affinché a noi tutti che, partecipi di questo sacrificio, riceveremo il sacrosanto Corpo e Sangue del Signor nostro Gesù Cristo, sia data la pienezza di ogni celeste benedizione. Per lo stesso Cristo Signor nostro. Così sia.

    (Anafora ambrosiana per il Giovedì Santo)

  3. #3
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    COSTITUZIONE APOSTOLICA
    MISSALE ROMANUM

    VIENE PROMULGATO IL MESSALE ROMANO
    RINNOVATO PER ORDINE
    DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II

    PAULUS VESCOVO
    SERVO DEI SERVI DI DIO
    A PERPETUA MEMORIA

    [...]
    Mentre nel rito romano, la prima parte di tale Preghiera, il Prefazio, ha assunto lungo i secoli formulari diversi, l'altra parte invece, chiamata Canon Actionis, ha assunto, tra il IV e V secolo, una forma invariabile, al contrario delle Liturgie Orientali, che ammettevano una certa varietà nelle loro Anafore. In tale opera, oltre ad avere arricchita la Preghiera Eucaristica di un gran numero di Prefazi, presi dall'antica tradizione della Chiesa Romana, o composti ex nοvο, al fine di mettere in luce i diversi aspetti del mistero della salvezza e di offrire pii ricchi motivi di azione di grazie, abbiamo deciso di aggiungere alla medesima preghiera tre nuovi Canoni. Tuttavia, per motivi di ordine pastorale, e anche di facilitare la concelebrazione, abbiamo stabilito che le parole del Signore, siano uguali in ciascun formulario del Canone. Stabiliamo pertanto che in ciascuna delle Preghiere Eucaristiche, esse siano così espresse: sul pane: PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: QUESTO È IL MIO CORPO OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI; e sul calice: PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: QUESTO È IL CALICE DEL MIO SANGUE PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, VERSATO PER VOI E PER TUTTI IN REMISSIONE DEI PECCATI. FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME. L'espressione MISTERO DELLA FEDE, tolta dal contesto delle parole del Signore, e detta dal sacerdote, serve come da introduzione all'acclamazione dei fedeli.
    [...]

    Infine, vogliamo qui riassumere efficacemente quanto abbiamo finora esposto sul nuovo Messale Romano. Il Nostro Predecessore san Piο V, promulgando l'edizione ufficiale del Messale Romano, lo presentò al popolo cristiano come fattore di unità liturgica e segno della purezza del culto della Chiesa. Allo stesso modo Noi abbiamo accolto nel nuovo Messale legittime varietà e adattamenti, secondo le norme del Concilio Vaticano II (Cf CONC. VAT. II, Cost. sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium, nn. 38-40: AAS 56 (1964), p. 110); tuttavia confidiamo che questo messale sarà accolto dai fedeli come mezzo per testimoniare e affermare l'unità di tutti, e che per mezzo di esso, in tanta varietà di lingue, salirà al Padre celeste, per mezzo del nostro sommo Sacerdote Gesù Cristo, nello Spirito Santo, più fragrante di ogni incenso, una sola e identica preghiera.

    Le prescrizioni di questa Costituzione andranno in vigore il 30 novembre del corrente anno, prima Domenica di Avvento.

    Quanto abbiamo qui stabilito e ordinato vogliamo che rimanga valido ed efficace, ora e in futuro, nonostante quanto vi possa essere in contrario nelle Costituzioni e negli Ordinamenti Apostolici dei Nostri Predecessori e in altre disposizioni, anche degne di particolare menzione e deroga.

    Dato a Roma, presso S. Pietro, il 3 aprile 1969, Giovedì Santo, anno sesto del Nostro Pontificato.

    PAOLO PP. VI

  4. #4
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    Predefinito X I TRADIZIONALISTI

    Originally posted by TheDruid
    Quanto abbiamo qui stabilito e ordinato vogliamo che rimanga valido ed efficace, ora e in futuro, nonostante quanto vi possa essere in contrario nelle Costituzioni e negli Ordinamenti Apostolici dei Nostri Predecessori e in altre disposizioni, anche degne di particolare menzione e deroga.

