E’ di nuovo Natale: la festa di Gesù Bambino e dei Grandi Magazzini. La festa del padrone, che ti dà la tredicesima, e te la riprende cinque minuti dopo nei suoi supermercati, lasciandoti in cambio centoquattordici pacchettini colorati pieni di cose inutili che ti faranno sentire idiota e felice. E così, passata la festa, vuotate le tasche, lavato il cervello, sarai pronto per il nuovo anno, pronto a regalare al tuo padrone un altro anno di fatica, di obbedienza, di sfruttamento, in attesa del prossimo Natale e del prossimo Gesù Bambino. A meno che tu il padrone non ce l’abbia più, come i nostri fortunati compagni della Marzotto, e tanti altri: allora per festeggiare ti basta raddoppiare la quota mensile dei debiti, e partecipare anche tu al Grande mercato: Immobili Mobili Automobili Soprammobili ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche. Perché nel Grande Mercato natalizio siamo tutti uguali. Il culto delle merci, la devozione dell’Upim, hanno risolto la crisi delle chiese tradizionali. E’ il grande magazzino il nuovo tempio, dove i fedeli affluiscono in umidità e, miracolo del progresso, in perfetta uguaglianza. Chi non ha il grande magazzino a portata di mano, ci va in processione, dai paesi, dal quartiere-confino, a spendere di più per merci di scarto, a ubriacarsi di luci, abbondanza e tintinnii di scontrini. Padroni ed operai, contrapposti in fabbrica, dove le merci si producono, vengono trasformati con un colpo di bacchetta magica in uguali nel grande magazzino, tutti clienti, tutti consumatori. I salari di chi lavora sono separati da un abisso dai profitti di chi sfrutta: ma nel grande magazzino ci sono i prezzi, fissi, unici ed uguali per tutti......
continua qui,ma credo che basti.
http://www.nelvento.net/archivio/68/lc/natale.htm




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