  5. #5
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    CONSTITUTIO APOSTOLICA *

    MISSALE ROMANUM

    Missale Romanum ex decreto Concilii Oecumenci Vaticani II instauratum promulgatur.

    PAULUS EPISCOPUS
    SERVUS SERVORUM DEI
    AD PERPETUAM REI MEMORIAM

    [...]
    Praecipua instaurationis novitas in Precatione Eucharistica, quam vocant, versari existimanda est. Quamvis enim in Romano ritu prima eiusdem Precationis pars, hoc est Praefatio, varias, saeculis volventibus, susceperit fοrmulas, altera tamen pars, quam Canonem Actionis appellabant, per illud tempus, quod a IV ad V saeculum actum est, immutabilem induit formam; cum, e contrario, Liturgiae Orientales in ipsas Anaphoras quandam varietatem reciperent. Hac autem in re praeterquam quod Precatio Eucharistica aucta est copia Praefationum, vel ex antiquiore Romanae Ecclesiae traditione sumptarum, vel nunc primum compositarum, quibus et peculiares partes mysterii salutis clarius patefierent, et plura uberiοraque gratias agendi argumenta praeberentur, praeterea ut eidem Precationi tres novi Canones adderentur stauiimus. Attamen sive ut pastoralibus, quas nominant, rationibus consuleretur sive ut concelebratio expeditius procederet, iussimus verba Dominica in qualibet Canonis formula una eademque esse. Itaque in quavis Precatione Eucharistica illa sic proferri vοlumus: supra panem: ACCIPITE ET MANDUCATE EX HOC OMNES: HOC EST ENIM CORPUS MEUM, QUOD PRO VOBIS TRADETUR; et supra calicem: ACCIPITE ET BIBETE EX EO OMNES: HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI NOVI ET AETERNI TESTAMENTI, QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM. - HOC FACITE IN MEAM COMMEMORATIONEM. Verba autem mysterium fidei, de contextu verbοrum Christi Domini deducta, atque a sacerdote prolata, ad fidelium acclamationem veluti aditum aperiunt.
    [...]

    Ad extremum, ex iis quae hactenus de novo Missali Romano exposuimus quiddam nunc cogere et efficere placet. Cum Decessor Noster S. Pius V principem Missalis Romani editionem promulgavit, illud veluti quoddam unitatis liturgicae instrumentum idemque tamquam genuini religiοsique cultus in Ecclesia monumentum christiano populo repraesentavit. Haud secus Nos, etsi, de praescripto Concilii Vaticani II, in novum Missale legitimas varietates et aptationes (Cf CONCILIUM OECUMENICUM VATICANUM II, Const. de sacra liturgia Sacrosanctum Concilium, nn. 38-40; AAS 56, 1964, p. 110) ascivimus, nihilo tamen secius fore confidimus, ut hoc ipsum a christifidelibus quasi subsidium ad mutuam omnium unitatem testandam confirmandamque accipiatur, utpote cuius ope, in tot varietate linguarum, una eademque cunctorum precatio ad caelestem Patrem, per summum Pontificem nostrum Iesum Christum, in Spiritu Sancto, quovis ture fragrantior ascendat.

    Quae Constitutione hac Nostra praescripsimus vigere incipient a die XXX proximi mensis Novembris hoc anno, id est a Dominica I Adventus.

    Nostra haec autem statuta et praescripta nunc et in posterum firma et efficacia esse et fore volumus, non obstantibus, quatenus opus sit, Constitutionibus et Ordinationibus Apostolicis a Decessoribus Nostris editis, ceterisque praescriptionibus etiam peculiari mentione et derogatione dignis.

    Datum Romae, apud Sanctum Petrum, die III mensis Aprilis, in Cena Domini N.I.C., anno MCMLXIX;, Pontificatus Nostri sexto.

    PAULUS PP. VI
    _______________________

    Originale inglese:

    The major innovation concerns the Eucharistic Prayer. If in the Roman Rite, the first part of this Prayer, the Preface, has preserved diverse formulation in the course of the centuries, the second part, on the contrary, called "Canon of the Action," took on an unchangeable form during the fourth and fifth centuries; conversely, the Eastern liturgies allowed for this variety in their anaphoras. In this matter, however, apart from the fact that the Eucharistic Prayer is enriched by a great number of Prefaces, either derived from the ancient tradition of the Roman Church or composed recently, we have decided to add three new Canons to this Prayer. In this way the different aspects of the mystery of salvation will be emphasized and they will procure richer themes for the thanksgiving. However, for pastoral reasons, and in order to facilitate concelebration, we have ordered that the words of the Lord ought to be identical in each formulary of the Canon. Thus, in each Eucharistic Prayer, we wish that the words be pronounced thus: over the bread: ACCIPITE ET MANDUCATE EX HOC OMNES: HOC EST ENIM CORPUS MEUM, QUOD PRO VOBIS TRADETUR; over the chalice: ACCIPITE ET BIBITE EX EO OMNES: HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI NOVI ET AETERNI TESTAMENTI, QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM. HOC FACITE IN MEAM COMMEMORATIONEM. The words MYSTERIUM FIDEI, taken from the context of the words of Christ the Lord, and said by the priest, serve as an introduction to the acclamation of the faithful.

    __________________
    Originale Portoghese:

    A principal novidade da reforma está na chamada Oração Eucarística. Embora, no rito romano, a primeira parte desta Oração - o Prefácio - tenha conhecido diversos formulários através dos séculos, a segunda parte, que é chamada o Cânon da Ação, conservou sempre a mesma forma que foi fixada entre os séculos IV e V. As liturgias orientais, pelo contrário, admitiam certa variedade nas suas Anáforas. Neste ponto, decidimos acrescentar ao Cânon Romano três novos formulários de Orações Eucarísticas, além de enriquecê-los com grande número de Prefácios, tirados da antiga tradição na Igreja Romana ou compostos agora, a fim de manifestar melhor os vários aspectos do mistério da fé, e oferecer mais numerosos e fecundos motivos de ação de graças. No entanto, por motivos de ordem pastoral e para facilitar a concelebração, estabelecemos que as palavras do Senhor sejam as mesmas em todos os formulários do Cânon. Assim, queremos que em cada Oração Eucarística se pronunciem as seguintes palavras: sobre o pão - "Accipite et manducate ex hoc omnes: Hoc est enim Corpus meum, quod pro vobis tradetur"; sobre o cálice - "Accipite et bibite ex eo omnes: Hic est enim calix Sanguinis mei novi et aeterni testamenti, qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum. Hoc facite in meam commemorationem". A expressão
    "Mysterium fidei", tirada do contexto das palavras de Cristo e proferida pelo sacerdote, serve de preâmbulo à aclamação dos fiéis.

  6. #6
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    Devo confrssare che non ho capito perfettamente la ragione del contendere, se essa verta sulla forma consactratoria in sè o sulla traduzione del "pro multis".
    Se è solo la seconda è poco da discutere, "pro multis" si traduce "per molti". Lo sa anche un dilettante di latino. Cosa poi significhi è fatto teologico. Ma una cosa è la filologia ed una la teologia.
    Aver tradotto "per tutti" è solo un madornale errore che il mio vecchio professore del ginnasio asvrebbe marcato con un consistente segno di matita blu!

  7. #7
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    Ab orgine, probabilmente, si è potuto anche trattare di un errore di traduzione, tuttavia, molti teologi hanno ritenuto che sul punto ci sia stata, da parte della Chiesa Romano-cattolica, una rivalutazione del testo originale.
    Comunque, premesso che per la Chiesa cattolica il testo ufficiale è quello latino, che è rimasto immutato, il problema si pone non solo per la traduzione italiana del messale romano ma anche per quella fatta in altre lingue.
    Si guardi ad esempio alla traduzione inglese:

    TAKE THIS, ALL OF YOU,
    AND DRINK FROM IT:
    THIS IS THE CUP OF MY BLOOD,
    THE BLOOD OF THE NEW AND
    EVERLASTING COVENANT.
    IT WILL BE SHED FOR YOU
    AND FOR ALL MEN

    SO THAT SINS ARE FORGIVEN.
    DO THIS IN MEMORY OF ME.

  8. #8
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